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mercoledì, 29 novembre 2006
Un nuovo cammino

Volevo tranquillizzare chi ogni tanto passa da questo blog e non trova aggiornamenti.

Sto bene, sono vivo e vegeto. Ho avuto un illuminazione e ho deciso di intraprendere un nuovo cammino, spirituale. Sto facendo pratica nelle strade di San Paolo. Tutti mi trovano invecchiato, coi capelli bianchi, c´e´ chi mi osserva incuriosito, chi mi chiede di cosa mi "faccio". Io mi vedo normale. Secondo me sono gli altri quelli "fumati" che mi vedono un po´ pazzo. Inserisco un video in cui sono stato filmato...

http://www.youtube.com/watch?v=U711t-wXmZs

L´altra sera ad un compleanno ho filmato una scena bellissima. Una bambina stupenda di nome Mel che ballava in braccio alla madre. Per me e´ carica di significati di cio´che il Brasile e´ al di la dei tanti banali e superficiali stereotipi.

http://www.youtube.com/watch?v=vf64aHYeI3U

Segnalo l´ imminente uscita (1 dicembre negli USA) di un film da denunciare: Turistas. Si pensa addirittura possa pregiudicare il turismo. Offre l´immagine di un paese pericolissimo. Ad un gruppo di turisti US ne succedono di tutti i colori, cose orrende come sequestro e espianto degli organi. E´ vero che il crimine e´ presente in Brasile, impossibile negarlo. In molti luoghi occorre tenere gli occhi aperti. Ma da li a farne un film che rischia di dipingerlo come un inferno... Un po come se Hollywood facesse un film dipingendo la storia di ragazzi stranieri che arrivati in Italia, vengono ingannati da un taxista dinonesto che li porta in  stazione,  assaltati appena scesi dal mezzo, in seguito sequestrati e sciolti nell´acido da parte un clan mafioso. Beh, credo ci sarebbe un intervento del governo. Auspico che il governo brasiliano intervenga.

Mi hanno raccontato di uno studente US venuto in intercambio a Campinas, citta´ vicina a San Paolo. Il ragazzo era arrivato con grande competenza su usi e costumi del paese che lo avrebbe ospitato.... aveva infatti fatto arrivare scorte di acqua minerale in un container perche´ pensava che in Brasile l´acqua non fosse minerale e potabile!!!!!!!!!

Nelle scorse settimane mi trovavo a Buenos Aires e mi colpiva la poca informazione corretta che circolava in ambienti culturalmente preparati in merito all´Ir#n.  Piu´ o meno questa: paese pericoloso, gente di cui non fidarsi, terroristi. Scambiavano il popolo con il loro governo. I media parlano solo del governo,  l´Ir#n viene nominato solo per le nefandezze di chi lo governa,  spesso l´unica cosa che passa in video e´ il film "mai senza mia figlia". Da li´, chi non ha motivo, tempo, voglia o interesse di approfondire si crea un immagine fatta spesso di stereotipi e pregiudizi. Per questa ragione i media e l´industria cinematografica dovrebbero essere attenti a non alimentare gli stereotipi. Dovrebbe essere loro compito romperli, INFORMARE.  Ma che discorsi faccio... e´utopia pura.

Postato da: nicoway a 17:54 | link | commenti (1)
america latina

venerdì, 23 dicembre 2005
Appunti sparsi...

Qualche appunto dal Brasile, cose che mi passavano per la testa pochi minuti fa davanti ad una bella "fetta" di picanha.

La moneta brasiliana, il real, si e´ svalutata del 9% in una settimana rispetto al dollaro US. Quando ieri ho letto il titolo sul giornale mi ha fatto piacere. Credo sia frutto di una giusta strategia del governo. Cominciano le vacanze estive in America Latina, il Brasile e´ decisamente piu´ caro dei vicini, Argentina, Uruguay etc. A novembre Buenos Aires era invasa da turisti brasiliani assatanati negli acquisti. In quel momento pensavo a quanto bene stia facendo all´Argentina il cambio "svalutato" rispetto  alle monete forti. Mantenendo il valore del peso molto basso hanno fatto si che il paese sia diventato una destinazione turistica gettonatissima e alla portata di tutti. Il turismo sembra fare da traino per molti settori. A Baires stanno ristrutturando vecchi edifici per farne hotel di lusso. Nella zona di Puerto Madero mi pare di aver capito che verra´ costruito il piu´grande hotel di tutto il Sud America, 1500 camere.

