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sabato, 02 luglio 2005
Corollario da Bue (1)

Alcune note a freddo, beh proprio a freddo ancora no... prevale ancora l'emotività. I bambini, gli amici e le atmosfere mi mancano molto. Fa ancora caldo, anche atmosfericamente; in questo momento si sta in fruit, anomalo. Oggi e' il 2 luglio, che corrisponde al nostro 2 gennaio. Il tempo atmosferico è stato veramente incredibile durante la Marcha. Ricordo a Santa Fe, fine settimana, quando i bambini hanno fatto lo stop per riposare un po', cadeva una marea d'acqua, nuvoloni neri. Poi, lunedi', giorno della Marcha, tregua e addirittura apertura delle nuvole con un po' di sole. Spostandoci vedevamo l'asfalto ancora bagnato, la terra con piccoli laghetti formati dalle intense precipitazioni avvenute nei giorni precedenti, si arrivava nei luoghi e il cielo era clemente giusto per il tempo della Marcha. Mercoledi sera, al telefono ci informano, da J.C.Paz, pioggia intensa. Preoccupazione fra i Marchisti.Il giorno dopo si scendeva in strada e, malgrado previsioni non confortanti, non cade una goccia durante l'atto. Ieri a Baires, piove al mattino, fino alle 9 circa. Quando i ragazzi escono e salgono sul Bus e' una pioggerella, quando scendono in strada smette di piovere. Arrivando in Plaza de Mayo cadono due gocce e si ferma subito. Alla sera (sempre ieri) di nuovo acqua a catinelle. Che dire? Come veniva messo in rilievo nei reports di pelotadetrapo il cielo al passaggio dei bambini era sempre clemente e talvolta addirittura le nuvole si aprivano.

 

Roberto e Daniel, gli amici di Radio Tinkunako (ricordo, radio comunitaria di un quartiere povero, senza neanche telefono...), danno il benvenuto alla Marcha in Plaza de Mayo. La voce di Roberto risuona forte in modo passionale su tutta la piazza. Quando sono arrivato e ho sentito che era proprio lui e lo faceva cosi' bene mi sono venuti i brividi e poco dopo sono corso ad abbracciarlo e complimentarmi. Ad ascoltare le sue parole di introduzione c'erano media internazionali fra cui Tve Espanola e Cnn en Espanol, più le maggiori testate gioralistiche argentine. Fra i partecipanti sotto il palco c'era un Premio Nobel e altri voti "noti". Roberto e Daniel... sono stati s-t-r-a-o-r-d-i-n-a-r-i. Bravissimi sia quando trasmettono da Radio Tinkunako del Barrio San Attilio di Jose' C. Paz, sia sul palco, stavolta in Plaza de Mayo...  

Ormai e' per me chiaro che ciò che si realizza in questi centri di appoggio ed aiuto ai bambini è straordinario. Salvano vite e offrono loro la possibilità di crescere, uscire da una certa mentalità e da una certa incolpevole ignoranza che si radica nelle villas miserias argentine.

 

Inserisco video dalla Marcha di ieri, gli ultimi kilometri...

Chicos, para poder ver a los videos tienen que descargar este software por internet:   http://www.divx.com/divx/download/       Si en caso no lo ven y solo escuchan el sonido necesitan tambien de un software como real player... en caso no sepan como hacer pidan ayuda a los amigos internautas que tienen, va a ser facil...

Su Avenida Rivadavia

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1596.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1597.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1602.avi

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9 de Julio

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Plaza De Mayo

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http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1652.avi

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http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1658.avi

Saluti da Maria Belem, Macarena y Bruno (Amor y Paz...)

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http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1664.avi

Postato da: nicoway a 17:07 | link | commenti (3)
america latina, marcha por la vida

Plaza De Mayo

Traffico bloccato nella principale arteria ovest-est del centro di Buenos Aires, Avenida Rivadavia. Tanti automobilisti impreparati, imprecazioni, clacson, insofferenza. Non erano stati allertati dalla stampa e pensavano fosse l'ennesimo "corte de ruta" dei piqueteros. E invece no, passavano Los Chicos del Pueblo con la loro allegra musica, i colori, l'allegria e i clacson si arrestavano, l'attesa diventava sopportabile per gli automobilisti. Come non esserlo di fronte a questa esplosione di allegria e al messaggio che veniva portato.

 

Dopo 25 quadras i bambini cominciano a sentire la stanchezza, da tanti giorni sono in giro in un continuo di marce e trasfermienti in autobus. All'arrivo al Congresso della nazione però tornano le forze, la folla in attesa li attendeva e questo da loro energia. Ancora 5 quadras ed eccoli all'incrocio con la 9 de Julio, a sinistra el Obelisco, si stanno attraversando i luoghi simbolici della nazione, sempre più gente si accoda.

