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martedì, 25 ottobre 2005
Da Marte

Ultimo volo di lavoro prima di chiudere i battenti... emozioni soffocate ma forte sensazione di liberazione...

Mi trovo su Marte

Vado a comprare un caffeconlattefreddo in un minimarket qui vicino, il suo costo corrisponde a 75cent di euro, ho una sola banconota... equivalente a 70 euro. Sono mortificato e dico un paio di volte "sorry". Sul pianeta terra mi guarderebbero malissimo, qui invece mi sorridono e mi fanno capire che non c` e` alcun problema. Mi danno come resto 9 banconote e 9 monetine... piu` un leggero inchino.

Vado in altro minimarket, compro barrettadicioccolato e altre leccornie, costo pari a 522 marteuri, sgancio banconota da 1000. Il cassiere si appresta a darmi il resto, lo fermo un attimo... rimane spiazzato, gli faccio segno che sto cercando le monetine per farmi dare indietro una banconota da 500 e non la solita marea di pezzi di carta e monetine (sul pianeta terra avrebbero apprezzato, anzi mi avrebbero invitato a farlo...). Gli passo 30 marteuri cosi lui mi dovra` dare indietro una banconota da 500 piu` 8 in monetine. Rimane spiazzato... ci mette 30 secondi per far tornare i conti, lo vedo perso... sulla sua cassa c`era scritto che deve restituirmi 478, e` nel pallone, ho l`impressione di avergli fatto uno sgarbo. Fatica a farmi l`inchino... ma alla fine me lo fa...

La borsina in cui mi ha messo la cioccolata e le altre schifezze (qui su Marte ti danno la bustina per tutto, anche per un pacchetto di sigarette) si rompe leggermente al lato... per me non e` certo un problema, quasi manco ci faccio caso...   entro in un locale per prendere un caffe`. Ancor prima di servirmi il caffe` chi mi sta` di fronte mi mette in mano una borsina di plastica... non capisco... ordino un caffe`, ancor prima di darmelo mi danno la borsina... e poi il caffe lo devo mettere li dentro?  Stavolta sono io a rimanere spiazzato e a non capire. Mi aiuta lui a capire... mi fa segno che vado in giro con una borsina rotta e me ne da un`altra in sostituzione...

Sono su Marte o nel paese degli Yen? Ho sempre piu` la convinzione che questo sia un altro pianeta.

Postato da: nicoway a 23:49 | link | commenti (1)
japan

martedì, 09 agosto 2005
Altri spunti dal jap...

Nel post precedente ho messo una foto scattata ieri sulla Siberia. Un momento prima sia io che Ari guardavamo fuori dal finestrino e mi diceva... "guarda... cosi' era la terra prima dell'intervento dell'uomo, tanto tempo fa...". Dopo un attimo osservavo quel paesaggio diversamente, non più con la sola "solita" curiosita' che ho spiaccicando il naso contro il finestrino dell' aereo appena posso, c'era qualcosa di diverso, il contemplare un paesaggio ancora vergine, intoccato, dove l'uomo non aveva messo mano. Nessuna strada, nessun villaggio, nessun disboscamento... Riflettendo ci si rende conto che i luoghi assolutamente intoccati dall'uomo su questo pianeta rimangono pochi. Guardando fuori da un aereo, a 12000 metri, hai una visuale che in giornate di buona visibiltà puo' arrivare anche a 200 km di distanza, quindi da un aereo stando in cabina di pilotaggio potrai avere una visuale su un raggio di terra molto vasto, a 270 gradi (dietro non potrai vedere... il retrovisore non c'e'...). Penso a quali luoghi rimangono totalmente vergini in tutto questo raggio, probabilmente alcune zone della Siberia, il deserto del Sahara, il nord del Canada, la Groenlandia, l'Amazzonia (ancora per quanto?) l'Antartide. In Europa è impossibile, ovunque vedrai una strada, o una città, magari in lontananza. In Giappone invece c'è forse il massimo "interventismo" dell'uomo, ovunque vedi la mano "costruttiva" (?) dell'uomo, città, disboscamenti, ferrovie, strade, dighe etc... Vabbè... tutto questo giusto per dire che fa un certo effetto vedere un pezzo di terra ancora "primitiva".

