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Sabato 19 febb. 2005
Oggi probabilmente e' l'ultimo giorno "pieno" a Baires. Il periodo di viaggio sembra terminato, il lavoro mi richiama con un mese di anticipo rispetto al previsto. Nei piani c'era di toccare la Colombia e passare a Cuba per una "prima volta". E' rimandato, nessun dramma... il periodo trascorso fuori e' stato molto bello, a tratti rilassante, a volte "violento", tante volte interessante e arricchente come i viaggi spesso possono essere.
Domani pomeriggio dovrei prendere il volo per la madrepatria e ricominciare a "girare", stavolta per lavoro, altra cosa rispetto al viaggio, altri tempi e ritmi...
Ieri e' stata la giornata forse piu' intensa e piena di tutto il periodo. Ho realizzato un desiderio nato alcuni mesi fa, salire su un treno molto "speciale". In settembre, quando ero venuto qui, in seguito alla scena di "un treno" che partiva avevo deciso di scrivere qualcosa, da li era nato il primo "tentativo" di blog, bairesblog, scritto un paio di settimane dopo. La cosa piu' strana e' che mi ero interrotto proprio li', su quella che era la cosa che piu' mi aveva toccato, quel treno. Avevo interrotto il blog, non riuscivo piu' a scrivere. Il tema era troppo delicato, troppo il timore di scrivere qualcosa di sbagliato,offensivo o discriminatorio anche se dentro di me era tutto il contrario... Mi ero fermato sui cartoneros... quel treno era quello che li trasportava dalla periferia al centro... Ieri, grazie ad un lavoro di "pubbliche relazioni" sviluppate in modo egregio da chi e' molto vicino a quella realta', sono salito su quel treno. Grazie a Roberto, Daniel, David, di radio Tinkunaco... il contatto con un "vicino" di casa, la richiesta del permesso ai delegati, la reciproca fiducia, la consegna delle foto fatte a settembre... si sono "aperte" le porte del treno. Due mesi fa una persona con videocamera era stata presa a "pietrate"... aveva bypassato le "pubbliche relazioni"...
Il discorso e' molto delicato, si mescolano disperazione, vergogna, dignita', coraggio, spirito di sacrificio... e' necessario andare portando loro il massimo rispetto. Si puo' passare dalle pietrate ai sorrisi... nel mio caso sono stato accolto, trattato con i guanti, protetto... Senza i ragazzi della radio non sarebbe stato possibile. Sono venuti anche loro, per tutti era la prima volta, tranne che per David che in passato aveva cartonato e conosceva bene i "codici".
Quando poco fa ho scaricato le foto mi sono emozionato, mi scendevano le lacrime. In quei visi c'erano tanti sorrisi, malgrado il contesto... La giornata la descrivero' in un altro momento, proprio perche' il tema rimane delicato. Ora metto alcune foto in http://www.nicogallery.com/Cartonero-trabajo-sacrificado

Ieri ho trascorso una lunnngggga giornata a Jose C. Paz.
Ho preso il treno intorno alle 9,30 e sono rientrato alle 03,30 del mattino, stracotto...
Delle cose viste e sentite ce ne sono un paio che credo siano degne di nota, storie che si intrecciano, quella di radio Tinkunaco e quella di Roberto.
La Radio nasce nel 1998, a 35 km dalla Casa Rosada, nel Barrio San Atilio di J.C.Paz, delegazione chiamata dai suoi abitanti "capital nacional del abandono". La radio nasce da un gruppo di persone con l'obiettivo di comunicare e comunicarsi all'interno di una comunita' che vive castigata in un quasi isolamento, fra strade spesso intransitabili senza pavimentazione, la mancanza di illuminazione nelle vie, l'indifferenza delle autorita´ locali, l'altissimo indice di disoccupazione, problemi sanitari e alimentari etc.
I mezzi per trasmettere vennero acquistati grazie ad una donazione della fondazione Kellogg's. Il nome scelto: Tinkunaco, vocabolo che significa "incontro" in lingua quechua.
La radio subisce in questi anni 4 furti pesantissimi che ne provocano la chiusura e la successiva "risurrezione" con enormi sforzi e cocciutaggine... Decisero di stare lontani da qualsiasi organizzazione radiofonica o imprenditoriale per mantenere la piu' totale autonomia, questa loro autonomia e coraggio ha un prezzo molto alto. Le loro denunce scomode non fanno per niente piacere a chi "controlla" il luogo. Minacce frequenti e interdizione agli integranti la radio ad entrare nel palazzo municipale di J.C.Paz... Aria pesante vero?
