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sabato, 20 agosto 2005
IranSkies

Giovedi l'amico Amir mi ha cercato via mail, via blog, per un invito a cena... non sapeva pero' che ero partito. Quando mi cercava ero in volo e il caso(!!!)voleva che proprio in quei momenti mi trovassi a sorvolare il suo paese. La visibilta' era ottima, cielo sereno. Mi sono appiccicato al finestrino a Tabriz e ho tenuto spiaccicato il naso fino a Zahedan e all'ingresso in territorio pakistano.

Arrivato a Delhi gli scrivevo che ero fuori, che non potevo esserci e che proprio poche ore prima avevo sorvolato il suo paese...

Mi ha risposto con una mail che mi ha emozionato e fatto riflettere. Continua a farmi pensare... non riesco proprio a mettermi nei suoi panni, non ce la faccio. Non riesco a sentire sulla mia pelle come si possa stare, come potrei stare io. Solo loro lo sanno.

Con la sua autorizzazione riporto qui quelle poche righe, molto significative di uno stato d'animo e di una forte sofferenza.

Ciao Nico,
non pensavo che eri a Delhi. Spero che tu abbia delle belle giornate la' (io ci andrei molto volentieri in India!).
E' molto bello cio' che hai scritto su Iran,....proprio 10 minuti fa ho visto un altro episodio di quel programma in cui 4 turisti facevano la via della Seta...ti ricordi? quando eri qui loro erano in Cina,...e oggi ho visto la trasmissione in cui sono arrivati in Iran....bastava vedere la terra del mio paese,...bastava sentire la musica del sottofondo...il modo di parlare della gente...le idee di quell'americano che diceva "mi aspettavo che mi prendessero come ostaggio ma sono rimasto con bocca aperta della ospitalita'  degli iraniani",...e bastava solamente vedere quei 10 minuti a farmi piangere.
Mi manca molto l'Iran ma paradossalmente non ho nessuna voglia di andarci e questa cosa mi mette in una situazione di crisi mentale fino a impazzirmi.
Comunque,
lasciamo stare!
 
Metto qui alcune foto fatte su quelle aride e affascinantissime terre. Altre qui: 
http://www.nicogallery.com/Iranskies
 
 
Fra Tabriz e Tehran, montagne alte oltre 4000 metri. In primo piano la catena montuosa. Versante sud, aridissimo.Oltre il crinale, versante nord, verde... sul fondo il Mar Caspio. Le piogge si infrangono spesso su queste montagne, bagnano le localita' costiere sul Mar Caspio e lasciano il resto dell'Iran a secco per gran parte dell'anno, fanno da barriera.
 
 
 
 
Tehran, 13 milioni di abitanti. A sinistra la parte nord, arrampicata sulle pendici delle montagne, temperature gradevoli, classe media e alta. In basso, a destra, un area verde con un monumento bianco in mezzo, Azadi Square, simbolo della citta'. Da nord (sx) a sud (dx)  la citta' e' "in discesa", circa 400 metri di dislivello.
 
 
 
 
 
 
Dasht e Kavir, il piu' grande deserto iraniano, si estende ad est di Tehran per centinaia di kilometri, caldissimo, scarsamente abitato. Formazioni saline e rocciose... modellato nei millenni dai frequenti terremoti, e si vede...
 
 
 
 
Dasht e Lut, deserto d'oriente, quello che arriva a sconfinare in Pakistan.
 
 
 
 
Confine fra Iran e Pakistan, 30 km ad est di Zahedan. Territorio tribale...
 
 

Postato da: nicoway a 23:18 | link | commenti (6)
tehran

domenica, 02 gennaio 2005
Capodanno a Tehran

1 gennaio 2005, Tehran

 Comincio da ieri notte , dalla mezzanotte...

Rientro in hotel dopo una serata di festa passata a casa di Samira, appena in tempo per festeggiare il capodanno italiano. Quando arrivo sono le 02,25, le 23,55 in Italia. Alle 24,00 in punto, collegati con la tv italiana si brinda… con gli europei presenti si fa un brindisi a base di the freddo. Iran, no alcool available (nell’hotel… ma fuori, nel privato, scorre a fiumi…).