E il Brasile, mi chiedevo... continueranno gli argentini ad andare a Florianopolis per le vacanze di gennaio? Il paese e´ caruccio in questo momento prendendo come riferimento standard latinoamericani. Per fare qualche esempio, la benza costa 90¢ di euro, un biglietto di metropoitana a San Paolo 80¢, di autobus 75¢, il taxi costa il triplo rispetto all´Argentina. Gli hotel sono decisamente piu´cari... spesso mi chiedo come facciano i brasiliani a starci dentro... il turista comunque e´ altra cosa, un´altro tipo di bestia... da spennare... Biglietti aerei cari alla follia, anche rispetto a standard europei.

I pc... cosa che mi fa molto incazz... costano circa un 50-75% in piu´ rispetto all´Europa. E´ uno scandalo... tutta l´elettronica ha prezzi esagerati e che non so come giusticarli, un imposizione fiscale esagerata? dazi? non so.... in un paese con cosi tante persone con basso salario lo vedo come uno sciacallaggio.

Il Brasile svaluta, mi pare saggio... in questo momento dovrebbe comunque dare un ulteriore colpetto alla sua moneta.

 

Il brasiliano che lavora nel settore dei servizi ed ha un contatto col pubblico sorride 9 volte su 10... e´ gia´ sorridente e ben disposto ancora prima che tu ti presenti davanti a lui... lavora col sorriso, semplice. E da noi???

Alcuni mesi fa sono capitato in un ristorante di Milano il cui proprietario voleva solo camerieri brasiliani, scelta azzeccatissima, direi... L´attenzione che ti da chi eroga un servizio da queste parti? avanti anni luce rispetto a noi, un altro pianeta. Questa non e´assolutamente una mia scoperta recente... da sempre mi colpisce questo fatto in Brasile.

 

Evo Morales, neoeletto Presidente della vicina Bolivia. Ieri mi pare abbia definito Bush, in un´intervista ad Al Jazeera, un "terrorista". Per me ha sbagliato, di grosso. Sbagliato per me usare quella parola con tale facilita´, pericoloso... Ci sono tanti altri possibili attributi con connotati negativi che si possono usare. Spero che non crei un asse con altri due personaggi latini che non hanno per niente chiaro il concetto di democrazia, demagogici e poco amati dal loro stesso popolo... mi par meglio lavorare in asse con un Lula... un Lula che ieri ha dichiarato che 4 anni di governo, per cambiare un paese, son pochi. Lo dice da sempre, come dargli torto... ma i brasiliani cio´che non sembrano proprio perdonargli e´ la mancanza d´etica del suo staff. Per decenni hanno predicato bene e quando sono arrivati al potere hanno razzolato male, come tutti gli altri che li hanno preceduti.

Ora cominciano le vacanze, estate... spiaggia, divertimento, carnevale... i brasiliani si distrarranno per un paio di mesetti. L´allegria prendera´ il posto delle eventuali difficolta´, della vita non facile. Il Carnevale per alcuni giorni fara´sentire importanti gli ultimi... sfileranno nel sambodrono a testa alta, protagonisti, applauditi e ammirati per un giorno all´anno.

(appunti scritti il 21/12, postati il 23/12)

 

La bambina nella foto sopra ballava samba, a San Paolo, domenica sera, nell'ensaio della scuola di samba "Mocidade". E' la preparazione per sfilare nel sambodromo, a Carnevale. 

La bambina sotto ballava carimbo', danza tipica dello stato di Para' (foto fatta un mese fa a Belem).  Entrambe si muovevano in modo veramente incantevole.

 

Postato da: nicoway a 12:50 | link | commenti (8)
america latina

giovedì, 15 dicembre 2005
Colombianos...?

Un titoletto molto impegnativo...  descrivere un po'  i colombiani. Sarebbe troppo presuntuoso poter dire come sono, descriverli, dopo aver trascorso in questo paese solo un paio di settimane. Oltre che presuntuoso sarebbe sbagliato perche' si rischia al solito di generalizzare. Ma facciamo cosi', ne parlo come ne parlerei ad un amico che al ritorno mi chiedesse "come sono i colombiani"? Quindi in modo molto semplicistico... e le colombiane? questo lo raccontero' solo personalmente, confermo comunque gia`da ora la "fama" che hanno: belle.