Sempre in volo... l'amica giapponese Masami mi dice di aver visto proprio la sera prima un film sconvolgente. Mi chiede se anch'io l'avevo visto... credo di no, dalla traduzione che mi fa del titolo... il tema e' comunque l'Olocausto, girato ad Auschwitz. Mi dice che era costretta ad interrompere il video ogni 5 minuti, troppo crude le scene, troppo violente. L'espressione del suo viso raccontando il film era eloquente, come quella di un bambino spaventato ed incredulo di fronte all'orrore. Mentre mi parlava ho avuto un flash e la mente mi ha riproposto Hiroshima e Nagasaki... lei mi parlava di Auschwitz, io pensavo al Giappone sotto l'atomica. Non era un caso, ricorrono proprio in questi giorni gli anniversari (60 anni), il 6 e il 9 agosto, degli unici "sganci" dell'atomica sull'uomo. Ed erano caduti proprio su di loro, sul popolo che sembra essere esente da qualsiasi tipo di aggressività e violenza, sempre così delicati, sorridenti, accomodanti, pacifici, pur nel loro stress... Certo il Giappone di quel tempo, o meglio le sue armate e l'Imperatore, non erano molto delicati, anzi... ma sembra impossibile che sia accaduto a loro, a questo popolo. Volevo chiederle cosa sentisse per l'accaduto, cosa provasse da giapponese per questa catastrofe che aveva cancellato in una decina di secondi oltre 200000 persone. Il maledetto fungo atomico, spettro dell'umanita'. Non sono riuscito a chiederle niente, ho avuto paura di crearle difficoltà, di farle commentare qualcosa di troppo brutto vissuto dal suo popolo, di farle una piccola violenza. Ho tenuto la mia curiosità per me, celata.

Ed ora si riparla sempre più spesso di atomica, l'Iran... li mortacci!  Ma che rottura di balle stì scimmioni al potere in quel paese. Stanno accelerando, provocando... Si può pensare che si limiteranno all'uso pacifico dell'energia atomica? io credo proprio di no,  stanno cercando di costruire un ordigno nucleare. Ad una parte del popolo iraniano che sarebbe riluttante ad un uso "bellico" hanno fatto credere che e' diritto del paese poter avere una forte energetica in più. Ricordo il discorso convinto che mi faceva Jalal a Mashhad... e' giusto averla, è una fonte energetica... convinto lui... Io sono terrorizzato all'idea che questi possano avere l'atomica. Desiderei che tutte le nazioni che ne sono in possesso facessero un passo indietro, eliminandole. Volete fare le guerre? continuare a scannarvi? Rimangono aerei, bombe, carri armati, fucili, clave... ma la bomba atomica no, quella va fatta sparire, se innescato il processo di follia può portare all'annientamento del genere umano, mettiamo che qualche coglione perda la testa... Se anche così non fosse, la mia temo sia purtroppo utopia, che rimanga solo a chi c'è l'ha, nessun altro si aggiunga al clan. Gli Stati Uniti credo  (e spero) non la useranno mai piu' se non in risposta ad altri che li attacchino con lo stesso mezzo. Loro non provocheranno mai più se non altro perche' devono fare i conti con un'opinione pubblica che mai l'acceterebbe.  India e Pakistan sono un po' più preoccupanti ma e' un problema bilaterale che ormai è un deterrente reciproco per non usare la clava o farsi troppi screzi reciproci.

Israele pure, non l'ha usata e non la userà, salvo forse... in risposta...

