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venerdì, 19 agosto 2005
Delhi hut

Scrivo queste due righe da Delhi.

Ho appena fatto una cosa che alcuni anni fa non avrei mai fatto. Sono andato a pranzo da Pizza Hut. Ebbene si', sono invecchiato, mi sono imborghesito, impigrito, standardizzato...

Poco fa mi son ritrovato con un languorino. Alla mia destra un Mc Donald, in mezzo un ristorante Indiano (cucina del sud), a sinistra Pizza Hut. Anni fa mi sarei rifiutato per principio di entrare a dx o a sx, sarei andato all'indiano, per principio. Oggi non piu'. Dopo alcune ore passate nel caos delhiano, con il suo shock uditivo, olfattivo, visivo non ne potevo gia' piu' di quest'India, l'ho riconosciuto a me stesso, mi sono arreso. Avevo voglia di un luogo condizionato, pulito, con sapori standard conosciuti. Ho alzato bandiera bianca.

                                                                                                (mi son fermato un attimo... non era lui...)

Mangiando la pizza ricordavo quando, viaggiando in India o in America Latina, cercavo il piu' possibile di avvicinarmi ai locali, anche col cibo, mangiando in strada, con le mani, qualsiasi cosa (o quasi). Quante volte ho sfidato Montezuma, quante volte ho perso...  Ricordo un paio d'occasioni memorabili, entrambe in Guatemala.

La prima nel '95 a Flores, Montezuma se la prese con me in modo virulento. Era un pellegrinaggio con ill bagno "comunitario" dell'hotel (viaggiavo con budget risicatissimo), ricordo che non funzionava neanche lo sciacquone (che schifo...). Dopo un paio di giorni Montezuma ha avuto pieta', lasciandomi, con 5 kg in meno e un viso scavatissimo. Si poteva continuare, anche se un po' debilitato.

La seconda volta nel '97 a Quetzaltenango, periodo natalizio. Due giorni rinchiuso in hotel, fino allo sfinimento, senza uscire dalla camera. Arrivato al limite mi son detto, domani devo raggiungere l'aeroporto di Guate e prendere un aereo che mi riporti in Italia (rinunciando ai 4 mesi che mi rimanevano di viaggio), ero talmente debole e delirante da essere arrivato a pensare che sarei morto in quella camera di 8 metri quadrati... Ho dato un ultimo colpo di reni, ho ricordato di avere un numero di telefono, la vedevo come ultima chance (quando sei delirante capita...). All'arrivo in citta' avevo chiesto un indicazione su come dirigermi all'hotel "battezzato", un paio di ragazze mi avevano indicato la direzione e detto: " se dovessi avere bisogno di qualcosa questo e' il telefono...".  Faccio chiamare il numero dal proprietario, non avevo neanche l'energia per affrontare una telefonata con persone non conosciute. Dopo mezz'ora arriva Magda, il solo vederla mi ha dato fiducia. Suo zio medico si sarebbe preso cura di me, dopo alcune ore avevo a disposizione dei farmaci che avrebbero rimesso in piedi un cavallo. E cosi' fu. Venni adottato dalla famiglia di Magda, Montezuma se n'era andato affanc e l'avevo pure beffato, o forse era stato provvidenziale. I giorni successivi furono stupendi. La notte di capodanno alle 23 tutta la famiglia allargata (nipoti, cugini, genitori, nonni) in una sala nella casa dei nonni di Magda. La saletta era diventata una piccola chiesa, tutti davanti all'altarino, di fianco ad esso gli anziani nonni, davanti, in prima fila, i piu' piccolini, dietro i grandi, in scala. E pregavano... hanno pregato fino allo scoccare della mezzanotte. Io, sul fondo, osservavo questa scena con contorni magici, la luce soffusa, i due anziani che "dirigevano". Forse il Capodanno piu'  bello che io abbia vissuto. E io che a Capodanno di solito, se non lavoro, vado a letto alle 23...

Montezuma... sicuramente da Pizza Hut non mi freghi. Erano bei tempi anche quando ti facevi beffa di me, tutto sommato...