Roberto... lavora in radio dal 2001. Inizialmente, mi spiega, non percepiva "ni un mango" (peso) per questa attivita', si barcamenava anche con altro. Viveva in una casetta molto modesta in cui pagava 30 euro al mese, entrava l'acqua dal tetto, il figlio si ammalava spesso in inverno... Ora percepisce un modesto compenso, la radio ha qualche entrata pubblicitaria, genera un utile, anche se in condizioni molto difficili, non hanno ad esempio il telefono, usano un paio di cellulari che spesso rimangono senza credito...
La sua situazione personale e' leggermente migliorata rispetto al 2001, vive in una casa migliore e ha una seconda creatura in casa, una bimba.
Roberto mi racconta queste cose a casa sua, mi parla delle minacce, delle difficolta'... in sottofondo Leon Gieco, cantante popolare in Argentina, folklore country, parla spesso di speranza, riscatto sociale. Sua la famosa canzone "Solo le pido a Dios", cantata da lui, Mercedes Sosa e altri. Bellissima anche "Cinco siglos igual". Mi sembra il cantante giusto per l' ambiente e la circostanza in cui mi trovo.
Roberto mi fa notare che questo cantante non viene passato in radio, le sue parole sono un po' troppo sofisticate(!) per questa comunita'. La musica piu' gettonata e' la cumbia villera, con questa musica c'e' sintonia, parlano la stessa lingua, letteralmente, qui lo spagnolo e' "variato". Si parla uno slang locale, ad esempio la bicicleta qui viene chiamata la "burra" (asina...). Un paio di belle scarpe (lindos zapatos in spagnolo) qui diventa "altas llantas" (trad letterale: alti pneumatici)... La cumbia villera usa questi termini, famigliari...
Mi racconta di quando il 26 giugno 2002 (6 mesi dopo il crollo argentino) si precipito' con un collega in centro, alla Casa Rosada. Aveva appena sentito la notizia che due giovani erano stati uccisi sul ponte di Avellaneda. L'episodio ebbe risonanza internazionale, fece scricchiolare il governo di Duhalde. Fu un assassinio brutale, una fucilazione...
Roberto e il collega vanno in centro in autobus armati di un registratore per intervistare le persone inorridite che si dirigono a manifestare davanti al palazzo presidenziale. Si scaricano le batterie del registratore, ne devono comprare altre... finiscono i pochi pesos... non hanno piu' soldi per pagare il trasporto per rientrare. Dormono per strada, ai lati di un negozio. Quando si addormentano si legano per le braccia, per paura e per sentirsi vicini. Quando si svegliano al mattino si ritrovano abbracciati per il freddo pungente... (in giugno siamo in pieno inverno australe). Fu molto dura mi dice, nel 2002 fu difficilissimo, non c'erano soldi, non c'era lavoro...
Usciamo, ci incamminiamo fra le strade di terra, ad un certo punto mi dice di guardare in alto alla mia destra, con molta discrezione... vedo due scarpe appese ai fili elettrici: mi dice che quello indica che in quella casa viene venduta droga, e' un codice... "ma come?" gli chiedo... "questi segnali li conoscera' sicuramente anche la polizia no?" "Certo che li conoscono, ma qui la polizia..." Circola indisturbata tanta droga in questi quartieri...
Camminando in tanti lo salutano, chi gli chiede quando parlera' del tal tema alla radio, chi lo ferma chiedendogli chi sono io... li' avverto tutta la pericolosita´, l'ipocrisia dell'ambiente, le false strette di mano. Chi gli sta parlando in questo momento lavora nel municipio, mi dira' dopo... mi sembra di vedere una scena da film... mafia...
Mi parla delle minacce, di morte... gli chiedo se ha paura... Mi dice che certo, ha paura, tanta... ma mi dice che l'INDIGNAZIONE per lui vince la paura. Se non facesse niente, se in radio non denunciasse si sentirebbe complice... si' pero Robe' vos tenes familia che! dos hijos. Si ma l'INDIGNAZIONE e' piu' forte della paura, mi ripete.
Alla faccia...