Perche' voglio parlare un po' dei colombiani? primo perche' fuori piove a dirotto (come quasi tutti i santissimi pomeriggi) ed e' quindi un buon momento per investire il tempo scrivendo. Secondo e piu' importante, perche' credo di Colombia si sappia ben poco da noi, io per primo mi sono accorto di essere estremamente ignorante in materia. La mia immagine della Colombia prima di piombarvi? un paese di persone pericolosette, trafficanti di droga, inaffidabili. Pochi episodi mi riportavano al paese, attraverso le news, in questi ultimi anni. Un terremoto devastante ad Armenia; un vulcano che seppelisce un intero paese, Armero; un pazzo che all'uscita da una discoteca uccide un calciatore reo,  mi pare (il calcio non lo seguo...), di aver sbagliato un rigore al mondiale. Pablo Escobar...  il cartello di Medellin, quello di Cali... Sempre notizie e immagini di "piacere" vero? E' forse questa l'immagine anche per chi  legge questi appunti? (per me lo era...)

Vorrei ridimensionare un po' questa immagine. Vediamo...

Medellin. Era capitale del narcotraffico negli anni '80 e inizio '90, non era certo un idillio di luogo...   da quando e'  caduto Pablo Escobar ed e' stato smantellato il suo impero, la citta' ha recuperato in pochi anni terreno ricominciando a dedicarsi ad attivita' "pulite". I paisas, gli abitanti di Medellin e della regione di Antioquia, sono notoiper essere ottimi commercianti, preparati, gran lavoratori. Cosi' come furono dei grandi nel commercio "sporco", sono dei grandi in quello pulito. A Bogota' molti dei commercianti sono di origine paisa e, l'ho sperimentato in diversi settori, sono ottimi. In tutto il paese gli riconoscono questo spirito, un po' come per noi i milanesi... con la differenza che qui tutti ti fanno un gran sorriso e ti conquistano con i loro gradevoli e accomodanti modi...

Mi ricordo di Valderrama, il calciatore con quella chioma stravagante... o Asprilla, considerato pazzerello a Parma...  di loro mi ricordo bene di altri non sapevo granche' prima di venire qui, per mia ignoranza. Fernando Botero, Gabriel Garcia Marquez... e poi, Shakira, Juanez e Montoya (che per arrivare dove sono arrivati si son fatti un bel culo, partendo dal basso...). Si dice che i genitori di Montoya chiedevano un passaggio negli aerei cargo che trasportavano l'auto del figlio per poterlo seguire negli USA, il biglietto aereo rappresentava un costo elevato per loro...

Le Universita' di Bogota' sono numerose e di alto livello. Mi sembra che la preparazione che forniscono e l'impegno che pretendono mediamente dagli studenti sia decisamente superiore al nostro. Tutte le famiglie con un minimo di possibilta' cercano di mandare i figli all'Universita', danno gran valore all'istruzione e sanno che e' forse l'unico per garantire al figlio una vita dignitosa. Si verifica pero' un paradosso. Sono talmente tanti gli studenti con buona preparazione  e voglia di spiccare che il mercato locale non riesce assolutamente ad assorbirli. Pochi posti qualificati per tanti competitivi laureati. Chi "conquista" un lavoro cerca di tenerselo stretto perche' sa che fuori c'e' la fila di persone ugualmente preparate e pronte a sostituirlo. Questo fa si che il gli imprenditori si approfittino dei dipendenti, sottopagandoli, chiedendo prestazioni fuori orario, non pagate. Se non ti sta bene e "scoppi", nessun problema, c'e' la fila di persone disposte ad accettare quella condizione e quella forma di mobbing. Paradossalmente ora e'  piu' facile trovare un lavoro non qualificato che uno che lo sia. Il tasso di disoccupazione e' alto e tanti colombiani cercano prospettive di vita fuori dal paese. Negli Stati Uniti sono riconociuti come gran lavoratori, affidabili, seri. In tv hanno intervistato una signora colombiana che fa la taxista a Tokyo...  diceva di essere andata in Giappone in cerca di nuove prospettive di vita, parlava perfettamente il giapponese... 