L'India non fa per me, lo ripeto. E' sicuramente interessante ma la soffro tanto. Stamattina ho "abbordato" due ragazze, una italiana, l'altra sudafricana, erano in mezzo alla folla, al caos e non ho resistito... ho dovuto chieder loro come si sentissero in questo contesto. Mi han detto che lo soffrivano molto, erano appena arrivate da un viaggio indiano fra Agra, Varanasi, Rajastan e Himachal Pradesh. Mi raccontavano di essere state molto bene a nord ma nei grandi centri o nelle localita' con turismo la sensazione era di disagio. Condividevamo il fatto che ci si sente $ che camminano. La sporcizia e' notevole e non la si puo' giustificare con la poverta', esistono nel mondo luoghi poveri ma estremamente ordinati e puliti. L' "inquinamento acustico e olfattivo e' pesante, puo' dare molto nervosismo e insofferenza a chi non e' abituato (come il sottoscritto). Nei grandi centri nessuno sembra aiutarti "gratuitamente", tutti sembrano volere qualcosa in cambio. Parlo di certi luoghi dell'India, sia chiaro... sta di fatto che non sono luoghi isolati, insignificanti. Parlo di Delhi, Bombay, Calcutta, Varanasi, citta' che ho conosciuto abbastanza bene e in cui non mi sono mai sentito a mio agio. Non conosco il sud, il Kerala, il nord... conosco a malapena un pezzetto d'India e questo poco mi basta per rendermi un po' titubante a conoscere il resto.

Da noi sembra che molti abbiano una certa stima della societa' indiana, vedono la religione locale come pacifica e tollerante, apprezzano il modo di vivere la poverta' degli indiani. Io trovo il tutto sistemico ed equilibrato, valido per loro. L'accettazione della poverta', dell'inferiorita' rispetto ad un altro uomo, le caste, etc in base ai miei valori sono aberrazioni, cose inaccetabili. Ma se va bene a loro, se questo e' il loro equilibrio ben venga... ma credo non abbiano molto da trasmetterci in positivo.

 

 

Il ruolo della donna... pensiamo che nei paesi islamici la donna sia in una situazione di scarsa considerazione, inferiorita'. E di quella che e' la situazione femminile in India, fra non islamici, cosa sappiamo? Quasi niente. Ho visto donne fare lavori pesantissimi, alzare pietre pesantissime in cantieri stradali, muratori (trici), piegate in lavori faticosissimi nelle campagne. Nelle miniere dove si preleva il materiale edile...E in piu'  fanno le madri...

Non si sa tanto in giro il numero annuo di donne morte (assassinate!!!) a causa di incidenti domestici. Nella sola Delhi sono XXXX, il dato preciso lo fornisco al ritorno in Italia, devo fare un controllo in un  libro in cui si parla di societa' indiana. Questi incidenti avvengono sempre in cucina, fra i fornelli... la donna, la moglie, muore bruciata. Il marito provoca l'incidente, e' una prassi, tutti lo sanno cosa succede ma la legge non interviene, il marito non viene denunciato, processato. Il tutto finira' nelle statistiche come "incidente domestico" e non "omicidio". Conosco un uomo a Mumbai che l'ha fatto. Ha bruciato la moglie. Ha un negozio di abbigliamento e souvenirs, suo figlio lavora con lui nel locale. Tanti stranieri continuano a comprare camicie e sari da lui, fa pezzi su misura... in tanti lo salutano e gli stringono la mano. Alcuni sanno pure cosa ha commesso ma visto che i suoi sarti lavorano bene e ha prezzi convenienti chissenefrega se ha fatto un falo' della moglie, vero???

Occorre saperle queste cose quando si viene in India. Non e' sufficiente apprezzarne la storia, la cultura, lo yoga, i masssaggi ayurvedici... occorre credo aprire un capitolo sulla societa', su come si relazionano fra loro. C'e' solidarieta' fra gli indiani? Si aiutano fra loro? Non l'ho mai capito. A sensazione sono molto scettico. Al punto che... se dovessi reincarnarmi spero di non rinascere in India o, se dovessi avere questo destino non gradito, spero almeno di rinascere topo. Sembra infatti che qui li trattino molto bene, in alcuni luoghi li venerano pure, li cibano ... in compenso se vedono un essere umano moribondo sulla strada spesso lo lasciano li' e non se ne curano.