Roberto e Daniel (collega in radio...) ieri hanno conosciuto la storia di Peppino Impastato grazie ad Ale, cara amica palermitana, che prima che io mi recassi da loro me l'ha ricordato.... Sono rimasti incantati dalla sua figura, vogliono saperne di piu'...
Credo Roberto e Daniel siano della stessa "pasta" di Pepino (come lo chiamano loro)...
Bueno aca estoy con mis amigos de Radio Tinkunaco.
"Un saludo a todos los que entren en esta pagina. En especial a Ale que nos emociono' mucho con esta historia del gran comunicador social que fue Pepino Impastato. Nos sorprendio' el español y fue un placer tener una persona tan lejana pero al mismo tiempo tan cercana a nivel de ideales. Vos tambien Ale te transformaste en una comunicadora."
Roberto y Daniel (Radio Tinkunaco 107,3 Jose' C. Paz, Buenos Aires)
Domani torno in periferia, dagli amici di Radio Tinkunako 107,3. Sara´ una giornata lunghissima...
Ho fatto un aggiornamento del vecchio blog su Baires. L´ho sistemato su http://bueairesblog.splinder.com. Li si parla di Radio Tinkunako 107,3
Nel tardo pomeriggio di oggi passeggio in Plaza de Mayo, luogo di tanti interessanti incontri, c'e' sempre qualcosa da imparare o qualcuno da conoscere in questa bella piazza... e infatti anche oggi... mi ritrovo davanti a questo...

SR PRESIDENTE LEI HA POSTO IL VETO ALL'ARTICOLO 9 DELLA LEGGE DEL BUON SAMARITANO
IL SUO VETO CONDANNA 14 MILIONI DI ARGENTINI A CONTINUARE A PATIRE LA FAME
Chiedo spiegazioni a un paio di gentilissimi e disponibili signori che stanno distribuendo foglietti esplicativi.
Hector mi racconta: "La legge detta del Buon Samaritano e' quella che prevede la possibilita' per i grandi centri commerciali, supermercati o industrie alimentari di regalare generi alimentari ad organizzazioni caritatevoli che poi li devolvono ai tanti poveri di questa attuale argentina. Quindi, che so, prodotti che scadranno fra 10 giorni e vengono ritirati dai banchi dei supermercati possono essere ceduti gratuitamente a queste organizzazioni... si evitera' lo spreco e si aiutera' a sanare la piaga "fame". L'articolo 9 e' quello che prevede che il cedente (es. supermercato) decade di ogni responsabilita' nel momento in cui effettua il passaggio di consegne, cioe' saranno i riceventi ad essere responsabili del consumo nei tempi dati (vista spesso la scadenza a breve...). Ponendo il veto su questo articolo si vanifica il senso della legge. Il consumatore finale puo' fare causa al supermercato per eventuale malore dato ad esempio dal consumo del prodotto dopo la scadenza. Tutto questo fa si che il supermercato rischi in continuazione di essere "denunciato" semplicemente perche' il signor "Raul" ha tenuto il latte fuori frigo e l'ha bevuto un mese dopo la scadenza... beh e' una bella beffa per il supermercato... Risultato, i generi alimentari vengono buttati e non ceduti ai bisognosi...!!!
Chiedo ad Hector il perche' sia stato posto il veto a questo articolo 9 e quindi vanificata la legge... Risposta da brivido:
"Qui in Argentina la fame e' un grande affare. Ci si gioca... I politici sono soliti dare piccole somme di denaro o alimenti una tantum ai disoccupati e ai poveri per garantirsi l'appoggio elettorale... se i supermercati soddisfano il bisogno primario di sfamarli non sono piu' ricattabili e utili ai fini elettorali"
Ho trascritto cio' che mi ha detto Hector.
SONO RIMASTO SENZA PAROLE.
(Luiz, Nico, Hector)
Mi riallaccio al post di ieri.

Stamattina leggo il giornale La Nacion e trovo una notizia che tocca un argomento molto scottante per gli italiani in questo momento, i tango bonds... Titolo: "Diputados italianos estaran con Lavagna". Si dice che 3 deputati italiani, Benvenuto, Olivieri e Didone' arrivano in mattinata a Baires e sono previsti per loro una serie di incontri per aiutarli a capire meglio la questione del rimborso dei bonds argentini. In particolare "questionan el papel de los bancos de su pais...". Benissimo! pensavo proprio ieri a questo tema...