Sono un popolo molto creativo. Inventano piccoli business, escogitano infiniti modi per sopravvivere guadagnando da commerci mai visti prima. Creativita` spiccata... per necessita'...  mi chiedo come popoli altrettanto "necessitati" non sviluppino la stessa vena creativa. Dipendera' dal clima gradevole? da una certa storia? boh...   Qui hanno inventato la "vendita del minuto". Ci sono persone per strada che ti offrono il minuto al cellulare, sono in tanti, spesso giovani disoccupati con un paio di telefonini in mano. Dove sta il business? questi ragazzi comprano pacchetti di minuti dalle compagnie telefoniche, diciamo che comprano i minuti all'ingrosso, ottenendo tariffe molto convenienti. E cosa fanno? semplice, rivendono ai passanti il minuto ad una cifra inferiore a quella che paga un semplice utente. Si verifica che tante persone, pur dotate di telefonino, usino questo servizio perche' costa meno di quello che pagherebbero con il loro. E allora perche' tutti comunque si comprano il cellulare? per ricevere le chiamate, principalmente...  che arrivano da chi vende "il minuto". Chiaro che uno puo' starci anche venti minuti al telefono...  "minuto" e' simbolico.  Il costo di un minuto varia dai 200 ai 300 pesos, corrispondenti a 75cent di€ o 1,15 €...  puo' servire come idea per qualche disoccupato del Belpaese?

Hanno inventato modi geniali per trasportare la cocaina  fuori dal paese. Presente i colletti delle camicie duri? si usa una sostanza particolare per indurirli... qui alla sostanza aggiungevano cocaina...  arrivati a destinazione, spesso negli USA, applicavano un processo da loro "brevettato" per sciogliere la polvere bianca dal resto...  

I Presidenti della Repubblica  precedenti a Uribe usavano un aereo presidenziale piuttosto vecchiotto e superato, i colombiani sono arrivati a chiamarlo "cafetera"...  e' stato scoperto che in un vano dell'aereo addetti dell'aeroporto infilavano polvere bianca e a destinazione l'aereo veniva revisionato da "amici". Chi poteva sospettare che addirittura l'aereo presidenziale potesse caricare polvere??? ad insaputa chiaramente di presidente, scorta, piloti...  e chi si poteva permettere all'estero di fare un ispezione sull'aereo presidenziale. Il tutto venne scoperto... ma solo pensare di poter escogitare un simile metodo di trasporto me li fa apparire addirittura piu' "brillanti" dei napoletani in quanto ad ingegno e creativita'. La stessa creativita' che hanno usato in attivita' illecite (una nettissima minoranza di colombiani si dedica a queste attivita'),  i colombiani (la stragrande maggioranza di loro )la usano nella vita quotidiana, in attivita' perfettamente legali.

 

Cambio un attimo discorso...  torno ad un tema triste, i recicladores.

L'altra sera ho conosciuto Carlos. Erano le 23,30lo vedevo al di fuori della mia finestra a dividere la monnezza, in ginocchio, con 4 sacchi neri. In uno metteva carta, nell'altro vetro, latine etc...  uno dei tanti "recicladores".

Sono uscito di casa inciabattato e mi sono avvicinato a lui. Ha comiciato a raccontarmi. Venezuelano, 44 anni, mal portati, direi...  e`scappato da Caracas 20 anni fa perche' ricercato dalla polizia, mi dice che era un "ladron y mas cosas...", insomma non era uno stinco d'uomo.  Arrivato in Colombia ha trovato un opportunita' di vita, ricilare dalla monnezza, questo gia' 20 anni... mi parla della Colombia come di un paradiso, un luogo che gli ha dato un'opportunita', un "lavoro" per vivere senza bisogno di rubare come era costretto a fare in Venezuela. Non e' mai piu' tornato nel suo paese... 

Guadagna circa 10000 pesos al giorno, circa 4€, la meta' la spende in basuco... gli chiedo perche'? me lo mostra, mi mostra la pipa... 5 pippate al giorno, 1000 pesos l'una. Che dire... arrivo alla conclusione che questa merda di droga gli consente di sopportare una vita tremenda, lo anestetizza la mondo, gli permette forse di avere allucinazioni positive. Che ne so...  consuma basuco da quando e'  arrivato, quindi da 20 anni. Mi dice che il segreto e' saperla usare bene, conescerla a fondo, dosarla, non esagerare. Se sbagli sei finito. Bisogna "pilotarla", mi dice. Sara' cosi'?