Sono estremamente critico sull'India, il tutto e' chiaramente soggettivo, personale. Forse il problema e'  tutto mio e mi sto perdendo qualcosa, non la capisco, non la voglio accettare.

In merito all'India aspetto i racconti di viaggio di Henry  http://istintivamente.splinder.com   Sicuramente sara' piu' equilibrato di me.

Postato da: nicoway a 13:54 | link | commenti (1)
mumbai e delhi

sabato, 21 maggio 2005
Delhi... che caldo...

Qui in questo momento sono sono le 15,15 e fuori da questo internet cafe' fa veramente un caldo torrido.

Ieri sera all'arrivo, ore 22, la temperatura era a 39 gradi! ora siamo intorno ai 43... mi han detto che e'  la settimana piu' calda dell'anno, negli ultimi giorni sempre sopra i 40.

Ho fatto una passeggiata di tre orette, grazie al fatto che il caldo non e'  umido si resiste ma... dopo un po' mi e' venuto un gran mal di testa, meglio fermarsi... di quelle tre orette parlo fra un attimo, se fra un attimo avro' ancora voglia e forze, ora mi preme un'altra cosa...

NON PRENDETEMI TROPPO SUL SERIO SU CIO' CHE DICO.

Mi riferisco soprattutto alle sensazioni che metto nel blog. Mi spiego... in seguito al post sul Venezuela mi ha scritto per mail un amico che ha trascorso un paio di mesetti in quel paese e non l'aveva percepito particolarmente pericoloso, salvo forse Caracas... la sua esperienza e' sicuramente piu'  completa della mia e quindi piu' autorevole. Pur rimanendo soggettiva ha molto piu' materiale e questo conta!  Io a volte scrivo cose che sono frutto di sensazioni e "sentito dire" di chi la' vive. Non per questo cio' che dico corrisponde alla realta, soprattutto quando tocca temi sensibili come la percezione della sicurezza. Io per primo ho tanti esempi di luoghi che mi vennero descritti come terribili per poi scoprire che non lo erano affatto.

Insomma, chi mi legge mi prenda con le pinze, cerco sempre di specificare quando una cosa e'  frutto di una sensazione personale ma talvolta puo' scapparmi... e non vorrei far "crollare" il turismo venezolano ... o dell'India, con cio' che posto. So bene che non crollerebbe!!! ma mi spiacerebbe condizionare le persone che vengono qui a leggere, negativizzandole su un paese. Cio' che dico spesso e' frutto delle mie percezioni. Guardatevene!!!

Come per esempio dell'India...

O... io in sto' posto non ci vivrei mai!

Ora saro' anche offuscato e confuso dal calore ma quello in cui mi sono trovato poche ore fa assomigliava ad un inferno piu' che all'India mistica, relax, yoga, ayurveda...

Mi sono messo nel mezzo di un incrocio clou, di fronte al Forte Rosso e osservavo la viabilita'. Fatico a descriverla, proviamo...  Pedoni, biciclette, rikshaw, autorikshaw, auto, camion, carretti, tutti a tagliarsi la strada e a strombazzarsi. Certo i pedoni e i ciclisti faticavano a strombazzare, subivano e basta. La legge del piu' forte, il ciclista sempre tagliato fuori, il pedone zigzaga pericolosamente, tutti i  motorizzati a strombazzare, continuamente, in mezzo al caldo. Chi e' piu' grande passa, non guarda se ci sono altri che avrebbero la precedenza, la regola non e' quella infatti, ha a che vedere invece con la grandezza e la prepotenza.

 Qui un breve clip...  spero si apra...

http://www.nicogallery.com/albums/Delhi/Del_traf.avi

per vedere il video occorre installare il programma (rapido da scaricare) divx:  http://www.divx.com/divx/download/

Questo e' un aspetto dell'India, il microcosmo delle grandi citta' indiane, in un incrocio delicato. L'India e' tanto altro, certo... ma in quei gesti e in quel modo di spostarsi io avverto parte dei meccanismi della societa' indiana.