Ricapitolando, nel debito argentino pur dando per scontato che il maggior responsabile e "obbligato" verso i debitori sia proprio lo Stato argentino, non si puo' non vedere una rilevante corresponsabilita' del sistema bancario italiano.

Che i bonos fossero carta straccia cominciava ad essere chiaro fin dall'aprile 2001, 8 mesi prima del default. Era scritto a chiare lettere sul Financial Times, sul Clarin argentino... Nelle banche i giornali finanziari li leggono, ben sappiamo, seguono le analisi, sapevano tutto... cosa fanno le banche italiane che hanno in portafoglio ingenti quantita' di titoli argentini? Li rifilano ai risparmiatori italiani!!! Li mortacci loro! Spesso ai pensionati... li rimortacci loro!!! Sapevano che la situazione argentina era senza soluzione, hanno continuato a venderle fino a poche settimane prima... cosa dicessero ai risparmiatori i consulenti fa in parte la differenza su dolo o colpa, ma conoscendo, da tecnici, la situazione argentina, sapevano di "TRADIRE" il risparmiatore. Credo proprio che se avessero evidenziato tutto il rischio connesso all'acquisto, la pensionata di Voghera di fronte all'offerta di acquisto avrebbe fatto un bel gesto dell'ombrello...
Va da se' che le banche spagnole, consapevoli, non le hanno rifilate ai loro risparmiatori iberici ma le hanno rispedite al popolo mittente... le hanno date in vendita agli argentini. Questo non fa comunque grande onore neanche agli spagnoli ma una certa differenza la fa.
E allora... alla luce di tutto questo le banche italiane penso debbano rispondere. Parte del sistema bancario italiano ha tradito i propri clienti, e' evidentissimo, c'e' stata tanta malafede. Ritengo stragiusto che "sgancino" una parte del rimborso ai risparmiatori beffati. L'Argentina lo sappiamo benissimo non restituira' mai il 100%. Ora ha proposto un 30% strutturato in modo molto strano, qualcosa probabilmente si puo' ancora tirare, Nicola Stock ci sta provando... ma oltre a puntare i fari sull'Argentina il popolo italiano dovrebbe esigere un lauto contributo da parte delle nostre banche. L'Argentina da il 35 %, le banche diano un latro 35%! Mi sembra giusto. Se fossero state sincere e corrette avrebbero tutta la minusvalenza a loro carico... e invece si sono parate il culo... Mi sa che questo sia un aspetto poco considerato dal nostro pubblico, le banche chiaramente non hanno interesse al crearsi di un fronte sensibile alla cosa... non sarebbe male... le banche che hanno ingannato e che non contribuiscono... emorraggia di correntisti da un giorno all'altro! Vedrai come diventano piu' accomodanti.

Mi fa piacere che questi 3 deputati siano qui per questo, per valutare il grado di corresponsabilta' delle banche italiane nella vicenda. Buon lavoro onorevoli! Sicuramente oltre agli incontri si godranno un po' dei piaceri della citta'... primo fra tutti il bife de chorizo! Buon appetito!
Qui e' quasi l'una di notte...
Circa tre ore mi fa mi sono detto... faccio due passi e mi infilo in un net caffe', ho un paio di cosette che mi preme scrivere. La passeggiata al solito si e' protratta... quanto mi piace camminare in questo centro alla sera. L'area intorno all'obelisco, avenida Corrientes, 9 de Julio, Lavalle, Sarmiento... lo trovo molto rilassante, osservo, penso, mi godo la vita delle strade, i ristoranti aperti, le luci, le tante persone che camminano e il ritmo rallentato ma estremamente vitale di questa citta' aperta 24 hours.
La cosa che ahime' ho notato e' l'aumento dei bambini di strada e delle persone che dormono ai bordi delle strade... e il paragone non lo faccio con 10 anni fa ma con pochi mesi fa... sara' legato anche all'estate australe? Mah...
Ora scrivo dei due temi che mi premevano...