Passa la mezzanotte e un italiano guarda fuori dalla finestra e dice “Chissà se il prossimo capodanno saremo ancora qui e se gli americani saranno già passati …”. Mi si è gelato il sangue. La sua affermazione aveva un collegamento con ciò che gli americani stanno facendo in Iraq, Tehran per lui poteva diventare come Baghdad… il senso era quello. Era un auspicio che passassero gli americani, lo avevo già percepito nei giorni scorsi sentendo alcuni suoi discorsi. Mi sono calmato e ho detto che in ogni caso occorreva fare distinzioni, che occorreva conoscere meglio la realtà iraniana prima di esporsi a parlare. Qui c’è gente straniera che arriva e a malapena mette fuori il naso dagli hotel…

Mi sono trattenuto dal chiedergli se direbbe la stessa cosa se abitasse a Tehran, se la sua famiglia fosse qui… e se all’improvviso venisse bombardata la sua casa, il suo quartiere… la guerra in casa sua. Facile parlare vivendo fuori dallo scenario, con che indelicatezza si dicono certe cose…

Io venivo da una festa in cui le persone erano allegre, sorridenti, pacifiche, mi ero sentito accolto come un figlio, trattato come un principino. La festa era stata organizzata soprattutto per me, si approfittava del fatto che stessi per entrare nel 2005, per loro non era invece capodanno… ma festeggiavano il mio, il nostro.

Balli, canti, foto, tanto cibo, niente velo… libertà all’interno delle 4 mura. Ragazze in minigonna, ragazzi con cravatta… persone assolutamente normali, ben lontani dall’idea di estremismo, fanatismo o addirittura terrorismo che associamo agli iraniani.

Dopo quell’affermazione pensavo a loro, se realmente scoppiasse qui una guerra tipo Iraq… per liberarli e portare la democrazia(?).

Il 90 % degli iraniani disapprova questo governo, molti lo odiano. I giovani che possono scappano, soprattutto quelli ben educati, un buon curriculum e via; molte menti lasciano il paese. Dove vanno? Vengono in Europa, o vanno negli Stati Uniti. Gran parte degli iraniani amano i nostri paesi… non ci vedono come persone ostili o civiltà da condannare, al contrario.

Il governo è altra cosa…

E allora noi per aiutare gli iraniani e cacciare i loro governanti dovremmo portare nel paese la guerra? Dovremmo attaccarli? Procurare la morte di molte di quelle stesse persone che la pensano come noi?

Che non ci sia un modo migliore per dar loro un mano che non sia quella delle armi? Prima di parlare impariamo a conoscerli, a riconoscerli. A distinguere fra popolo iraniano e governo iraniano…

E come provocazione metto questo…

Voi bombardereste queste pacifiche e allegre persone? Assicuro che almeno 9 iraniani su 10 sono come loro… stessa pacatezza… gran voglia di vivere in pace e libertà, come tanti di noi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Evidenzio la scritta...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 19:30 | link | commenti (8)
tehran

31 dicembre 2004, Tehran

Sulla neve, sopra la città. Ai piedi del Monte Tochal. Anche qui gran divertimento, risate, palle di neve e... coppiette abbracciate, al riparo dai "guardiani".

 

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 19:22 | link | commenti
tehran

30 dicembre 2004, Tehran

Ad una festa di matrimonio... tanta allegria, sorrisi e danze. E tanto divertimento!!! alla faccia di chi pensa che qui in Iran la gente passi il tempo a piangere, soffrire e flagellarsi nelle moschee...

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 19:17 | link | commenti
tehran

mercoledì, 22 dicembre 2004

Tehran , 20 dicembre 2004

Stamattina alle 5, appena arrivato, una piacevole sorpresa… cadevano dei soffici fiocchi di neve e la parte nord di Tehran era imbiancata. La neve a Tehran, beh ha un qualcosa di magico, come ovunque… Mi dicono che il caso vuole che quasi tutti gli anni qui cada la neve il 24 di dicembre, vigilia di Natale. Sembra una beffa per noi, visto che qui il Natale non lo festeggiano e dalle nostre parti invece lo associamo alla neve, a Santa Claus… e spesso non nevica neanche a implorare…

Contento, molto contento di essere di nuovo qui, vado a dormire ma mi impongo la sveglia ad un orario decente, 6 ore di sonno saranno sufficienti.

Al risveglio tiro le tende, il sole… ma con una forte foschia. Mancanza di correnti, freddo, evaporazione della precipitazione nevosa e … inquinamento soprattutto. E’ molto forte, mai prima d'ora l’ho sentito così a Tehran, il caso forse. E' un fatto l’aumento di autoveicoli… ogni giorno a Tehran ci sono in media 1400 nuove immatricolazioni di auto, spaventoso!!! Il traffico è pazzesco, indisciplinato, continuo, 22 ore su 24. La benza non sembra raffinata al meglio… una miscela esplosiva per i polmoni!