L'Iran? Visto chi governa il paese non c'è da stare tranquilli se avranno l'ordigno. Penso occorra fermarli, con le buone, usando tutte le possibilità diplomatiche... ma se queste malauguratamente non dovessero funzionare... a questo punto ben venga che chi in primis si sente minacciato, Israele, faccia volare i suoi caccia sopra Bushehr e Isfahan e rada al suolo i luoghi in cui si sta portando a termine l'arricchimento dell'uranio, solo quegli edifici, situati alla periferia delle città. Prima che sia troppo tardi. In questo caso estremo confido nella capacità di intelligence del Mossad di sapere lo stato dei "lavori in corso". Se la diplomazia non dovesse riuscire a bloccare i lavori...  ben venga far decollare gli aerei con la stella di David.

Sul tema Iran do sempre più spesso un'occhiata al blog di Lilit  http://lilit.ilcannocchiale.it/ , iraniana che vive in Italia. La ritengo una preziossima fonte per sapere cosa succede nel suo amato paese, spero continui con la sua opera di informazione e denuncia, che non si stanchi, che non si demoralizzi per ciò che sta succedendo. Che almeno consideri una piccola missione quella di tenerci informati, a noi che non parliamo farsi e non abbiamo quindi i suoi strumenti per arrivare a molte notizie che il governo iraniano occulta e di cui la nostra stampa non pare interessata alla divulgazione. A proposito... non so se c'è altro paese al mondo in cui i quotidiani, salvo emergenze, dedicano dalle 5 alle 8 pagine alle beghe politiche nazionali, raccontando spesso il nulla.     

Postato da: nicoway a 14:44 | link | commenti (2)
japan

lunedì, 08 agosto 2005
Giapponesi... persone che a volte sembrano di un altro pianeta.

Ieri sera mi trovavo a spasso per Tokyo, nell'area centrale di Shinjuku.  In effetti... non proprio dietro l'angolo...

E' capitato un episodio che mi ha fatto subito dire... questo devo scriverlo, devo trovare il modo per riportarlo. Eccomi qui, ci provo. In questo momento sono stanco, qui in Italia sono le 23, sono rientrato da poche ore e il mio fuso non è rimasto a Tokyo ma come al solito si è fermato a metà strada, su per giù ad est degli Urali, Siberia Occidentale direi, mi sento come se fossero le 3 del mattino, non le 6 am attuali del Giappone e nemmeno le 23 locali, diamoci in mezzo...

                        (un punto in Siberia...)                                       (Mongolia nord occidentale)

Come dicevo mi trovavo a Shinjuku, per la precisione al di fuori dell'enorme e complicata stazione della metropolitana del quartiere. Mi trovavo con Ari, amica e collega di lavoro,  che voleva fare una telefonata nel "fu" belpaese nostro. Individuiamo una serie di telefoni pubblici, inserimento scheda telefonica locale ntt... la tessera non entra, la fessura è troppo stretta, comincia una piccola missione o forse un calvario, occorre trovare un telefono che accetti la tessera, costi quel che costi. Qui inizia il bello...

Cerchiamo di fermare alcuni giovani passanti per chiedere aiuto rivolgendoci loro con un "Excuse me...", mi avvicino loro, tirano tutti dritto senza degnarmi neanche di uno sguardo! senza girare nemmeno la testa! Uno potrebbe pensare che sono dei gran cafoni e ad un certo punto, incredulo e indispettito, l'ho pure pensato, ma non è così. Pian piano comincio a capire qualcosa dei giapponesi, ancora molto poco, ci sono stato poche volte. Il loro non girarsi nemmeno era semplicemente dovuto al fatto che questi passanti non parlavano inglese e piuttosto che dire un NO o un "mi dispiace" in Jap preferivano fingere di non sentirti. Può sembrare scortese ma se si pensa alla difficoltà, al dispiacere  che ha un giapponese nel momento in cui deve riconoscere di non poterti aiutare, cominci a capire e a giustificarli.