Ieri sera intorno alle 23 rientro in hotel e mi trovo una sorpresina... l'hotel ha la porta a vetri chiusa, mi fanno cenno dall'interno che non si puo' entrare. Vedo che c'e' la polizia all'interno. Dalla reception mi indicano di entrare da un'altra porta, quella del garage. Mi viene ad aprire una signora delle pulizie, boliviana. Le chiedo cosa stia succedendo. "Ci sono alcuni stranieri che rifiutano di pagare il conto della camera, si comportano come se fossero i padroni del mondo, con grande arroganza. Abbiamo chiuso le porte e chiamato la polizia". Di dove sono questi "signori"? chiedo... Risposta: "italiani". (Che vergogna!) Aggiunge, "de hecho son unos sin verguenza!". Mi informo meglio dell'accaduto quando arrivo alla reception. Mi dicono che i tre "signori" (un uomo e due donne sui 40 anni) sono arrivati nel primo pomeriggio, hanno preso la camera, sistemato i bagagli, sono usciti e hanno trovato un hotel che si adattava di piu' a loro... rientrano in hotel alle 22, prendono i bagagli dalle camere e rifiutano di pagare la camera, perche' dicono di non averla usata... L'uomo dice di lavorare in un importante hotel di Roma... sostiene che in tutto il mondo se una persona non dorme la notte nell'hotel non e' tenuto a pagarla e puo' decidere di andarsene. Non mi faccio riconoscere come italiano, li guardo disgustato e me ne vado a letto... sperando che vengano accompagnati direttamente all'aeroporto dalla polizia e spediti via con un calcio in culo! I coglioni ci sono in tutti i paesi, anche nel mio... anzi devo dire che a volte noi italiani siamo un po' arroganti e caricaturali in giro per il mondo. Alcuni giorni fa mi trovavo in transito all'aeroporto di San Paolo, c'erano le code ai check in di Alitalia e di altre compagnie europee. Non si poteva non notare la differenza... le code delle altre compagnie erano ordinate e silenziose, la coda verso la nostra compagnia di bandiera, piena chiaramente di connazionali di ritorno dal carnevale brasiliano, era disordinata e chiassosa. Spiccavano 5 uomini, canottiera con pancetta ben evidente e infradito. Parlavano a voce alta, sembravano a casa loro, "padroni" dell'ambiente. Probabilmente si sentivano forti, potenti, superiori... in un paese per loro economico, dove evidentemente potevano quasi tutto... anche "conquistarsi" con il loro innegabile charme una marea di ragazze per niente attratte dal loro spavaldo potere economico, "disinteressate"... In quel momento mi sono ricordato di quei 4 venticinquenni bresciani nell'agenzia Varig di Fortaleza, anno 2000. Prendevano in giro la ragazza dietro al bancone... la riprendevano dicendole che non era possibile che non li capisse... loro che parlavano una lingua comprensibilissima... una parola di italiano e una in dialetto bresciano... in fondo e' cosi simile al portoghese... Millantavano grandi conquiste, grandi amori. Erano i "conquistadores..."
Vabbe' basta parlare di alcuni casi "penosi" italiani in giro per il mondo. Ci sono anche tanti casi "positivi" in giro... poi c'e' Beppe Severgnini che ne ha scritto bel saggio in merito, "Italiani con valigia".
Torno a Baires. Al mattino quando scendo la prima cosa che chiedo e' chiaramente com'e' andata a finire con los italianos. Risposta: "La polizia non ha potuto fare niente, dopo aver parlato con il loro comando li hanno lasciati andare, chiaramente senza pagare. Questa e' l'Argentina. Qui chi "paga" e finisce in cella sono sempre solo i deboli e i poveri..."
Mi si ribolle il sangue. In parte per gli italiani che l'hanno fatta franca e in parte per come funziona questa Argentina.
Esco dall'hotel con le palle girate e la prima immagine che mi ritrovo all'angolo della strada e' questa:

Mi spiace un po' inserire queste foto che non sono rappresentative del paese ma l'Argentina di oggi e' anche questa, e stamattina mi si e' presentata cosi'... quasi che ci fosse un legame fra gli italiani, l'IMPUNITA' ARGENTINA e quest'uomo...

Il legame di cui parlo non e' diretto ed evidente ma in Argentina c'e' tanta Italia... e viceversa.
Federico Rampini in un articolo molto interessante su Repubblica della scorsa settimana parla degli argentini come di un "popolo immemore". E' forse l'unico punto che metterei in parte in discussione del suo brillante pezzo. Ho conosciuto tanti argentini ben preparati sulla storia recente del loro paese, forse piu' di noi... chi stamattina mi ha venduto il giornale all'altro angolo della strada mi ha dato una lezione di storia degna di un docente superiore, per non parlare dei dialoghi coi taxisti... Il grande problema dell' Argentina,l'origine del "cancro", forse e' l'IMPUNITA'. Da piu' di 30 anni chi ha violato le leggi o saccheggiato il paese,soprattutto ad alti livelli, non e' stato punito. Amnistie, prescrizioni... sembra essere diventato il paese dei furbi...