La societa'  e' divisa, per caste, per classi, per sesso... Qui chi ha un nome, un etichetta di potere datagli dalla casta di appartenenza o da una condizione economica e' PIU' di un altro, vale piu' di un altro, puo' umiliarlo, schiacciarlo, non considerarlo...  un po' come avviene nel traffico automobilistico.

L'India e'  interessantissima, un altro mondo, realmente, storia millenaria, cultura, paesaggi, tutto e di piu'... ma se mi chiedono se la societa'  indiana mi piace rispondo: NO

Non voglio con questo dare un giudizio, l'importante e' che vada bene a loro. Se io vedo ingiustizie le vedo con il mio metro di valutazione, con i miei valori. Se gli indiani stanno bene cosi', se questo e'  il loro equilibrio, in fondo sono una democrazia, io non ho nessun diritto di giudicare dicendo che quel mondo e'  sbagliato. Posso dire... a me non piace, mi fermo qui.

In India si trova tanta umanita' come dice lo stimatissimo Dominique Lapierre... ma ce vo' na pazienza... Andai a Calcutta per cercare di sentire quella umanita'. In effetti c'era, sicuramente, ma per arrivarci dovevo attraversare e vedere delle cose che mi facevano spesso arrivare stanco, impaziente, in quei luoghi. Fermarsi a Calcutta ad osservare il traffico e'  ancor peggio che a Delhi o Mumbai. La presenza degli "uomini cavallo" fa fare un tonfo verso un altro girone...  gli esili e sciupati uomini cavallo quando scatta il verde sono in pole position, pronti a scattare, ma dopo un paio di metri vengono sorpassati dalle auto che scaricano tutto il loro gas malefico sul viso del poveraccio. Questi si muovera' poi fra strombazzate, tagli di strada subiti, l'assoluta mancanza di rispetto da parte di chi e'  piu' grande di lui... lui, a piedi nudi sull'asfalto rovente. Una volta a settimana andra' poi a donare il poco sangue che gli e' rimasto, per poche rupie.

L'India delle campagne e' altra cosa, gli indiani sono simpatici, gente semplice, curiosi, buoni... ma io considero anche questa parte dell'India, quella delle metropoli, e qui a volte mi sembra possa essere dipinto un girone dantesco.

Vale anche per l'India il detto "O l'ami o l'odi"? Beh, io non la amo di certo... mi interessa, vorrei conoscerla meglio, mi puo' piacere e stimolare ma... non la amo. Rimaniamo sul soggettivo...  

 E' un luogo da conoscere, ne vale tremendamente la pena. Poi ognuno se ne torna con le proprie idee ed emozioni. L'importante e' comunque che gli indiani stessi lo considerino un bel luogo in cui vivere.

Un appunto... Alcuni anni fa leggevo sul libro "India, culture shock" che nella sola delhi c'erano 9000 casi all'anno  di incidenti domestici. La donna moriva... di solito la cucina prendeva fuoco. Questi episodi non venivano denunciati. L'autore o il mandante era/e' sempre il marito il quale si vuole disfare della moglie e "genera" un bell'incidente in cucina. Chiaramente il marito non veniva accusato... questa era una devastante ipocrisia, tutti sapevano che era lui il colpevole e non era un semplice incidente. Un gruppo femminista ha cominciato a denunciare la cosa... non so com'e' attualmente la situazione. In questa fattispecie mi sembra impossibile non giudicare come bestiale questo fatto. Fara' parte della tradizione nei rapporti fra sposi? E allora se e' una tradizione per i miei valori e' una tradizione bestiale. Penso lo sia anche per gran parte degli indiani e infatti le donne si sono mosse per combattere il fenomeno...

Ue... ho messo cose negative, ma chiaramente c'e' anche tanto di positivo in questo sub-continente. A me e' venuto ora di rimarcare solo le cose che mi "infastidiscono". Da tener conto che mi fa mal la testa e tutto sto calore non mi mette di buonumore... 

Postato da: nicoway a 12:08 | link | commenti
mumbai e delhi

venerdì, 17 dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 13:11 | link | commenti (2)
mumbai e delhi

Delhi

15-12-2004

La giornata inizia abbastanza presto, intorno alle 9 mi faccio un abbondante colazione.