Un po' disanimati cerchiamo altri telefoni, stavolta all'interno della stazione. Si avvicina spontaneamente una ragazza chiedendoci in inglese se abbiamo bisogno di aiuto. Ecco la differenza... in Giappone se uno sa l'inglese e ti vede in difficoltà si propone di aiutarti, se tu chiedi aiuto in mezzo alla folla è possibile invece che nessuno si rivolga a te, ma giusto perchè sanno che non potrebbero comunque aiutarti. Un mondo non capovolto ma certo "diverso" dal nostro.  Questa ragazza, che da ora chiamerò per comodità Yoko, si prende a cuore il problema di stì due pirla italiani che cercano un telefono adatto per la loro tessera, quasi fosse l'unico modo rimasto per contattare l'Italia, quella tessera, nel telefono giusto! Ci aiuta a trovare altre cabine, "queste -ci dice- per la nostra tessera andranno bene..." inseriamo, fessura stretta anche qui, non entra tutta. Rimane un po' spiazzata... chiama un operatore dicendo che il malefico telefono jap non permette l'inserimento all' immacolata  e preziossima tessera dei principini italiani. Un dramma! Comincia a scusarsi per averci dato un indicazione non corretta, rimane in linea con l'operatrice che nel frattempo deve aver chiamato l'ambiasciatore italiano per manifestare l'accaduto e il suo personale dispiacere a nome di tutto il popolo giapponese. Nel frattempo smanetto con la tessera, la spingo dentro, ci riesco! inserita! Ma... il japtelefono se l'è mangiata, non da credito e non la sputa più. A quel punto, la tragedia.

Yoko si mette una mano sulla bocca come per dire "cosa ho combinato?". Si ripromette di rimediare in un qualche modo (nel frattempo ha gia' perso almeno 3 treni utili...). Ci dice che cercherà un addetto della metropolitana per aiutarci, scende le scale, torna dopo un paio di minuti con un ragazzo in divisa a cui spiega l'accaduto, lei à mortificata, lui cerca di pensare a come risolvere la cosa. Non sa che pesci pigliare ma non ci può certo lasciare così, devono fare il possibile per farci recuperare la tessera. L'addetto va  a cercare un supervisor della metropolitana! Yoko è piegata in due... a questo punto trascrivo il dialogo:

Nico:    non ti preoccupare, non e' successo niente, vai pure a prendere il treno, e poi... non e' assolutamente colpa tua!

Yoko:     Noooo, e' colpa mia, io vi ho indicato questi telefoni,   it' my fault!!!

N:      No, non e' assolutamente  colpa tua!

Y:      Si', e' colpa mia (affranta...)

A questo punto estrae dallo zainetto una busta con all'interno dei dolci e ce li offre abbassando un po' il capo. Offrirci quei bene era un modo per compensare, scusarsi per il "suo"(???) errore.  

N:     No, perche'? per favore, non c'e' assolutamente bisogno...   (le reistituisco la busta)

Interviene Ari (sensibilta' femminile e conoscenza del Giappone): Nico accetta i dolci, le toglierai parte del peso, del senso di colpa, si sentira' meglio...

Accettiamo i dolci... A questo punto camminando all'indietro e scusandosi in continuazione  Yoko si allontana da noi, la salutiamo increduli. E increduli ci guardiamo io ed Ari. Lo spirito di servizio e di aiuto dei giapponesi sono sconvolgenti, fuori dal mondo... Ah, dopo poco arriva il supervisor con  l'addetto che gli spiega il "disastro". Scrive su un block notes l'accaduto, il tipo di telefono, farà una segnalazione. Ci assicurano che il giorno dopo (sono le 22,30) arriverà un operatore per aprire il telefono "traditore". Facciamo loro presente che il giorno dopo saremo già in viaggio per l'Italia. Sono desolati, il motivo è che una macchina, un telefono giapponese, non è stato all'altezza, provocando un disservizio a degli stranieri. Sembra una piccola "vergogna" nazionale.

E' stata una mezz'ora surreale. Penso abbiamo fatto un passo in avanti per capire qualcosa in più di questo "ancora" misterioso Giappone. Personalmente sono sempre più attratto dal conoscerlo... mi sa che fra un po' mi ritaglierò uno "spazio temporale" per approfondire. Un japtrip in preparazione?