Ero rimasto un po' a digiuno di notizie da qui, avevo staccato la spina verso ottobre,momento in cui ho concentrato tutte le mie attenzioni sull'Iran. Mi ero perso una grande "chicca". Nel gennaio di quest'anno e' passata una nuova legge di prescrizione di reati penali. Menem, che oltre ad essere il protagonista principale del crollo argentino era pure imputato eccellente con a carico varie imputazioni e' rientrato dal Cile, paese dove si era "rifugiato", timoroso di poter essere castigato dalla legge argentina... Evviva! Ieri e' comparso sulle copertine dei giornali come una star di Hollywood, abbracciato a Rodriguez Saa, in un meeting cena offerto per 800 impresari nella "Rimini" argentina, Mar del Plata. Quasi sicuramente si ricandidera', e' allucinante, grottesco. Popolo immemore? Mah, non saprei... la maggior parte del paese sa che e' stato devastante ma... giocano altri fattori, potere, interessi, conoscenze, favoritismi. Alla base di tutto per me c'e' l'impunita'.
Perche' ho inserito anche gli italiani in questo minestrone? Perche' una buona meta' degli argentini ha origini italiane e perche' come dice Antonio Dal Masetto(dall'articolo di Rampini) l'argentinidad sarebbe un italianita' peggiorata. In molti atteggiamenti e vizi viene forte il sospetto di potersi specchiare con gli argentini (discendono da noi...). Fortuna che siamo aggrappati all'Europa, mi vien da dire...
Italiani furbastri, l'evasore non e' condannato... e tutti noi spesso ne ne siamo complici, o perlomeno non lo ostacoliamo o denunciamo. Giustizia lenta, reati in prescrizione... Fortuna che non ci troviamo oltreoceano...
Ho parlato solo dei vizi e del "male" di questi due paesi tanto "vicini". Ci sono anche tante cose positive... per ora mi limito a ricordare il bife de chorizo e gli spaghetti
... lo so c'e' anche dell'altro,stasera mi andava di parlare delle "pecche".
Ah aggiungo questo dal pezzo di Ramp... "Quando capirono che l'Argentina correva verso l'insolvenza tutte le banche internazionali che avevano bonos cercarono di disfarsene: le spagnole rifilarono i Bot agli argentini,cui raccontarono che erano ultra-garantiti; le italiane ai risparmiatori italiani, sui quali scaricarono ogni rischio". "C'e' un motivo per il quale, ad esempio, la Francia o la Gran Bretagna non sono nell'elenco dei bidonati, aperto invece ad un popolo abituato ad immaginarsi furbissimo: il nostro.
I soldi dei risparmiatori italiani dove sono finiti? Scomparsi? No, gran parte sono nelle mani di famiglie che si sono arricchite enormemente nel decennio menemista. Arricchimenti improvvisi dal mattino alla sera... dove sono queste famiglie? qui a qualche "quadra" da me in splendide fortezze, a Miami, New York, o sulle spiagge uruguaye di Punta del Este, tranquille, inattaccabili. Nessuno riuscira' a farli pagare, chi ci rimettera' sara' il giovane argentino con un bel debito sul groppone e la pensionata di Voghera a cui viene raccontato che l'Argentina i soldi non li ha... e certo non li ha... sono in conti privati, in banche svizzere o statunitensi. Alla faccia del popolino, nostro e loro!
Estoy medio enfermo che... ! Mi son beccato un raffreddore bronchitina, rimasugli brasiliani. Il tempo meteo e le condizioni fisiche mi hanno spinto a passare dall'altra parte del Rio de la Plata. Qui sono a casa. Trascorrero' alcuni giorni a godermi questa amata citta', rivedere vecchi amici e curarmi la fastidiosa tosse...Lascio gli approfondimenti uruguay a tempi migliori. Tango bond? Mi fa mal la testa solo a pensarci. Il tema e' appassionante visto da questo prospettiva. In Italia si conoscono le ragioni della pensionata di Voghera (Federico Rampini su Repubblica), qui si ascoltano le ragioni del giovane di Jose C. Paz (periferia marginalissima di Baires), e di quello di Olivos (zona "benissimo" della citta'). Metto qui l'indirizzo del primo blog che ho fatto, era un blog di prova, di preparazione a irantrip, giusto per capire come funzionasse la blogsfera. Quel blog non e' mai stato terminato e non sono piu riuscito a metterci mano. Splinder mi da degli stranissimi codici se cerco di aggiornare qualcosa. Ci sono comunque alcuni elementi e spunti. Credo non lo tocchero' piu'... http://bairesblog.splinder.com/
Qui a Montevideo sono ormai le 23 e mi va di scrivere.