Esco e mi incammino verso il centro della parte nord, Tajrish, un antico villaggio che nel tempo è stato fagocitato da Tehran e ora ne è parte integrante a tutti gli effetti. Sono rimasto in zona a passeggiare su e giù, a vascheggiare, per 6 ore. Mi concentravo soprattutto sulle donne, sull’abbigliamento, sui foulard. Eleganti, truccate, smalto nelle unghie… Valorizzano al meglio tutto ciò che possono mostrare del proprio corpo. L’attenzione quindi si fissa lì, sul viso, sulle mani…

Ho cominciato a fare qualche scatto ma non ero a mio agio, non trovavo il luogo giusto… anzi ero nel posto sbagliato… Un poliziotto mi ferma e mi chiede qualcosa, tipo documenti… il passaporto non l’avevo, sempre in hotel (se lo perdi poi so' cazzi burocratici uscire dal paese). La carta d’identità l'avevo ma non se ne facevano niente, il problema è che continuavo a non capire cosa volessero… e non erano molto gentili… Al solito qui i civili non ti lasciano mai solo e appena possono vengono in aiuto dello straniero. Arriva un'iraniana che vive negli USA, le spiega chi sono e cosa faccio lì, le dicono che vogliono da me il permesso per fare foto. Permesso????? Ma chi ha mai pensato di fare un permesso qui… mai capitato in passato che mi venisse richiesta una cosa simile. I poliziotti sono straniti, mi dice la signora, del fatto che sto fotografando in un luogo in cui non ci sono interessi turistici, monumenti, edifici antichi etc… e grazie, stò a fotografà la gente! Me ne esco dicendo che per me è talmente strano vedere la neve alle spalle della città, così vicina a noi… ecco sto fotografando la neve, le montagne… non basta, vogliono il permesso! La signora persamericana si stizzisce con i poliziotti e prende le mie difese chiedendo di non fare i rigidi rompicoglioni, sono un innocuo straniero… Mi chiede di dire loro "OK, non lo faccio più…" così faccio. Poi aggiunge… ecco adesso gira l’angolo e fai tutte le foto che vuoi. Bisogna dargli ragione… discutere e chiedere spiegazioni non serve a niente.

Altro episodio, un’oretta dopo… vedo in mezzo alla strada una giovane donna e un uomo di mezza età che discutono animatamente davanti alle rispettive auto… probabilmente uno dei due ha fatto una scorrettezza. La donna gli grida in faccia non so cosa… l’uomo ad un certo punto le dice qualcosa, immagino di non gradevole, ed entra in auto… a quel punto la donna fa per andarsene, poi torna, apre la portiera dell’uomo e gli da un gran schiaffo in testa… il tutto davanti a vigilantes che non muovono un dito… poi la donna se ne va… altre donne si avvicinano all’uomo menato e giù botte sulla macchina, sui vetri! Che bella scenetta! A quanto pare le donne qui non sempre si fanno mettere i piedi in testa… anzi!

 

 

 

 

Intorno alle 19 arriva Koshrow, un vecchio amico di religione zoroastriana. Mi accompagnerà a casa sua dove sono invitato per festeggiare una serata speciale per gli iraniani, la “shabe yalda”, la notte più lunga dell’anno, quella fra il 20 e 21 dicembre, giorno di inizio del’inverno. Le famiglie si riuniscono, è un occasione per ritrovarsi tutti insieme, parlare, leggere poesie, gustarsi il cibo. E’ una festa non religiosa, niente a che vedere con l’islam… ha origini antichissime, è persiana, prima dell’arrivo dell’islam. E’ una festa allegra, gioiosa, niente pianti religiosi… è una festa di tutti i persiani, religiosi e non. Un po’ come il capodanno persiano “no ruz”, che qui ricade il 21 marzo, inizio della primavera, la più importante festa “pagana” dell’anno.