 

 

 

 

 

 

 

Uscito dall’hotel prendo quasi paura, troppa gente intorno a me, tutti i taxirikshaw che si fermano e con modi abbastanza aggressivi ed insistenti mi invitano a salire.

Rientro alla reception dell’hotel e chiedo istruzioni, il modo di fare delle persone mi pare strano. Mi confermano… evitare i rikshaw, affidarsi ai taxi, c’è tanta gente che ha una gran voglia di farsi gioco degli stranieri in questa città. La lonely lo riportava, li chiama touts… che io traduco come opportunisti rompiballe.

Nell’arco della giornata sarà un continuo, ci sono persone che assillano. Non sono i poveri, sono quelli che ti possono offrire qualcosa, farti da guida, trasportarti… mi sento un dollaro che cammina o meglio, di sti tempi, un eurino…

La città mi colpisce per i colori. C’è una predominanza di rosso nel centro, sembra essere il colore caratteristico di tanti edifici antichi. Spesso a questo fa da contrasto il verde di ordinati giardini. Il tutto in una luce particolare, con una nebbiolina sempre sullo sfondo. Mi dicono che non è nebbia ma inquinamento. In effetti anche nel centro spuntano ciminiere di grandi industrie che amano dei gas non propriamente salutari. A questo si aggiunge un traffico automobilistico caotico con automobili che spuntano veleni. Gira voce una giornata trascorsa a passeggiare in città equivalga a due pacchetti di sigarette fumate. A dire il vero non me ne accorgo più di tanto, non lo sento in gola. A Città del Messico o San Paolo lo si avverte molto di più, ma il timore è per queste ciminiere. Mi ricordano Bhopal, quando fuoriuscirono i gas tossici e migliaia di persone morirono, una tragedia i cui responsabili non sono ancora stati puniti… mi pare ci siano stati dei miseri risarcimenti per mettere tutto a tacere. La città nel centro è estremamente caotica, una marea umana ubriacante, i clacson che suonano in continuazione, senza un solo secondo di interruzione. Questa di suonare il clacson è veramente una caratteristica indiana, ricordo una volta a Mumbai di avere offerto ad un taxista 100 rupie (non poco qui…) come scommessa, consisteva nel non suonare il clascon nel tragitto… non ce l’ha fatta… è irresistibile per loro, un gesto automatico. Le nostre orecchie ringraziano…

La città offre molto più di quanto mi aspettassi, il centro meriterebbe alcune giornate a zonzo per le viuzze… gli edifici storici sono imponenti e meritano di essere visti con calma. La città si divide in old Delhi, caotica e molto”indiana” e New Delhi, con larghi viali, alberata e non opprimente. E’ una città con spazi più aperti, con orizzonti, diversa dalle altre città indiane che ho conosciuto. Peccato veramente per tutti i rompicoglioni che stanno addosso agli stranieri.

Una giornata è poco… ciò che mi rimane sono i colori unici di questa città. Il rosso e le polveri sospese nell’aria…

Postato da: nicoway a 01:12 | link | commenti
mumbai e delhi

Delhi

Delhi, 15 dec 2004 ore 01,00… le 20,30 in Italia

Arrivato da poco in hotel. Il viaggio è stato breve, solo 7 ore…

E’ la prima volta a Delhi. Ho cercato di farmela descrivere un po’, tutti queli che già la conoscono mi dicono che ha un atmosfera molto diversa da Mumbai. E’ più pulita, ordinata, gli odori sono meno forti. Siamo più a nord, il clima è diverso, in inverno le giornate possono essere fredde e la temperatura raggiungere lo zero.

Ci dicono che all’arrivo probabilmente troveremo nebbia… ma come? Nebbia in India? A volte sono portato a pensare che la nebbia ci sia solo in Val Padana e a Londra… e invece no. Comunque c’è nebbia e nebbia… appena arrivato mi accorgo che quella che qui definiscono nebbia da noi è una semplice densa foschia, come in quelle giornate in cui ci svegliamo in calde giornate estive con quella intensa cappa che non ci permette quasi di vedere il sole. Ricordo ora di aver visto recentemente immagini da Delhi, quando hanno fatto l'assalto al Parlamento, ecco ora ricordo la luce, la nebbiolina…

Chissà se li ritroverò domani mattina, me lo auguro… ho intenzione di svegliarmi presto.