Approfitto del fatto che ci sono tanti internet cafe' e quello in cui mi trovo e' aperto 24 ore su 24...
Riprendo il discorso su San Paolo.
Come dicevo e' una città´ iperattiva, il motore economico del Brasile. Le piu' importanti industrie hanno sede qui o comunque a poca distanza dalla citta´. Ottime universita´, servizi di trasporto pubblico da fare invidia, in particolare la metropolitana.
Gli abitanti sono circa 16-18 milioni, e' enorme, seconda in America Latina solo a Citta´ del Messico ed in competizione (triste competizione direi) con Buenos Aires.

La cosa piu´ stupefacente della popolazione e' il melting pot, straordinario. La citta´ nel secolo scorso era una paesino. Poi sono arrivati gli italiani, l'hanno "edificata" e dato un impronta a quella che in pochi anni sarebbe diventata una megalopoli. In questo secolo si sono verificate grandi ondate migratorie. Tralasciando italiani e portoghesi, presenze storiche (i secondi da sempre "fornai" e ristoratori della citta´), c'e' una grande comunita` giapponese, ci sono ungheresi, ucraini, rumeni, libanesi. Convivono senza alcun problema tutte le confessioni religiose, tanti anche gli ebrei...
A queste "immigrazioni" intercontinentali si somma poi quella interna, la piu´ massiccia nelle ultime decadi. Dal nordest del Brasile sono arrivati a milioni in cerca di lavoro e fortuna. Il caso piu´ conosciuto e´ proprio quello del Presidente Lula.
Purtroppo questa immigrazione ha portato con se anche tanti dei problemi che affliggono la citta´. In troppi sono arrivati, non tutti hanno trovato un occupazione. L'urbanistica e' esplosa, la citta´ si e' estesa senza un piano regolatore, i nuovi arrivati si sistemavano in luoghi malsani, non serviti, ai margini della citta´. Molti vivono ancora in condizioni sicuramente non invidiabili, ci sono quartieri favela enormi, meno visibili rispetto a Rio perche' non posizionati su colline (i morros) ma comunque visibili appena usciti dal centro. Le dimensioni di queste favelas si percepiscono molto bene sorvolando la citta´, fa impressione. La violenza in citta´ e' il problema numero uno, di difficile soluzione. Mi dicono che la tendenza e' verso un continuo inarrestabile peggioramento. Io personalmente mi sono sempre sentito abbastanza tranquillo in citta´, ma il tutto e' soggettivo. "Sento" molto piu' pericolosa Salvador rispetto a San Paolo ma le statistiche mi smentiscono. Quindi il fatto che io mi senta abbastanza tranquillo e' solo frutto di una mia percezione.
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In merito alla violenza di San Paolo e Rio segnalo due films molto belli e "realistici", storie vere fra l'altro.
Il primo e' Carandiru'. Tratta le condizioni e le rivolte avvenute nel carcere forse piu' tristemente famoso di tutto il Brasile. Da un paio d'anni e' stato chiuso, era vicinissimo al centro di San Paolo, aveva anche una stazione di metropolitana dedicata. La metro proprio in quel punto esce dalle viscere della terra e permette di vedere il carcere. Ricordo i panni stesi dai detenuti fra le grate delle celle, feci alcune foto, magari al rientro in Italia le postero' in questo spazio.



L'altro film e' "City of God", "Cidade de Deus". E' una storia vera, il quartiere favela esiste realmente, l'ho visto coi miei occhi un 'anno e mezzo fa durante una tappa "carioca". Il taxista era nato in favela e si era "emancipato". Mi ha confermato che cio' che si vede nel film non e' fiction, e' realta'. Anzi... mi diceva di aver vissuto e visto cose anche peggiori nella favela in cui ha passato l'infanzia. Una realta' parallela inimmaginabile a due passi da uno dei luoghi piu' belli del mondo... dalle spiagge di Ipanema, Leblon e Copacabana.