E’ un privilegio per me poterla vivere nella casa di uno zorostriano, la sentono molto, non sentendo le feste religiose islamiche… e riferendosi al passato remoto del paese…

Koshrow mi fa un bella introduzione alla sua religione che già in parte conoscevo. Mai mi ero però ritrovato a parlarne con uno di loro… ne sono rimasti poco più di 150000, in Iran. Mi dice che molti se ne sono andati, attratti dalla possibilità di emigrare molto più facilmente degli altri iraniani. Semplice per loro ottenere il visto permanente per gli Stati Uniti o per paesi europei. Per il governo iraniano poi meno sono meglio è, probabilmente. Koshrow che nell’antica lingua significa Re, si dice dispiaciuto di questa diaspora, la dispersione in giro per il mondo dei pochi zoroastriani fa perdere le antiche tradizioni… con il rischio nel tempo di una scomparsa. Mi racconta che molti suoi colleghi islamici sono interessati a questa religione, attratti. E’ una religione pacifica, senza diktat, lascia grande libertà. Gli zoroastriani sono visti come persone calme, non violenti, tolleranti, dolci… questo si contrappone ad un certo modo di vivere l’islam in Iran. Gli chiedono se possono diventare zoroastriani… lui li sconsiglia vivamente… per chi cambia religione in Iran, o meglio chi ripudia l’islam per altro, c’è la pena di morte! Nel rispetto della sharia. Se invece uno cambia per diventare mussulmano, ti accolgono a braccia aperte.

Koshrow dice che non è necessario convertirsi… se uno è interessato può seguire il modus vivendi degli zoroastriani che si riassume in tre cose. PENSARE BENE, PARLARE BENE, AGIRE BENE. Tutto qui… più semplice di così… con questa condotta si vivrà una vita onesta e piena di gioie.

Disarmante semplicità. Divento zoroastriano! Zaratustra non da regole o precetti… non limita la vita… da forse solo dei consigli e dei suggerimenti… Che spettacolo!!!!!!

Arriviamo a casa sua, tipica abitazione iraniana, tanti tappeti e quadretti con Zartusht, un ambiente di grandissima serenità e apertura, amore verso gli altri. Conosco la moglie e la figlia di 11 mesi, divertentissima!

In questa giornata è costume mangiare tanta frutta, finisce l’estate…

si entra nel periodo freddo, la terra non darà più tanti frutti e quindi si dovranno assaggiare i tanti tipi di frutta del paese… in questa giornata d’obbligo l’anguria e il melograno…

Cominciano ad offrirmi dolci, frutta secca, frutta normale, the… un gran miscuglio… questo è il pre antipasto. Dopo cominciano le danze… tanti piatti e tanto cibo… e bisogna mangiare o assaggiare tutto! Siamo in Iran, è una forma di rispetto.

Io però non ce la faccio proprio, al solito ti riempirebbero come un maialino… e poi a seguire sarò ospite in un’altra casa, per una seconda cena, dai genitori di amici iraniani che vivono in Italia… riesco a giustificarmi con questo…

Nella seconda cena mi giustificherò con la prima… se sommo ciò che ho mangiato arrivo a una cena abbondante e mezzo, equivalente due cene nostre.

In questa occasione l’invito a cena l’ho ricevuto dall’Italia. Gli amici Samira e Amir mi hanno inviatato nella loro casa… unico particolare… mancano solo loro!!! Si trovano infatti in Italia, studenti nelle nostre università. Sono sposati e stasera le loro rispettive famiglie si riuniranno qui per celebrare questa notte lunga… loro in Italia festeggeranno due cose, questa festività iraniana e il loro anniversario di fidanzamento. Vorrebbero essere qui, dovrebbero essere qui, e invece, ci sono io… è un mondo capovolto, io sono qui e loro la. Questa cosa mi mette un po’ a disagio, so quanto soffrono per essere così lontani dalle loro famiglie …

Ad un certo punto terminata la cena mi stupiscono con effetti speciali… ed ora abbiamo in linea Samira e Amir… in videoconferenza da... Cremona!!!

Le famiglie si vedono, si salutano, si sorridono, si mandano baci attraverso il monitor… il potere della tecnologia, io sono un po’ shockato… non ci posso credere. Il mondo si fa veramente piccolissimo. Passiamo un’ora a ridere e scherzare guardandoci e comunicando attraverso il net… nel frattempo qui continuano a darmi da mangiare, anche sul pc… loro si divertono come matti sapendo l’imbarazzante posizione in cui mi trovo… il non poter rifiutare il cibo offerto (ufficialmente)… chiedo che mi vengano in aiuto, conoscono bene le abitudini foraggiatici delle famiglie iraniane… invidiano ciò che sto mangiando… io invidio loro che stasera magari si fanno uno spago e due fette di mortazza. Il mondo capovolto. Beh comunicare così è stata proprio la ciliegina sulla serata… quanta gioia ed emozioni ho visto passare attraverso la grande rete. Brindiamo insieme, noi qui in Iran analcolico(?), loro in Italia con un calice di vino in mano. AUGURONI SAMIRA E AMIR, KHODA HAFEZ.