Mi hanno detto che la città non offre granchè, piuttosto moderna. La Lonely mi da 12,8 milioni di abitanti… mortacci… queste grandi città indiane vanno tutte in doppia cifra di milioni. A pensarci… 12 milioni… quante Roma fanno? E fosse solo una città nel paese…

Mi sembra fra l’altro l’India abbia già passato il miliardo. Sono numeri freddi ma se ci si ferma un attimo a pensare… un miliardo… e sopra c’è la Cina. Quanta umanità in questo pezzo di mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vedo dalla cartina che c’è un centro storico, la old Delhi con un forte. Il forte rosso… leggendo la guida mi sembra di capire che non è poi così povera di attrattive. Domani comincerò proprio da lì, dal forte rosso e mi muoverò non so ancora in quale direzione.

 

 

Sembra la città in certi punti abbia un'urbanistica ben pianificata, senza essere comunque ai livelli di Brasilia o Islamabad.

Anche se è la prima volta, niente city tour o visite organizzate. Vado a zonzo improvvisando, in un giorno forse vedrò poco ma spero di coglierne un po’ il sapore.

Stasera avrei voglia di leggere di più sulla città… ma ci sono anche i quotidiani di oggi che riportano l’uscita del nuovo libro della Fallaci e le recensioni… come al solito vorrei fare tutto e fatico a stabilire le priorità, difettaccio. Se mi metto a leggere a quest’ora domani alzarsi alle 8 sarà una tortura. Comincia con Delhi e credo che prima di arrivare alla Fallaci avrò già gli occhi chiusi.

Postato da: nicoway a 00:53 | link | commenti (1)
mumbai e delhi

mercoledì, 08 dicembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mumbai,

un tempo si chiamava Bombay. Alcuni anni fa, nel 1996, il governo indiano ha deciso di cambiare i nomi di alcune citta'. Bombay diventava Mumbai, Calcutta diventava Kolkata. La decisione venne presa da un governo regionale dominato da un partito, lo Shin Sena, con una matrice nazionalista indu'.

Mumbai e' una citta' enorme, caotica, piena di contrasti. E' la locomotiva economica dell'India ma la ricchezza prodotta non viene evidentemente distribuita fra la popolazione. Ci sono persone ricchissime, direi quasi invisibili, e una marea di poveri, immensi slums puzzolenti.

Il caos in giro e' ubriacante, sei sempre circondato da tantissime persone, senti forte la densita' umana, i clacson delle auto perennemente in azione, l'aria inquinata. Non e' un certo un contesto idilliaco... io di fatto vengo volentieri ma la godo poco... e' piu' che altro il piacere di entrare in un altromondo e di vedere scorrere questa esistenza spesso molto dura e sacrificata per chi osserva con occhi "occidentali". Dicono che Mumbai non sia l'India, sono d'accordo... ma anche questa e' l'India... Ne e' la porta di entrata, chi arriva nel paese transita da qui, molti fanno solo uno scalo in aeroporto e in citta' evitano di emtterci il naso, pochi stranieri la visitano o trascorrono piu' di un giorno se non per ragioni di affari o umanitarie.

L'India e' un esperienza intensa. Molti rimangono fulminati, la amano, io no... non ce la faccio proprio, o almeno l'India che ho conosciuto io.

Cio' che mi colpisce di questa citta' e' la sua immutabilita'. Malgrado l'India stia diventando una potenza economica non noto niente di cambiato negli ultimi anni. Penso alla Cina e ai cambiamenti che sta facendo, la modernizzazione, Shangai, Pechino, irriconoscibili rispetto a 15 anni fa. Qui invece non cambia niente... o perlomeno non nel visibile. Gli indiani nella loro stragrande maggioranza continuano a fare la stessa stentata vita di sempre. Stentata e' un termine un po' dolce in effetti...