 Ancora 10 minuti, sempre diritto, aumenta il passo, gli ultimi metri, i ragazzi cominciano a saltare e i canti si fanno più forti. Eccoli sbucare sulla Piazza, gran frastuono di petardi in cielo. Arrivati. Si fermano nel punto in cui le Madri sfilano ogni giovedi pomeriggio. Discorsi, canti e pianti. L'avventura è èterminata, grandissima è l'emozione. Siamo cresciuti tutti un po', un legame si è stretto fra tutti quelli che hanno partecipato. Lascerà il segno su  grandi e piccoli. Speriamo anche su chi ha solo visto passare la Marcha.

 

Una nota. In piazza erano presenti molte organizzazioni sindacali, sinistra... ma non importava piu' di tanto, i bambini e la loro condizione non sono patrimonio di nessuno schieramento, e' una responsabilita' di tutti, da non strumentalizzare mai, in nessun modo.

 

El Hambre

es un

Crimen

 

Postato da: nicoway a 03:52 | link | commenti (1)
america latina, marcha por la vida

venerdì, 01 luglio 2005
Baires. Capolinea.

Che dire? La giornata e' stata molto emozionante, fin troppo. Per molti, me incluso, è stato impossibile trattenere le lacrime nel momento in cui i ragazzi sono scesi dai bus e sono andati verso la popolazione, gli amichetti, i fratellini e i genitori che attendevano molti di loro.

Oggi è stata tutta emozione, una gran energia che si spera abbia lasciato un segno.

I ragazzi stanotte hanno dormito nel quartiere periferico di Moreno, altra zona poverissima del conurbano di cui non sto a scrivere i dati tremendi di poverta'  e mortalita' infantile, chi fosse interessato a questi dati sconvolgenti vada sul sito di pelota de trapo.

Domani si conclude la Marcha, il gran finale con la "discesa" in Plaza de Mayo, la piazza che rappresenta il kilometro zero dell'Argentina, di fronte alla Casa Rosada. Prima di arrivare si percorreranno 40 quadras a piedi, un percorso molto lungo. Ai bordi della strada in tanti aspetteranno i bambini che apriranno la strada e tutti si accoderanno fino ad arrivare tutti insieme in Plaza de Mayo. Non oso pensare all'emozione di quei 300 eroi quando entreranno per primi in questa grande piazza seguiti probabilmente da migliaia forse decine di migliaia di persone. Mi han detto che in piazza han messo le inferriate protettive... ma cosa pensano che i bambini che arriveranno cantando possano minacciare il palazzo? Una frase che in bus ripetevano spesso era "Amor y Paz", alzando la mano col segno della "V". Lo han fatto ripetere per decine di volte al piccolo Bruno di 2 anni che mentre lo ripeteva faceva un gran sorriso.

                                              (Bruno)

Nel tardo pomeriggio all'allegria, alla gioia del momento e alle emozioni si e' aggiunta la tristezza, lo struggimento di tanti ragazzi al pensiero che questa sarà' l'ultima notte che passeranno insieme dormendo per terra, spesso in due su uno stesso materassino.

Questa loro avventura sta per terminare. Come mi diceva ieri sera Cacho questa esperienza li ha cambiati per sempre, dopo questa lunga marcha non saranno più gli stessi, saranno maturati, avranno una coscienza maggiore di loro stessi, del loro paese, della condizione, avranno più forza. E spargeranno il seme.

E' tardissimo, sono quasi le 4 del mattino, da sei ore sono al cyber cafè per scaricare foto, video, masterizzare il tutto in tante copie. E' il mio piccolo contributo a loro. Ho ricevuto tanto, e' stato un immenso privilegio.

I primi video... (occorre scaricare divx.com)

Murga de pibes, esperando a la Marcha... 

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1533.avi

Arrivo a J.C.Paz...

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Camila...  

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JCPaz

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1553.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1561.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1576.avi

Postato da: nicoway a 07:56 | link | commenti (1)
america latina, marcha por la vida

giovedì, 30 giugno 2005
Concordia

Parto dalla fine... della giornata, cioe' ora, le 00,15, e sono 35, suonati!

Non saprei da dove cominciare, giornata pienissima fra Curuzu e Concordia, confine con l'Uruguay. Stasera ho abbandonato la carovana, mi dirigo alla periferia di Baires da solo. I bambini passeranno la notte in autobus ed era giusto lasciare libero il mio spazio di modo che il mio giovane vicino di poltrona potesse distendersi libero dal 'tano' intruso... 