 

Poco prima, all'incrocio fra la Calle 10 con Carrera 4 avevo rivisto Luis, con molto piacere, ci siamo riconosciuti, una bella stretta di mano e un piccolo contributo che lo poteva aiutare... a mangiare spero, e a non comprare basuco.

Stava rovistando nella monnezza e mangiava rimasugli da arance spremute dal locale accanto, c'erano scatolette e verdura da cui aveva "spizzicato". Mi racconta di essere stato raccolto la sera prima dalla polizia, niente di nuovo, gli capita spesso. A tutti loro capita spesso, anche a Carlos. Rovistano nell'immondizia e spesso lasciano i pacchi neri aperti quando se ne vanno, il cibo e i rifiuti invadono i marciapiedi. Questo chiaramente non piace molto alla gente che vive in zona e la polizia quando passa e li vede rovistare li carica e li porta in una zona vicino al mataderos. Mi dicono che li vengono maltrattati e trattenuti 24 ore, senza poter toccare cibo. Quando escono sono affammati e senza soldi per compare, si buttano  sugli scarti degli altri...  ma che cazz di vita e'??? povera gente.

 

I colombiani sono un bel popolo, assolutamente sorprendenti, in positivo. Chiudo cosi', pochi spunti. Ho parlato di cose che mi sono state raccontate e spiegate da amici, conoscenti e, al solito... taxisti...  come a Baires molto desiderosi di chiacchiere e di spiegarti il perche' il loro paese e' ben diverso da come lo immaginiamo "fuori". Ieri uno di loro mi diceva di quando un gruppo di messicani gli chiedevano spaventati se era vero che sulle montagne che dominano Bogota' c'erano guerriglieri, e che da un momento all'altro potevano piombare in citta'...  un po' come a Fort Apache...  La mia amica Ale mi raccontava di quando e' andata ad accogliere amici spagnoli all'aeroporto, avevano solo "fruit e ciabattine infradito"... venivano in un paese tropicale, in fondo...Forse non avevano letto prima che la citta'  si trova a 2600 slm e che a queste altitudini anche all'equatore fa freddino. Sono qui da 8 giorni, la temperatura credo abbia superato i 20 gradi una sola volta. Alla sera esci con maglione e giacca, quasi tutto l'anno, con una temparura notturna mai superiore ai 12 graditos... quanto poco sappiamo di Colombia... non che sia fondamentale "sapere" della Colombia, sia ben chiaro, credo che tutti dormiamo bene lo stesso alla notte...

Ah, mi sono ricordato di una cosa che mi e' stata raccontata in Brasile da una ricercatrice universitaria di Campinas, Sao Paulo. Uno studente statunitense viene per un intercambio a Campinas. Al suo seguito arriva un carico di acqua minerale rigorosamente US, "potabile". Credeva di arrivare in un luogo in cui la gente beve acqua sporca dai fiumi, un luogo infestato dalla malaria e da malattie tropicali. Il professore si e' rifiutato di ospitarlo... non credo perche' sdegnato e offeso, credo invece perche' decisamente insofferente verso un tale livello di ignoranza. Questo e' capitato nel XXI secolo, esistono tanti mezzi per documentarsi prima di partire per trascorrere un anno nella "giungla" paulistana. Archi e frecce...

Postato da: nicoway a 21:16 | link | commenti (2)
america latina

martedì, 13 dicembre 2005
Bogota`

 

 (Plaza Bolivar)

Nel titoletto ho messo Bogota´ perche` in realta` della Colombia non conosco altro. Beh, non che di questa citta` ne capisca poi tanto... E` la seconda volta che ci vengo. La prima, nell' autunno del 2003, rimasi una settimana "blindato" in citta' senza trovare il coraggio di uscirne a causa del potenziale pericolo legato ai sequestri. Ascoltavo i consigli di amici, molto premurosi e protettivi, forse troppo...   Avevo comunque la possibilita` in quell' occasione di rompere decisamente tanti stereotipi che avevo sulla Colombia. Lo vedevo come un paese pericolosissimo, con gente troppo passionale e violenta, con un'economia fondata sulla cocaINA (specifico INA perche' la foglia di coca e` addirittura benefica e sacra per tante popolazioni, e` la INA che puo`essere una merda!!!). Di questo paese conoscevo molto poco e quel poco era assolutamente "stereotipato". Bastarono un paio di giorni per cambiare la mia visione della Colombia e darmene una piu´ veritiera. Il paese ha cominciato ad apparirmi solo "loco", nel senso di strano, anomalo...