Una nota che non è del tutto una sorpresa. I giapponesi stravedono per l'Italia, per gli italiani... capisco l'Italia, ma gli italiani...! Apro una parentesi su come accogliamo il turista in Italia? su qual'è il livello di servizio ed accoglimento nei nostri 4stellati hotel? di come alcuni "addetti" quando vedono un giapponese pensano a come spennarlo meglio approfittando della loro, a volte, ingenuità e buona fede? Vabbè mi fermo qui...

A proposito, riamanendo in tema Jap, visto che mi era stato chiesto...  il mese scorso proprio a Tokyo avevo rivisto Pezhmann, in gran forma.

Abbiamo parlato tanto, soprattutto cose personali. Il mio vecchio compagno di viaggio ha lasciato Tokyo per Los Angeles una settimana fa, alcuni giorni da trascorrere fra la comunità iraniana più numerosa al di fuori dell'Iran, quella di LA. Un giorno fa mi hanno segnalato la sua presenza in Plaza de Mayo, Buenos Aires, America Latina, ultima tappa del suo giro intorno al mondo cominciato 10 mesi fa.

Postato da: nicoway a 23:33 | link | commenti
japan

giovedì, 21 luglio 2005
Hi Pezh!

Fra un paio di giorni rivedro' un caro amico, un compagno di strada.

Pezhmaan.

Chi ha letto Irantrip magari ricordera' questo nome. Ci conoscemmo a Kerman, entrambi stavamo viaggiando l'Iran in solitaria.

 

                                 (e' quello che si gratta la testona...)

http://irantrip.splinder.com/tag/26_calendari

 

Lui alla riscoperta delle proprie radici, nato in Inghilterra figlio di iraniani, io a cercare di conoscere questo straordinario ed affascinante paese. Entrambi non eravamo alla ricerca di un compagno di viaggio, anzi, credo entrambi evitassimo pure la cosa. Per scelta avevamo deciso di viaggiare soli, ma... in modo naturale ci siamo trovati benissimo e in modo altrettanto naturale abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. Di fatto mi ha riaccompagnato a Tehran per il mio rientro, se avessi avuto piu' tempo a disposizione probabilmente avremmo fatto un altro bel pezzo di strada insieme. Pezh proseguiva... aveva davanti a se un anno intorno al mondo con un round the world air ticket. Un anno che forse gli avrebbe cambiato la vita, sicuramente gliel' avrebbe segnata. L 'Iran era la prima tappa del suo viaggio e gia' da li mi diceva di non sentirsi piu' quello di prima. La bella vita londinese, agiata, ristoranti, pubs, il lavoro esitoso da psichiatra. Pochi giorni di assoluta liberta e distacco da quel mondo unito alla consapevolezza di un anno sabbatico a conoscere e conoscersi meglio lo avevano gia' fatto sentire cambiato, cambiate le prospettive, le cose a cui dare un valore, le cose effimere. Era uscito dal guscio, dalla routine, dal pensare che quello fosse il mondo migliore, l'unico in cui potesse stare bene. Per me la sua presenza negli ultimi giorni iraniani fu molto preziosa, arricchente, sotto tanti aspetti... e fu anche molto divertente la sua compagnia. Si parlava di cose serie, religione, societa', vita, politica. Si confrontavano esperienze, o il fatto che uno fosse cristiano e l'altro mussulmano, per puro caso, giusto per nascita, ma poi nel presente entrambi agnostici e alla ricerca... e a Yazd ci sentivamo entrambi piu vicini a zoroastro che alle nostre religioni di origine... probabilmente ci saremmo sentiti ancor piu vicini e accomunati in una realta' buddhista.

Bene... come dicevo Pezh ha proseguito il suo viaggio e un caso della vita vuole che in questo piccolo grande mondo ci si ritrovi, per caso, senza che nessuno dei due avesse programmato il reincontro. Non sara' a Londra o a Milano, le nostre strade si incroceranno di nuovo a Tokyo. Se uno ci pensa sembra incredibile, che due persone si reincontrino per puro caso e coincidenza in un luogo che non appartiene a nessuno dei due, lontanissimo da entrambi.