E' stata dura distaccarsi dal bus e dalla comitiva anche se per poche ore, sarà durissima venerdi in Plaza de Mayo salutarsi con i bambini. Vabbè se continuo scendo nel sentimentale e nell'emotività...

Poco fa sugli scalini della palestra in cui siamo stati ospitati per la cena mangiavo la mia razione di pollo e riso a fianco di un simpatico e dolce signore. I bambini del suo gruppo si avvicinavano a lui, lo salutavano, lo abbracciavano affettuosamente e lui dava loro un bacio in testa... sembravano tutti figli suoi. Parlavamo dell'accoglienza straordinaria ricevuto in citta', dalla periferia al centro, è un crescendo. Ormai, anche se i media hanno cercato   di tenere bassa l'attenzione sulla marcia, è diventata inevitabile la "notizia" . I ragazzi quando passavano lasciavano il segno e contagiavano, non si poteva non parlarne, troppo il frastuono e la trasmissione di entusiasmo. In un paesino da cui siamo passati abbiamo sentito dire "passano quelli della televisione..." nel senso che ormai la marcha era passata sui canali e aveva vinto. Il governo ha voluto tenere basso il profilo ma è stato travolto, ora si aspetta Buenos Aires, sembra che dai quartieri periferici arrivino svariate decine di autobus organizzati e non si riuscirà  a caricare tutti quelli che vorrebbero esserci. Cacho, questo buon'uomo dagli occhi dolci scuoteva la testa e mi diceva "ma tu hai visto la ricchezza delle campagne che abbiamo attraversato in questi giorni e in Argentina siamo in pochi abitanti... come e' possibile? com'e' possibile che qui a Concordia 3 bambini su 4 vivano al di sotto della soglia di poverta'? come si spiega che questo centro sia fra i piu' poveri del paese? La periferia attraversata prima di arrivare in citta' era in effetti molto eloquente.

Una persona oggi mi ha chiesto cosa chiedono questi ragazzi con questa marcha, cosa chiedono gli organizzatori. Stasera parlando mi hanno risposto gli organizzatori stessi, casualmente, senza che lo chiedessi, anche se a dire il vero l'avevo già capito. Non chiedono niente per loro, non si sono lasciati abbagliare da offerte fatte prima della marcha da progetti che avessero favorito le loro organizzazioni, sono andati avanti,  lottano per un messaggio, un ideale, per tutti i bambini argentini, e anche per gli altri. L'obiettivo è la sensibilizzazione, l'attenzione su di loro. La manifestazione sembrava non si potesse fare alcuni mesi fa, non c'erano fondi sufficienti, il costo è molto alto, il noleggio dei 6 bus per 12 giorni è fuori portata. Per fortuna è intervenuta inaspettatamente l'Unicef. Tanti sforzi, costi enormi per chi come queste organizzazioni vive alla giornata e non ha risparmi da parte, uno sforzo da parte di chi localmente ha dato accoglienza e ristoro ai bambini. Tutto questo per un messaggio molto forte, che penetra, che è penetrato.

A seguire la marcha ci sono anche due "madres" (de plaza de Mayo...). Sono partite da Tucuman, all'inizio, dormono con i bambini e condividono tutto con loro... oggi parlavo con Keca e quando le ho chiesto quanti anni avesse non ci potevo credere, 81. Ci sono due o tre generazioni fra loro e i bambini, queste anziane donne sanno che occorre puntare sui bambini, chi sta nel mezzo spesso sembra non averlo ancora capito, lo sforzo di questa marcha mira a questo.

Oooopppsss, fra 8 minuti parte il bus... corrrrooooo

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1490.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1512.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/VCLP1513.avi

Postato da: nicoway a 04:51 | link | commenti (3)
america latina, marcha por la vida

mercoledì, 29 giugno 2005
Accoglienza a Curuzu

A Curuzu Cuatia oggi accoglienza strordinaria, commovente, tutti i bambini del paese schierati con bandierine colorate sulle strade, tanti gli applausi e la commozione nel vedere arrivare i 300 piccoli grandi eroi...

Ma poi, per quanto mi riguarda...quando dice sfiga dice sfiga.  Arrivo in un salone dove sono sistemati i materassini dei bambini e mi accorgo poco dopo di aver pestato una merda di qualche kilo, 'na puzza (nota di colore, marrone!!!)... il tutto dovrebbe comunque portar bene e invece...scarico i video fatti in giornata che fra l'altro oggi servirebbero all'organizzazione per il sito web della marcha, il pc non si ripiglia più, errore sul disco rigido (neanche lui ha resistito all'odorino...). Vaffanc... alla tecnologia e a me che continuo ad essere un pirla con hardware, software etc.