Come dicevo...Bogota`.

Citta` a 2600 metri slm. Si estende da nord a sud seguendo una catena montuosa che diventa un gran punto di riferimento negli spostamenti in citta`,  guardando a destra o sinistra sai se stai andando verso sud o nord, non e` male...  fra l` altro la catena montuosa e` spettacolare, verdissima, nei rari momenti di cielo azzurro illumina la citta` e ricorda che non solo siamo in montagna ma che siamo in un  paese tropicale con una vegetazione lussureggiante, un verde che lascia a bocca aperta.

Circa 6500000 di abitanti, normale per una capitale latinoamericana. Ma veniamo alla prima cosa che mi sorprende e che ha a che fare con nord-sud...

 

Nord-Sud... e centro "cuscinetto"

                            (nord)                                                 (sud)

Come ogni citta'  latina ha zone ricche e zone povere ma a differenza delle altre qui c' e'  una spaccatura geografica molto evidente. La parte sud e `vasta e non ci sono quartieri "bene". La zona nord e'  altrettanto vasta e i quartieri assomigliano a quelli di Cambridge, Massachussets.

                                                                                                                (nord)

Sono kilometri e kilometri di quartieri di classe media o alta, eleganti ed ordinati. Ieri all' ora di pranzo ero a sud per comprare alcuni dvd di cinema colombiano (chiaramente roba non "pirata"...), caos e disordine tipicamente latini. Alla sera ero nella zona nord, ordine, pulizia, lusso, ambiente da "primissimo" mondo. Due citta` collegate ma completamente divise da un punto di vista sociale ed economico.

 

(sud)

Nel mezzo, fra le due realta', il centro. La piazza principale, Plaza Bolivar, i centri del potere. Il quartiere storico coloniale della citta`, la Candelaria. Infine un area che definisco di frontiera, sporca, pericolosa, piena di traffici e commerci illegali, prostituzione di bassa lega, "transitabile" con molta cautela di giorno, da evitare di notte. Il cuore di questa zona di frontiera era il Cartucho, una zona di cui parlero` piu' avanti.

 

(centro)

Le abitazioni e le zone sono classificate in "estratos". La scala va da 1 a 6, dal piu ' povero al ricco... senti quindi dire "quelle case sono estrato 6", "quel quartiere e` estrato 2". Impossibile trovare uno strato 6 a sud, possibile trovare uno strato 1 a nord, ma lo vedrai arrampicato sulla montagna... come sui morros di Rio.

 

                      (estrato 6)                                       (estrato 1)

Nella zona nord ho visto cose che mi hanno colpito in quanto a sviluppo tecnologico e servizio, cose che, forse per distrazione, non avevo visto in nessun altro luogo, Giappone e USA inclusi. Ad esempio il servizio bancomat drive trhu, fai bancomat senza scendere dall'auto. Un altro, entri in uno sportello bancomat e ti ritrovi, al lato delle macchine dispensatrici di banconote, due telefoni collegati con la banca 24 ore su 24 e dei pc con cui comunicare con la stessa sempre che tu sia loro correntista, tutto questo anche alle 3 del mattina.

 

 

Nella zona sud, nell'altro mondo, ho visto una cosa che in nessun altra citta` del mondo latino avevo visto: un numero impressionante di vagabondi e "barboni" (che brutto termine...).

 

 

Ce ne sono in una quantita` assolutamente spropositata e in condizioni penosissime, neri come il carbone, drogati da quella merda ancor piu'  merda di droga che e'  il locale basuco ( intruglio di scarti di sostanze quali cocaina, eroina, allucinogeni, calce), una vera bomba. Una droga molto economica, la droga degli indigenti. 