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A proposito. La provenienza del termine "favela"... qual'e' l'origine di questo termine? Ho riscontrato che pochissimi brasiliani lo sanno, ancor meno forse noi stranieri. Io l'ho saputo un po per caso...
Nel 2000 durante un viaggio nel nordest brasiliano mi sono concentrato sul sertao, l'interno del nordest. Zona estremamente arida, praticamente desertica, pochissime precipitazioni annue, gente povera ma di straordinaria dignita´ e bonta'. E' uno dei "brasili" che piu' amo.

Una delle localita' toccate e' stata Canudos, un piccolo centro, forse 2000 abitanti, situato nel nord dello Stato di Bahia, vicino al confine con Pernambuco. Li´ mi hanno fatto vedere cos'era la favela... una pianta! Da quella pianta...
A fine '800 vennero inviati battaglioni dell'esercito in quell'area desolata. Ci furono 4 spedizioni militari... una vera e propria guerra interna. La causa: un predicatore religioso di nome Antonio Conselheiro aveva creato una sorta di regione autonoma e non sottoposta al potere centrale del Brasile, il tutto per contrastare un governo arrogante, i latifondisti della zona e creare una condizione che potesse essere favorevole ai poveri abitanti della zona.

I militari sconfissero i ¨conselheiristi¨ e rasero al suolo il paese uccidendo quasi tutti gli abitanti. I soldati rientrati nella capitale, che a quel momento era Rio, chiesero al governo di sistemarsi su un morro della cittá´, quello vicino alla terminale degli autobus, la Central do Brasil. I militari vollero dare come nome a quella collina ¨favela¨, in ricordo di una collina di Canudos piena di piante ¨favela¨. Da li si e´ cominciato ad denominare i morros (colline) di Rio che nel tempo venivano occupate dai nuovi arrivati col nome di favela. Purtroppo questo nome e´ diventato tristemente famoso in tutto il mondo... quella povera pìanticella...


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Ho aperto una parentesi senza volerlo... parlando di films e favelas... torno a Sampa...
Il melting pot dicevo. A San Paolo non riconosci piu´ il rumeno o l´italiano... sono diventati tutti brasiliani, in poco tempo. E lo sono diventati anche i giapponesi, se non fosse che gli occhi sono rimasti a mandorla non riusciresti quasi a riconoscerli! Ho visto ragazze giapponesi ballare la samba come le carioca e muovere il bacino come le bahiane! Fa uno stranissimo effetto! E´ come vedere un ghanese che parla perfettamente romanesco... l´occhio non crede al proprio orecchio!
Paulistani, abitanti della citta´ di San Paolo, Paulista, abitante dello Stato di San Paolo. Gran lavoratori. Tutti si fanno un gran mazzo. Gli studenti spesso sono anche lavoratori, escono alle 6 del mattino e rientrano a casa alle 11 di sera, universita´ e lavoro... Persone che vengono da tutti gli angoli del Brasile che lottano quotidianamente per non affondare. Citta´ di grandi opportunita´ ma spietata se si precipita... tante le persone che dormono nelle strade del centro sotto cartoni, non debellato il problema dei meninos de rua. A San Paolo per molti la vita e´ difficile ma spesso si sfugge alla miseria e alla mancanza di opportunita´ di altre regioni ¨sfigate¨ del paese. Un esempio per tutti. La siccita´ del sertao nordestino. Intorno al 1870 due anni di siccita´ e calore uccisero 300000 persone... per dire quanto puo´ essere spietato questo immenso territorio brasiliano.
Quanto ci sarebbe da dire del Brasile, o almeno di cio´ che ho conosciuto di questo straordinario paese. Questo post e´ frutto di ricordi, forse ne postero´ altri, sul Brasile o altri paesi dell´ America Latina che ho conosciuto. Purtroppo negli anni scorsi quando viaggiavo in queste zone non c´era o non conoscevo lo strumento del blog. Ora c´e´ e oltre a postare cio´che vivo e reputo interessante trattare faro´ anche degli excursus al passato. Fatti da qui sono molto piu´ vivi...
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Ho lasciato in sospeso il carnevale di Salvador. Ora qui fa un caldo umido bastardissimo e sono arrivate pure le maledette zanzare. Trattero´ Salvador in un altro momento.