Curuzu è un luogo speciale, ho chiesto la ragione del perchè venire qui in culo ai lupi ma, mi dicono, qui vive suor Martha Pelloni... ne parlerò piu' avanti, persona straordinaria. Oggi bastava guardarle il viso, il grande sorriso carico di gioia, per rendersene conto.

Video del discorso di "Hermana" Martha Pelloni

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/Argeavi/Marcha/movies/Martha Pelloni 1.avi

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 02:39 | link | commenti
america latina, marcha por la vida

Sulla strada per Curuzu Cuatia

Da dove cominciare? Da ora… Mi trovo sul bus per Curuzu Cuatia, nord del paese, circondato dai bambini che mi osservano e dicono ‘che! escrive re-rapido’, ma non e’ vero Anto… Hanno appena finito di guardare le foto fatte ieri a Santa Fè e Paranà, tutti appiccicati uno sopra all’altro a rivedersi, ridere e prendersi il giro.
Tirare fuori il laptop è stato meno ‘difficile’ del previsto. Sono ragazzi particolarmente maturi, hanno ben presente la situazione, la realtà che vivono loro e quella che vivono altri. Questo è importante. Una cosa che mi ha colpito è che nessuno di loro dice ‘lo voglio’. Non l’ho mai sentito, in nessun momento, per nessuna cosa. Sono disciplinati, sopportano bene la stanchezza, il sacrificio di questi spostamenti, le lunghe camminate nelle città. Nessuno si lamenta. Ci sono bambini di tutte le età, dai 2 anni(!!!) ai 16. Quelli fino a 8 anni sono accompagnati da un genitore, gli altri vengono soli, con il loro zainetto, lo ripongono ordinatamente sul bus, fanno la fila con ordine quando aspettano di sedersi per il pasto. Prendono il loro materassini e le coperte, le stendono, sembrano già autosufficienti per molte cose.
Il lavoro dei 100 accompagnatori è impegnativo, sono estremamente attenti. Devono fare la massima attenzione alla sicurezza dei ragazzi, hanno tutto il peso della responsabilità su di loro, in ogni momento. Il rischio che un bambino si perda, o peggio, il rischio, non da escludere, che uno sparisca, venga rapito.
Per me non è stato immediato l’ingresso nella marcha, il poterli seguire. Avermi dato il pettoralino azzurro è stato il segno che mi identificava come appartenente al gruppo ma non è stato immediato, proprio perchè ero comunque un estraneo a molti dell’organizzazione e il proteggere i bambini significa anche alzare al massimo la diffidenza verso chi entra nel gruppo come ‘estraneo’.
Ieri per me e’ stato il primo giorno di marcha attiva.
E’ stato estremamente emozionante vederli per la prima volta al loro arrivo nel centro di Santa Fe, sei pulman, un paio di pulmini con bandiere argentine svolazzanti ai finestrini, davanti a tutti un trenino. I bambini coloratissimi, musica, tamburi, striscioni, tanti sorrisi. Sulle strade persone che aspettavano il loro passaggio, in particolare scolaresche, altri sorpresi da questa manifestazione, tante donne ai lati della strada con gli occhi lucidi, i bambini salutavano e ricevevano sguardi pieni di affetto e tenerezza. La tenerezza… in uno striscione dicono ‘Con ternura venceremos’.
 
 
L’energia che trasmettono e’ veramente contagiosa. I 300 ragazzi della marcha stanno davanti, preceduti da un trenino che canta la loro canzone, dietro bambini e giovani della citta’ che li ospita. E’cosi’ in tutte le citta’ che toccano. Sono loro le stelle, io li definirei quasi eroici… percorrere 4500 km in dodici giorni, dormire per terra nelle scuole o sul bus, non lamentarsi mai, essere ben coscienti del messaggio che portano in giro per il paese, la volonta’ di sensibilizzare. Sul pettoralino c’e’ la frase slogan della marcha ‘El hambre es un crimen’.
All’ingresso delle citta’ ci sono membri delle organizzazioni locali di aiuto ai bambini che danno il benvenuto con bandiere, i bambini dagli autobus si sbracciano per salutare tutti. Nelle periferie le persone escono dalle loro case o si affacciano alle finestre, spesso non sanno che cosa sta succedendo… 6 bus pieni di bambini che salutano. Vengono da tutto il paese, Baires, Cordoba, Tucuman, Neuquen.
Gran parte delle popolazione sembra non conoscere l’esistenza di questa marcha, non e’ stata molto pubblicizzata prima dell’inizio, evidentemente non c’e’ molto interesse a fare troppa confusione con queste problematiche. Parlare di fame costringe il politico locale a dare delle giustificazioni e spesso non ce ne sono. Chiaro che in campagna elettorale ne riparleranno dicendosi pronti a risolvere la piaga.
Prima o poi vedo che tutti si fanno avanti per chiedere chi sono. Molti non capiscono, non sono stato presentato ufficialmente, meglio cosi, sarei arrossito… alcuni bambini li conoscevo gia’, si ricordavano di me e io di loro, sono quelli di Jose C. Paz e Moreno, la periferia di Baires, il contatto e’ stato facilissimo, la simpatia e’ reciproca. Rimango un Ufo, c’entro molto poco con questa realta’, tutti immancabilmente mi chiedono che cosa faccio qui, se sono venuto apposta dall’Italia, non capiscono, neanch’io piu’di tanto so cosa dire. Non faccio parte di ong o organizzazioni umanitarie, non sono giornalista… Que haces aca’??? Y que se yo! El tema me interesa y listo...
In questo momento stiamo attraversando l’immensa campagna dello stato di Entre Rios.
 