 Mi chiedevo come fosse possibile accettare questa indigenza, poter convivere con questi esseri umani che assumono contorni piu'  animaleschi e infernali che umani... mi dicevano che qui non ci sono strutture che aiutano questi uomini, forse in fondo non vogliono neanche essere aiutati , soffocati dalle droghe, ormai caduti troppo in basso. La polizia... li tratta malissimo, ieri ne ho avuto una prova con un signore molto malandato caduto per terra, ai bordi della strada. Il trattamento non e` stato fine...   Non e` difficile parlare con loro, sono contenti di dirti il nome, da dove provengono, il difficile per me e`star loro vicino piu` di 2 minuti, il loro odore e` veramente "pesantissimo", stringer loro la mano... lo fai, ma porca puttana, non riesci a non avvertire una sensazione sgradevole, stai toccando prima della mano uno strato di sudiciume che ti fa "senso". Insomma e` duretta per me rapportamici, niente comunque rispetto alla loro vita, quella si`, non si puo` nemmeno definire dura. Non ho un termine per definirla... indegna?  si puo' definire indegna una vita che un'altra persona vive? boh... probabilmente con il mio metro si...

Mi sono stampato la foto di Manuel Luis Sanchez Rincon, cartonero... forse qualcuno lo ricorda, dal blog di Enzo Baldoni http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_2.html#cartonero .  Volevo passargli la foto che gli aveva scattato Enzo, passargli qualche banconota dicendo che proveniva da quell' omone italiano che lo flashio' di notte. Chiedergli se si ricordava di quell' episodio, di quel granduomo... ho chiesto  a dei suoi colleghi se  conoscevano Manuel , ad alcuni dei tantissimi che fanno il suo  stesso lavoro e che hanno sembianze spesso incredibilmente simili. Il nero del corpo, i vestiti, i capelli...

 

 

Tutti mi dicevano di conoscerlo, che probabilmente l'  avrei trovato in certe vie, in certi orari...  dubito che realmente lo riconoscessero dalla foto, anche se da quella foto sembrerebbe inconfondibile, gli occhi...  ma fatti di basuco, stanchi, spiritati, tutti e tutti molto simili. Facile confondersi guardando un foto. Addirittura una donna che vende mais in Piazza Bolivar mi diceva che sara´ un impresa molto ardua riconoscerlo...  parecen todos iguales, mi dice, ed e'  relativamente vero.

 

(Luis)

             (Victor Herman)                                        (Jaime)

Enzo Baldoni... 

Mi sono riletto il suo blog Locombia http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_1.html. Mi e` servito. Mi da tanti spunti, lo trovo un documento eccezionale. Ho parlato dell'omone ad alcuni amici colombiani. Lo ritengono un mezzo pazzo. Uno che sta per essere sequestrato, poi "salvato" dall' alcalde indigeno in una "brillantissima" trattativa con i sequestratori... beh che l' Enzo scriva una lettera al Comandante che lo stava sequestrando per chiedergli di prendere un caffe'  insieme...  le facce dei colombiani al racconto sono eloquenti...

 

(ho rubato questa foto dal suo blog, spero non se ne voglia...)

 

...ma Baldoni, non lo sanno, dovrebbero leggersi tutto cio' che ha scritto, era veramente speciale. Lui certe cose poteva farle, aveva un coraggio straordinario, un sesto senso sviluppatissimo  o forse semplicemente come dice lui nel blog... O forse, come dice Jacopo Fo, la mia salvezza è che non capisco bene cosa mi succede intorno, e passo attraverso la vita come un sonnambulo sul cornicione, senza farmi male. Chi lo sa.

Il mio appartamentino e'  in una casa coloniale nel cuore della Candelaria, a 5 quadras dalla piazza Bolivar, 500 metri in discesa e si arriva al cuore della Colombia, al suo kilometro zero.

(calle 10)

Il primo giorno scendo questa strada, la calle 10, e appena prima di arrivare alla piazza mi blocco, alla mia destra c'e'  L´Hotel de la Opera, quello che Baldoni considerava la sua casa a Bogota`. Un bellissimo hotel, con molto charme. Solo alla sera mi decido ad entrarvi e fare il suo nome a chi sta alla reception. Chiaramente lo ricordano molto bene, si emozionano. Mi ricordano di quando lessero della sua morte su El Tiempo, lo chock per tutti loro. Evidentemente anche la´ aveva lasciato un segno.