Non mi va di descrivere le scene di poverta' e miseria che comunque ti circondano in continuazione. Penso che chiunque arrivi qui rimanga un po shoccato, anche se in parte non e' inaspettato cio' che trova. La realta' pero' spesso supera l'immaginazione qui.

Stasera sono veramente stanco, alcune ore in giro per questa citta' ti sfiancano,ma servono. Credo che ogni tanto faccia bene questo bagno di gente ed umanita'.La gita e' durata un solo giorno, non mi spiace rientrare, per me e' comunque una dose sufficiente...

Purtroppo ho lasciato a casa il pc... qui ci sono forse i migliori software ingeneer del mondo. Sono veramente dei geni in questo campo, i migliori se ne sono andati alcuni fa a far crescere la Silycon Valley in California, gli altri genietti si dividono fra Bangalore, Mumbay e Hyderabad. Una volta mi e' capitato di parlare con uno di loro,su un aereo di rientro dal Canada, era giovanissimo e nel momento in cui ci siamo messi a parlare di pc sembrava parlasse di una parte del suo corpo per l'armonia e la gestualita' con cui ne parlava. Tempo fa avevo letto qualcosa sul perche' tanti fenomeni informatici vengano da qui.
Non ricordo bene ma mi sembra evidenziasse una forma mentis particolare degli indiani... vorrei recuperare questo articolo...

Ora vado a riposare un oretta prima di essere riteletrasportato fra gli odori a me familiari...

 

 

 

 

 

 




















Postato da: nicoway a 23:46 | link | commenti (1)
mumbai e delhi

martedì, 07 dicembre 2004

Ho postato alcune foto. Pıano piano comincıo ad imparare ad usare il blog...

Le foto, mı rendo conto ora, sono pıene dı sorrisi, e questa si sorridere e' una carattrıstıca degli indiani. Non ci sono scene dı poverta' estrema... meglio cosi, preferisco in questo momento ci sıano sorrisi. Sto postando da Istanbul e mla tastıera mı fa ımpazzıre, ı caratterı sono dıversı... anche quella francese a volte mı fa un spazıentıre ın effettı...

Ah le foto sı vedono un po meglıo quı... http://www.nicogallery.com/Mumbai







Postato da: nicoway a 14:25 | link | commenti (1)
mumbai e delhi

Mumbai.

Ne ho piene le balle. Cosi' non posso credo andare avanti molto. E' da 8 mesi circa che non metto piede in questa citta' e l'adrenalina, la voglia di rivisitarla un po', nel poco tempo tempo disponibile ha fatto si' che alle 7,30 ora locale, le 3 con la mia ora italiana, fossi gia' sveglio. Dopo aver dormito neanche 4 ore. Ho bisogno di calmanti... un po' di yoga forse. E si che ieri sono sera sono arrivato cotto qui.

Ora sono le 10 qui, le 5,30 sul mio orologio. Fa caldo, siamo gia' intorno ai 28 gradi, fra alcune ore si arrivera' a 33. Per fortuna pero' l'umidita' non e' forte, siamo in inverno. A maggio, prima dell'arrivo dei monsoni, qui si schiatta davvero.

Ieri sera all'arrivo cio' che colpisce subito, gia' dall'apertura della porta dell'aereo, e' l'odore intenso. Invade in pochi secondi l'aereo, e' inconfondibile. Un misto di odore d'India ed inquinamento. Molto forte. Quando pi ci sei dentro non lo senti quasi piu', ti sembra normale, come in questo momento, non avverto odore, ma so che c'e'. Me ne riaccorgero' quando rientrato a casa apriro' la valigia e da essa uscira' lo stesso odore avvertito sull'aereo, forte... e inconfondibile.

Tutti i luoghi hanno odori diversi fra loro, a volte li avverti subito, intensi, qui o in Africa ad esempio, altre volte ti sembra di non sentire quasi niente, tipo in Giappone. Ma l'odore che contraddistingue c'e' sempre... per il Giappone forse servono super nasi! Qui puoi anche avere un gran raffreddore, lo sentirai comunque.

Mumbai, 16,5 milioni di abitanti. Una bolgia. Ora esco da questo internet cafe' e vado a lottare un po' in questa citta', ops, girone dantesco...

Postato da: nicoway a 04:46 | link | commenti
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