 
A proposito, ieri pomeriggio eravamo nella capitale di questo stato chiamato anche la Mesopotamia argentina, in effetti e’ come un isola, circondato da due enormi fiumi, il Paraguay ad Est e il Parana’ ad ovest. E’ una zona agricola, molto fertile, tanti campi coltivati, soprattutto a soya, prodotto che e’ stata la fortuna di tanti agricoltori locali negli ultimi anni. Tanti i bovini nei campo, un po’ il simbolo della ricca agricoltura argentina. Ed e’ proprio qui, nel paesino appena passato, Federal, che poco fa e’ stata gridata l’assurdita’ di un paese tanto ricco di alimenti e tanto ingiusto con un tasso impressionante di denutrizione infantile.
In questi giorni mi son sentito ripetere da tante persone, soprattutto taxisti, la solita storia… pena per i bambini ma la colpa e’ dei padri… non hanno voglia di lavorare, godono dell’assistenzialismo, fanno tanti figli… se anche cosi’ fosse, ma non e’ cosi’, lo puo’ essere solo in certi casi, sarebbe sufficiente liquidare cosi’ questo enorme problema? Ieri la proprietaria dell’hotel in qui ho alloggiato a Santa Fe mi ripeteva questo stesso disco avvertendomi allo stesso tempo di fare attenzione alla macchina fotografica, non tenerla esposta. Bene… se non ci si occupa dell’infanzia questi bambini fra 10 anni o meno saranno quelli che ruberanno la macchina fotografica a me e ruberanno a lei l’incasso, come ora fanno certi padri e adolesecnti Indipendentemente dalle responsabilita’ dei padri, cresciuti spesso nella stessa condizione disagiata di questi bambini, occorre capire che questi ultimi non hanno alcuna colpa e sono quelli che potranno in un futuro creare un mondo migliore, piu’ giusto, senza fame. Dipende dalla loro alimentazione, educazione e affetto ricevuto il futuro del paese. Se non si cambia qualcosa gia’ ora fra 10 anni non sara’ cambiato niente. I bambini figli di benestanti dovranno da grandi rinchiudersi in barrios cerrados per vivere e i bambini affamati di oggi cercheranno di scavalcare il recinto.
I bambini sono realmente il futuro del paese, di questo come di tutti gli altri, ma il loro futuro lo si costruisce adesso, nel presente.
 
 
Il mio aspetto un po da yankee mi espone alla curiosita’ di chi circonda la marcha, persone comuni e addetti stampa, giornalisti. Ieri una radio mi ha chiesto se con la mia visione da straniero avevo un nome, una ricetta, per far uscire il paese da questa situazione. Lo chiedeva a me… y que se yo! Sicuramente puntando l’attenzione e la sensibilta’ sui bambini si investe per il futuro ma per il momento attuale ho risposto che se fosse per me gli regalerei Berluhconi, l’uomo dei miracoli.
 
 
Poco fa i bambini del bus che mi ospita hanno chiesto una lezione di italiano… rapidissimi nell’apprendimento, come tutti i bambini…
Tanto altro da dire, soprattutto l'accoglienza della gente e la tenerezza, la bellezza dei bambini argentini. Poco tempo per scrivere...
 
 
Altre foto qui: http://www.nicogallery.com/Marcha-por-la-vida
 

Postato da: nicoway a 02:34 | link | commenti
america latina, marcha por la vida

sabato, 25 giugno 2005

Mi trovo a scrivere questo post dall’aereo, da poco decollato da Milano con destinazione Buenos Aires. E’ una bella sensazione per me quella di scrivere dall’alto, distaccato dalla terra, sospeso a 12000 metri con 13 ore di volo notturno davanti… in questo momento, qui sotto, le luci di Marsiglia.
 