Non riesco a nascondere una forte emozione e felicita'. Sono passati 9 mesi, Pezh ha viaggiato per tutto questo tempo andando in direzione est... mi raccontera' dove e' stato e come e' stato, cosa e' eventualmente cambiato in lui. Si parlera' della sua Londra ferita, dalla prospettiva di un british-iranian. Il tutto mangiando sushi e passeggiando fra le luci nipponiche, un un contesto ben diverso dal deserto iraniano.

Metto qui un paio di video, un paio di clips per me divertenti. Lo vedevo scherzosamente come un incrocio fisico fra Freddy Mercury, Cat Stevens e Salman Rushdie... la cosa ci divertiva. Eravamo a Yazd, luogo di magiche atmosfere.

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/IRANchr32viaggiochr32inchr32corso/Mashad/movies/DSCF5520.avi

http://fotoalbum1.aruba.it/fotoalbum_nicoway_it/photos/IRANchr32viaggiochr32inchr32corso/Mashad/movies/DSCF5532.avi

Postato da: nicoway a 00:25 | link | commenti (5)
japan

mercoledì, 20 aprile 2005
Primavera in Giappone

In Giappone e in tutto l’emisfero nord è ormai cominciata la primavera, salvo alcune regioni oltre il 50° parallelo dove mancano ancora alcune settimane…
 
La primavera in Giappone ha un qualcosa di particolare, è un piccolo evento, avviene una sorta di pacata e serena celebrazione collettiva. E’ attesa…  il segnale lo da la fioritura dei ciliegi, chiamata “sakura”.
 
 
Comincia nel sud, parte dall’isola di Okinawa (punto più a sud del Giappone) intorno alla fine di marzo e va spostandosi verso nord, come un fronte che sale. La fioritura dura pochi giorni e il suo arrivo viene festeggiato con passeggiate all’aria aperta, incontri nei parchi e nei lunghi viali, fra pic nic e relax, ad ammirare il risveglio della natura attraverso i colori magnifici di questi alberi in fiore. Dopo alcuni giorni i ciliegi mostreranno solo le foglie verdi, i fiori saranno per terra e i petali coloreranno il suolo di bianco e rosa.
 
 
                                                                    
 
 
 
 
 
                                           (Nara)
 
Lunedì mi trovavo a Nara, centro storico a 30 minuti da Osaka,  sono arrivato appena in tempo, la fioritura era ancora in corso ma agli sgoccioli, il senso di rilassatezza in questo luogo in primavera è grande. Al contrario ad Osaka la frenesia la faceva, al solito, da padrona…
 
 
A proposito di frenesia e stress… ho notato che i giapponesi, soprattutto uomini, bevono veramente tanto, alcool intendo… grandissimi consumatori di birra e vino. Ho chiesto in giro, con un forte timore di mancare di rispetto verso chi mi ascoltava. Il perché, mi è stato risposto, è dovuto al forte stress esistente nelle persone, una vita lavorativa intensa e che mette molto alla prova e quindi genera stress. Non so se sia l’unica ragione, forse è una delle tante. E’ un fenomeno relativamente recente, degli ultimi 20 anni, non so poi se sia a livelli preoccupanti… questo non sono stato in grado di capirlo o approfondirlo in così poco tempo… certo di ubriachi in giro, soprattutto nel fine settimana, se ne vedono e anche persone forse che non ti aspetteresti. Vedere uno in giacca e cravatta  disteso, cappottato in terra, fa un certo effetto, i miei occhi non sono abituati a questa immagine.
 
 
C’è un'altra cosa che ha colpito i miei occhi nella realtà giapponese. Un rispetto incredibile verso i beni pubblici. Mi spiego, mai visto niente di imbrattato o deturpato dai singoli in giro . Metropolitane e aeroporti che sembrano sale operatorie, monumenti ed edifici pulitissimi e privi di qualsiasi scritta imbrattante (non reputerei comunque imbrattanti dei bei murales…). Deduco che il singolo cittadino ha grande senso di rispetto verso i beni comuni.
 