Seguo tutto il rituale della serata, lo scambio di doni e, cosa più bella… la lettura delle poesie di Hafez. Una signora, zia di Amir, apre un libro di questo grande poeta persiano e a caso ne dedica una ad ogni partecipante al convivio. La tradizione vuole che siano una premonizione, auspicio per il nuovo anno… quella che in modo random viene dedicata a me è di buon auspicio… meno male…

A dire il vero sono tutte positive e cariche di buoni auspici… i poeti iraniani erano gioiosi. Tutti ascoltano con attenzione, in silenzio, la recita della poesia, seduti in cerchio…

In questo momento, qui in camera sul lettone, sono pieno come un uovo. La giornata è stata lunga, ma molto interessante ed emotivamente intensa con gli amorevoli amici delle due cene.

Domani, fra 6 orette… un altro giorno. Notte … shabe yalda!

 

 

 

(Famiglia persiana... la vera Persia.)

 

 

 

Postato da: nicoway a 22:01 | link | commenti (6)
tehran

Tehran, 21 dicembre 2004

Oggi giornata in giro l’amico Massoud, studente universitario a Milano, tornato in Iran per le vacanze di natale. Tante ore in auto a combattere nel traffico cittadino attraversando le principali arterie della parte nord di Tehran.

Alla sera arriva la parte per me più interessante. L’appuntamento è con Massoud e tre amiche. Due arrivano intorno alle 19,30 al coffe shop dell’hotel e cominciamo una bella chiacchierata su temi che interessano entrambe le parti… Verso le 20 arriva Massoud, solo… l’amica dov’è?

 

 

Ehm… non l’hanno lasciata entrare nella hall dell’hotel. Perché, chiediamo… ha i pantaloni troppo corti! Mi sembra strano, mai avevo visto una donna iraniana in bermuda. Decidiamo di abbandonare le tazzine di the ed uscire per incontrarci con la “trasgressiva” in bermuda… sono proprio curioso di vederla. Quando la vedo non capisco proprio… i pantaloni arrivano appena sopra lo stivaletto. Non l’hanno lasciata entrare.

 

 

Andando in giro in questi giorni nella parte nord di Tehran continuavo a chiedermi quale fosse il limite attuale nell’abbigliamento oltre il quale una donna è “castigabile”. Non lo capivo. Ci sono in chador neri che coprono tutti i capelli e foulard coloratissimi che arrivano metà capo… in mezzo tutte le varianti. Le ragazze mi avevano detto che i foulard colorati e portati con disinvoltura sono comunque fuori legge e volendo possono essere arrestate, cosa che nella realtà ormai è cosa rara. Sembra esserci una sfida continua da parte di tante ragazze per scoprire qualche centimetro in più e capire fin dove si possa arrivare… io non capivo e continuo a non capire questo limite dove stà, visto che non è codificato e probabilmente è mutevole nel tempo.

Stasera avevo una prova di superamento della soglia… un pantalone un po’ troppo sopra le caviglie… e forse colori troppo vivaci. Di fatto l’hotel con tante stelline inibisce l’entrata.

 

 

 

Saliamo in auto discutendo del fatto… ci dirigiamo verso uno dei ristoranti più conosciuto e frequentato dai giovani, un locale “progressive” direi. Entriamo, ci sediamo… stiamo decidendo cosa ordinare ed arriva una signora in nero… invita la ragazza in “bermuda” ad uscire, l’abbigliamento non è congruo. Tutti protestano, fanno presente che c’è anche uno straniero e dovremmo andarcene tutti. Frega niente, la signorina deve uscire!

Sono realmente incredulo, i miei amici meno, sembrano abituati alla cosa, non commentano ma… se potessero secondo me…

Ok non rimane che andare in n fast food e ordinare cibo da mangiare… in auto!!! E così facciamo, portiamo i vassoietti e stretti sgomitiamo per mangiare sulla quattro ruote.

 

 

 

 

La musica viene tenuta a basso volume, c’è una bella canzone, e chiedo perché si sia abbassato il loud mentre prima in moto era alto. Risposta… visto che siamo fermi la musica pop inglese deve essere ascoltata senza che si senta fuori, sennò siamo fuorilegge e possiamo avere dei problemi.

La serata va così, zigzagando fra i limiti che ero curioso di conoscere.

E sì che si sente sempre dire qui che sono stati fatti significativi passi avanti rispetto a 5 anni fa… la strada è ancora lunga…

Ora vado a riposare. Solidarietà piena alle donne iraniane.

Postato da: nicoway a 21:28 | link | commenti (2)
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