Sto andando in Argentina per partecipare a quello che considero e’ un grande evento sociale, carico di significato la ‘Marcha por la Vida’. In un post di due mesi fa avevo scritto di questo mio desiderio, speranza di poter partecipare, e’ andata bene.
 
A questa marcha, giunta alla terza edizione (le prime nel 2001 e 2002), partecipano circa 300 bambini poveri accompagnati da membri di organizzazioni in prima linea nell’aiuto a questa enorme piaga che e’ la poverta’ infantile, situazione in cui vivono almeno il 70% dei bambini sotto i 14 anni in Argentina.
 
Percorreranno 4500 km, partendo dal nord del paese e zigzagando fra Catamarca, La Rioja, Cordoba, Santa Fe’, Parana’, Curuzu Quatia, Concordia, Buenos Aires. Sono gia’ partiti, il 20 giugno, da Tucuman. Ho potuto seguire le prime tappe via web attraverso gli aggiornamenti del sito www.pelotadetrapo.org.ar. Leggere i discorsi dei bambini, l’accoglienza ricevuta nelle citta’ dalla popolazione, emoziona…
Poche ore fa ho parlato con amici in Argentina. Ieri ad Ana, amica organizzatrice della manifestazione, e’ stato chiesto se desiderava le portassi qualcosa dall’Italia, di solito la risposta e’  standard: parmesano (REGGIANO, aggiungo sempre io). Stavolta no, mi e’ stato chiesto scherzosamente di portare un ‘doccia’, vivono sulla strada da ormai 4 giorni…
 
Raggiungero’ la marcha a meta’ del suo percorso, domani sera, a Santa Fe. Rimarro’ con loro fino al termine, all’epilogo del 1 luglio in Plaza de Mayo. Ci sara’ pure il tempo per compiere gli anni, penso e soprattutto spero (!) di essere a un terzo della mia vita, visto che, come Sai Baba, avrei gia’ deciso l’anno della mia morte, il 2075.
 
Oggi pomeriggio mettevo i miei due stracci nel bagaglio a mano e mi sono fermato ad osservare lo zainetto… bello, fin troppo bello… e quello che avevo messo dentro, la macchina fotografica, la microvideocamera, il laptop e ho cominciato a pensare, riflettere. Quando saro’ la in mezzo a loro, ai bambini, con gli amici di Jose’ C. Paz che seguono la marcha. Io saro’ un UFO, un ricco, uno che si e’  potuto permettere di trasvolare l’Atlantico con la sua bella attrezzatura, in mezzo a chi non puo’ neanche sognarle certe cose. Ripeto, neanche sognarle. E pensavo a quando parlavo con Roberto di Radio Tinkunako, ragazzo curiosissimo, con tanta voglia di conoscere, crescere, un cuore molto grande, ma nato, a differenza del sottoscritto, in un mondo in cui non ti viene offerta nessuna opportunita’. Anzi, due opportunita’ ci sono, la rassegnazione e la delinquenza. Occorre scegliere fra una delle due. Roberto e’ riuscito a non cadere in nessuna di queste ma la via che percorre non permette di sognare molto, e’ una strada improvvisata, portata avanti con grande sforzo ma senza una meta, un obiettivo, proprio perche’  le opportunita’ non ci sono e il trovarne una sara’ anche se credo non impossibile. Non puo’ ancora sognare ma forse un giorno potra’.
Ricordo quando gli raccontavo della mia vita, la mia giornata tipo, i viaggi, mi ascoltava silenzioso, io spesso cadevo in un forte imbarazzo. Era un po’ come  parlare di un cibo delizioso ad una persona che ha fame. Non sapevo come fare, se arrestarmi per una forma di rispetto e forse ancestrale senso di colpa, Roberto mi chiedeva di continuare con le sue domande. Ho parlato di questa mia difficolta’ con Ana, mi capiva ma mi esortava a non arrestarmi, il problema era mio, per lui era un motivo di arricchimento, un piacere ascoltarmi parlare di certi luoghi che avevo conosciuto, perche’ privarlo di questo piacere?  Queste parole non le ho fatte ancora mie. La difficolta’ a relazionarmi da ‘ricco’ continuano. Per ricco intendo chi ha avuto aperte tante strade come me, ha potuto scegliere, e’ cresciuto in un paese del primo mondo. Nel mio paese non sono ‘ricco’, ho avuto le normali opportunita’ di un ragazzo della classe media, figlio di operai.
 
Immagino gia’  l’imbarazzo che avro’ nel tirare fuori il laptop (se lo faro’…) e far vedere ai bambini durante gli spostamenti le foto che mammano faro’. Mi sentiro’ a disagio ma so che loro saranno contentissimi di rivedersi dopo pochi minuti sul monitor. Proprio qui c’e’ il corto circuito, per me.
 