Una curiosità, il Giappone è pieno di macchinette distributrici, per intenderci quelle che da noi forniscono sigarette, bevande, merendine, condom etc…da noi spesso se esposte all’aperto sono imbrattate e talvolta rotte, un po’ come le cabine telefoniche, in Giappone sono “cristalline”. Se ne trovano di diversi tipi, per giornali, cibo, bevande calde, fredde, etc… ad ogni angolo di strada ce n’è una! Ce ne sono circa 4 milioni sparse in tutto il Giappone, una ogni 30 abitanti! Il più alto tasso pro capite al mondo. I prezzi? Ottimi, una bevanda tipo latta di Coca Cola da 400 ml costa sugli 80 centesimi di euro. Da noi devi entrare nel bar e la paghi più del doppio…
 
 
Ma poi cosa succede su larga scala? Il singolo non imbratta ma i governi sembrano avere fatto nel tempo uno scempio enorme del territorio. Guardando il territorio giapponese dall’alto di un aereo colpisce come quasi ovunque vi sia stata messa la mano dell’uomo. Sembra non esserci area di pianura, idrica o collinare “vergine”.
Si fatica a scorgere un pezzo di natura incontaminata.
Ovunque autostrade, ponti, città, villaggi, scavi, sterrati. Il primo pensiero per giustificare questa massiccia “mano” umana sulla natura è l’alta densità della popolazione, quasi doppia rispetto all’Italia, morale... vivono in tanti in un relativamente piccolo pezzetto di terra. Ma questo non basta. Leggendo alcune cose sul tema… riporto direttamente dalla Lonely Planet: “pare che soltanto tre dei 30000 fiumi e torrenti del Giappone non abbiano il corso sbarrato da dighe”!!!. “Oltre alle dighe, sono stati costruiti canali e argini in cemento perfino lungo i più inaccessibili ruscelli di montagna”.
Dove sta una chiave di lettura di questo “interventismo” sull’ambiente?
Sempre dalla LP:
Le aree rurali del Giappone rivestono un’importanza enorme a livello nazionale, in quanto la rappresentanza parlamentare delle medesime è determinata dalla superficie più che dalla popolazione. Al fine di garantirsi l’appoggio del proprio collegio elettorale, i politici delle aree rurali si vedono praticamente costretti a esercitare pressioni per destinare imponenti risorse alla realizzazione di opere pubbliche, dal momento che in queste zone non vi sono molte altre opportunità d’impiego. Si tratta ormai di una consuetudine cui i politici giapponesi non sembrano in grado di sottrarsi, a dispetto dell’impatto negativo che queste opere hanno sull’ambiente e sull’economia nazionale.
Il risultato finale è quello di un paesaggio che in molte zone, ha le sembianze di un immenso cantiere”.
 
 
                  (Osaka Kansai International Airport)
 
Rimango ammirato dal singolo, molto meno da chi li rappresenta (sotto il profilo ecologico…).
 
Di una cosa sono certo comunque: i ciliegi non li taglieranno mai! Crollerebbe qualsiasi governo!
 
(Altre foto in  http://www.nicogallery.com/Osaka-Nara )

Postato da: nicoway a 18:12 | link | commenti (3)
japan

domenica, 03 aprile 2005
Il lungo volo Jap-Ita

Sono circa 12 ore di volo, 8 fusi orari che stendono...  ciò che si sorvola è comunque pieno di mistero, affascinante per me... la Siberia soprattutto.

 

All'andata la rotta passa su Mosca, gli Urali e le steppe sud siberiane verso Novosibirsk, poi si arriva sulla Corea e giù... infilati nel Giappone. Al ritorno la rotta è decisamente più a nord. Si passa sotto a una penisola mitica per i giocatori di Risiko, la Kamchatka. Poi si sale verso Nord, attraverando l'enorme e deserta Siberia. Si passa sopra alla città mineraria di Mirni, poi ancora su, verso Virkuta, già oltre il Circolo Polare Articolo, a 68° gradi Nord e da lì comincia a ridiscendere verso sud, puntando su Arcangelo, importante base marina militare russa, ricordo i sommergibili...  e ormai siamo arrivati... si va verso la Finlandia e giù in Italia.