Cosa fare quindi, decidere di diventare povero per azzerare le distanze? No, in fondo son troppo viziato, non ho molta voglia di fare tante rinunce, fare un voto di poverta’…no… Forse e’  sufficiente cominciare a fare piu’ attenzione a loro. Mantenere nei limiti del possibile le mie possibilita’, sfruttare le potenzialita’ che ho, mettere a disposizione il surplus che ho e che posso generare grazie alle opportunita’ che ho avuto e probabilmente continuero’ ad avere. Cedere quel di piu’ a chi ne ha bisogno. Non mi privero’ della macchinetta digitale e neanche dello scassone di renault 19 con cui vado in giro ma potro’  privarmi di parte di cio’ che mettero’ in banca, cio’ che andrebbe messo nella tomba nel 2075. Non avra’ senso arrivare a quella meta con un carico di mattoni o dei bond in banca. Come? Regalando denaro? No! Meglio dei piccoli gesti mirati. Dare la canna da pesca, non regalare il pesce… cercare di capire qual’e’ la giusta canna, l’amo appropriato.
 
Roberto e gli altri ragazzi della Radio non hanno telefono e chiaramente PC o internet. Si puo’ cominciare da li’… cercare di ottenere la linea telefonica (nel quartiere dei ragazzi e’ un’impresa!), passare loro un pc usato, magari un portatilino, registrarsi ad un provider per la connessione ad internet. Questa rappresenta gia’ un’opportunita’ immensa, cio’ che per noi e’ ormai una cosa scontata, normalissima, talvolta un capriccio. Internet sarebbe possibilita’  di leggere, conoscenza, apertura al mondo e per chi ha cosi tanta fame e voglia di conoscere potrebbe essere lo strumento che genera una svolta, il seme…
Si-si-si, comincero’ da li’ appena torno da questa ‘vacanza’. Se qualche pollastro che legge queste righe ha un portatile da svendere con queste caratteristiche minime, 20 gb hard disk, 256 ram… glielo compro, nella speranza che non mi faccia la cresta…  Nei prossimi due mesi tornero’ sicuramente a Baires per lavoro e il laptop verra’ consegnato ai ragazzi della radio.
 
Tornando a domani, all’arrivo a Santa Fe… ho riesumato un articolo del Manifesto che mi era stato segnalato. E’ del 14 aprile di quest’anno, firmato da Riccardo de Gennaro, parla di una combattiva ragazza 29enne che vive nel quartiere Santa Rosa di Santa Fe. Riporto alcuni stralci: ‘L’unica cosa che il potere ci offre - dice Mariela - e’ una brutale forma di assistenzialismo, peraltro insufficiente a fare fronte alle esigenze minime. Io, di questo tipo di aiuti,non ne voglio piu’ sentir parlare, non mi interessa la distribuzione della tazza di latte o del piatto di minestra e poi tutti a casa. La cosa piu’ importante per me e’ fare in modo che i giovano prendano coscienza di se stessi e imparino un lavoro.. Qui la maggior parte della gente non ne ha mai avuto uno, non puo’ nemmeno dire di essere disoccupata, non e’ niente’.
Nella villa miseria di Santa Rosa (45000 abitanti registrati all’anagrafe piu’ tutti gli altri mai registrati…)  c’e’ una sola piazza, le case sono fatte di mattoni a vista e hanno il tetto di lamiera ondulata. Non c’e’ un luogo dove potersi incontrare, non un giardino dove giocare, non c’e’ la luce elettrica, non ci sono campi sportivi, ne palestre. Non c’e’ l’acqua. ‘Un bambino a scuola oggi non apprende nulla, mentre in carcere ci sono un sacco di corsi di artigianato. Ti pare che per imparare un mestiere i giovani devono andare in galera?
Ho l’impressione o forse la speranza di incrociare Mariela nelle prossime 72 ore, chiedero’ sicuramente se sara’ della marcha, all’interno di Santa Fe… credo proprio ci sara’.
 
Termino queste divagazioni ‘aeree’ con il ‘Porque marchamos?’ dal sito di pelodetrapo.
 