Perchè tutti 'sti nomi e 'ste rotte elencati? Beh, io di fronte a questi luoghi misteriosi rimango incollato al finestrino a guardare giù, quella immensa distesa di ghiacci e neve, laghi e fiumi completamente ingessati dal bianco,  ogni tanto centri abitanti con ciminiere fumanti e in cui mi chiedo continuamente... ma chi cazz ci vive in questi luoghi?????? come mi piacerebbe scendere di 12000 metri e dare un occhiata...

Il disgelo in quelle lande non è ancora cominciato, la natura è ancora apparentemente ferma, fra un mesetto penso ci sarà un risveglio magico...

Metto qui alcune foto, dall'oblò...

Costa Siberiana sul Pacifico, a sud della mitica kamchatka

Qui siamo intorno al 68° parallelo nord, 80 est... che freddo in queste lande deserte... proprio qui Stalin aveva avuto la sadica idea di mandare tante persone in quei maledetti gulag... li mortaccioni sua!

Qui siamo già nella Russia nord Occidentale, poco passato Arcangelsk, cominiciano i laghi che "culmineranno" in Finlandia

 

Postato da: nicoway a 21:52 | link | commenti (5)
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Osaka, giusto un paio di foto

Una veduta dall'alto, fin qui niente di "strano"...

 

         

Beh qui forse...  a sinistra postazione in internet cafè con poltrona che fa i massaggi. A destra... i giapponesi si divertono moltissimo ad entrare in questi luoghi in cui si fanno foto in automatico, tipo quelli che ci sono da noi nelle stazioni ma molto più sofisticati e tecnologici. Ce ne sono a centinaia in città. Si fanno le foto che poi vengono stampate come piccoli stickers da attaccare ovunque. Prima fanno le foto e poi le riempiono di scritte, messaggini...  chiaramente ne fanno uso soprattutto i giovani, e si fanno delle risate...

 

Postato da: nicoway a 21:01 | link | commenti (1)
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giovedì, 31 marzo 2005
Osaka\fuso

Mi sento veramente in un altro mondo.  Il Giappone. Non è la prima volta che ci capito ma non posso assolutamente dire o pensare di conoscerlo. Mi sembra di catapultarmi su un altro pianeta ogni volta che poggio qui i piedi.

Osservo e non ci capisco granchè, la cosa più banale da dire è che mi sembra di essere in un cartone animato, sembrano ai miei occhi tutti estremamente buffi al limite del ridicolo. Ma non lo sono, lo possono essere solo per chi non conosce come me questo mondo.

Tante cose ci sarebbero da dire, ne escerebbero solo degli stereotipi , tipo hanno stranamente le gambe storte, non dicono mai di no etc... tutto ciò che potrei dire sarebbe frutto di una visione superficiale e non ci sarebbe niente di male a farlo, lo farei ma... sono cotto, stracotto. Il fuso orario, la luce del sole al momento sbagliato, l'abbondanza di colori nei negozi, il tutto  mi stordisce.

E quindi mi fermo qui... anzi... aggiungo che sto' posto mi incuriosisce molto e ... sono il popolo più  cordiale  e delicato che io abbia mai conosciuto. Anche questo è  frutto di una visione superficiale ma condivisa da chi conosce un po' questo paese. Un giorno credo ci verrò con calma, per cercare di conscerlo un po', impresa impossibile poter dire anche dopo poche settimane, "lo conosco un po'". Troppo "altro pianeta".

Mi si incrociano gli occhi dalla stanchezza, ma la cosa pazzesca è  che malgrado questo non ho sonno... è possibile?  Si, il jet lag fa degli scherzetti incredibili.

Postato da: nicoway a 15:16 | link | commenti (4)
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