PORQUE MARCHAMOS

Il futuro è oggi: SONO I NOSTRI BAMBINI

La povertà è un crimine. È necessario fermarla. O si o si. Perchè nel nostro paese non mancano nè il cibo, nè i piatti, nè le mamme, nè i medici, nè i maestri. Manca invece la volontà politica, l’ immaginazione istituzionale, la comprensione culturale e la voglia di costruire una societá di uguali che assicuri ad ogni bambino argentino l’opportunità vitale di svilupparsi sano e di crescere con dignità.
L’ infanzia è la più importante delle risorse naturali non rinnovabili del nostro paese giacchè la maggioranza delle capacità umane rimangono –in certo modo- determinate durante i primi anni di vita.
L’ infanzia è pertanto la grande opportunità della società per migliorare se stessa negli aspetti biologico, culturale, economico ed anche politico. L’ infanzia è il terreno più fecondo per seminare l’ intelligenza, il lavoro, la creatività, la giustizia e la democrazia.
Alla luce delle conoscenze scientifiche attuali può dirsi che il bambino è l’ essere vivo con la maggior capacità d’apprendistato sul pianeta. Con l’aiuto della psicologia possiamo affermare che ogni uomo impara nella propria infanzia, per sempre. Questo vuol dire che i benefici ed i danni accaduti nei primi anni hanno effetti che perdurano per tutta la vita. È perciò che tutto quello che una società fa per il benessere dei suoi bambini può essere considerato come un vero investimento in termini di condizione umana e di paese.
L’infanzia non aspetta. Le opportunità vitali che non si possiedono nel trascorso dei primi anni di vita si sono perse per sempre. E l’infanzia perduta è fra le poche cose che una società non può ripristinare ne materialmente, ne psicologicamente, ne culturalmente.
La crescita sana e felice dell’infanzia dev’essere così importante per l`Argentina come lo sviluppo economico perchè quest`ultimo dipende e dipenderà negli anni futuri dalla qualità di vita che la nostra società sarà capace di dargli in questo preciso momento. Quando lui si sta facendo proprio adesso le ossa, allevando il suo sangue e cimentando i suoi sensi, direbbe con letteratura maggiore Gabriela Mistral.
Il 70 % della popolazione totale del paese fra i  minori di 18 anni, ossia nove milioni e mezzo di bambini si trovano nella povertà più profonda, la metà già quasi non mangia. Ogni giorno più di cento bambini –con meno di cinque anni- muoiono per causa della povertà. Quando parliamo di mortalità infantile non dobbiamo soltanto includere i bambini che si porta via la fame ma anche quelli dannati per sempre fisicamente, intellettualmente ed emozionalmente prima della nascita delle parole.
La fame è un crimine che annichilisce il prodigio della vita. Dev`essere fermata. Senza dubbi. I bambini sono il più nobile patrimonio della società argentina. I bimbi sono di tutti, se mangiano o non mangiano, se vanno alla scuola o la lasciano, se piangono più di quanto ridono. E dovere morale e politico di tutta la società mutare questo stato di cose. L’Argentina ha oggi la responsabilità morale, culturale e politica di dare ad ogni bambino una vita che meriti di essere vissuta.
Senza un’infanzia sana, gramolata ed intera, è impensabile un’Argentina migliore. Perchè un paese che condanna i suoi bimbi all’azzeramento delle opportunità è un paese che condanna se stesso. Un paese senza un progetto specifico per l’infanzia è in senso stretto un paese senza progetto.
Eppure il paese si dissangua in bambini. È necessario mettere in moto la nostra dignità, dire di no agli azionisti dei bimbi scalzi. Armarsi di voglia: un volo radente di colombe, uno sparo di palloncini. Non c`è verità più armata che la pura innocenza.
Il 20 giugno centinaia di bambini ed educatori cominceranno nella città di Tucuman una marcia basata sullla loro voglia di vivere, affinchè germoglino i pani sulla tavola in uno sguardo di tovaglie, per vestirsi di spolverini bianchi, per dire lavoro, per cantare infanzia, per baciare la famiglia. Percorreremo 4.500 chilometri attraversando geografie, cercando quel battito di cioccolato che nutre il nostro popolo, saliti su una speranza che si costruisce tenerezza a tenerezza fino a fondare una nuova illusione della vita.
Arriveremo a Plaza de Mayo il 1º luglio, per unire i pezzettini di sogni. Per incontrarci nell’allegria di sapere che possiamo costruire un paese per tutti.

Alberto Morlachetti
Coordinatore Nazionalel
Movimento Nazionale dei Bambini dal Popolo

 
Sotto di me in questo momento il Marocco, tutto buio…
 
 
 
arrivo previsto fra 10 ore 58 minuti. Mi do la buonanotte...
 
Apro gli occhi, guardo il monitor, alla mia destra il paraiso verde amarelo, bom dia. Ti addormenti e ti risvegli nell'emisfero australe dopo aver attraversato un pezzo di Sahara e tanto mare, quasi avessi sognato...
 
 
 
Eccomi...
 
 
 
 le luci di Baires...
 
 
Come mi piace il sorvolo di questa stupenda citta´ E' ancora buio, sono le 6,50, siamo in pieno inverno australe. Buen dia.
 

Postato da: nicoway a 15:52 | link | commenti (5)
america latina, marcha por la vida