                                             (Hotel de la Opera)

Guerriglia

La Colombia e` un paese estremamente complesso ma a quanto pare solo per chi non lo vive. I colombiani conoscono bene i metodi, le strategie del governo, il ruolo della guerriglia, i codici. Il dove poter andare con una certa sicurezza e tranquillita'  nel paese. Per questo tutti ti dicono di chieder ai locali  prima di incamminarti in una certa area... la situazione sicurezza cambia con una certa frequenza.

La prossima volta che ad un banchetto di una festa di Liberazione vedo una raccolta fondi in favore delle FARC mi fermo e chiedo spiegazioni. Chiedo a chi c'e' dietro il banco se e` mai stato da queste parti, se ha mai parlato con i colombiani per sapere cosa ne pensano di questi guerriglieri. Quando ho detto ad alcuni colombiani che da noi c' e'  chi raccoglie fondi per questi signori hanno fatto facce veramente incredule e incazzate. Questi signori 50 anni fa avevano un' ideologia e lottavano per un ideale, ora sono solo dei banditi che creano tanto dolore alla popolazione, sequestrano terreni cacciando i contadini che li' vivono, commerciano in coca, uccidono, fanno attentati alla popolazione civile E da noi c'e' chi gli manda finanziamenti?  Chavez, il presidente venezuelano, e' stato beccato dall'intelligence colombiana ad inviare fondi e probabilmente armamenti alla guerriglia. Quando Chavez ha scoperto di esser stato "beccato" ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche (cosa che sembra essergli quasi riuscita ora con il Messico per aver umiliato il presidente Fox alla cumbre di Mar del Plata) con la Colombia. Mi chiedo il perche' questo passo non sia stato fatto dalla Colombia verso di lui.

Alcune decadi fa vennero create milizie paramilitari per contrastare la guerriglia. Nel tempo sono diventati banditi che non solo contrastavano le FARC ma facevano i loro sporchi interessi economici ormai slegate dal controllo goverantivo. La Colombia si ritrovava ora con altri gruppi di guerriglieri,  schegge impazzite che attuavano nello stesso modo delle FARC, scacciando, sotto la minaccia di morte, i contadini dalle loro terre, sequestrando, commerciando in droga. Nel mezzo, il popolo, vittima di movimenti guerriglieri ormai privi di qualsiasi ideologia, criminali organizzati in bande, cartelli della droga, operazioni del governo per contrastare gli uni o gli altri con operazioni di guerra. Insomma un bel casino povera Colombia. Un paese stupendo ma con una grande sfiga... essere un potenziale produttore di un prodotto molto richiesto sui nostri mercati, la foglia di coca e, da li, la cocaina. Chiaro che non tutti problemi originano da li... ma se non ci fosse questo "bene prezioso" probabilmente non si formerebbero tanti interessi che poi generano violenza e morte.

La Colombia non e` solo coca... c' e'  tanto di piu'. Industrie manifatturiere, prodotti agricoli, un potenziale turistico enorme vista la bellezza del paese, un popolo altamente alfabetizzato e ben istruito. La coca e' apparentemente un fenomeno marginale, che tocca poche persone nel paese, ma e' quello che ha maggior incidenza negli equilibri del paese. L'immagine della Colombia nel mondo e' pessima, di questo i colombiani ne sono consapevoli e ne soffrono. La realta'  e' veramente molto diversa...

Mulas y Mulos

Questo termine definisce quelle persone che si riempiono lo stomaco di pacchettini con all'interno cocaina per portarla nei paesi "consumatori", superando i controlli antidroga con una certa facilita' ma non senza rischi, anche fatali.

Ricordo anni fa di aver letto di un colombiano a cui era esploso un pacchettino nello stomaco in un hotel mi pare di Roma. Avevo quasi gioito, devo riconoscerlo... in fondo lo vedevo come un delinquente che portava coca da noi. Ora non piu', e' spesso un pover uomo, una povera donna, senza prospettive economiche di vita qui in Colombia, uno che viene utillizzato come mulo, sapendo di rischiare la vita, con una paura folle, una grande sofferenza nel sottoporsi ad una prova fisica pesantissima, per una cifra che di certo non gli cambiera`la vita ma che se portata a buon fine gli consentira' di respirare un po' con 3000 US$ a disposizione.

Lo schema piu' meno e' questo. Persone di bella presenza, quindi meno sospettabili, vengono contattate attraverso una rete di conoscenze. Viene fatta la proposta, allettante per chi e' povero e senza lavoro, ma rischiosa e penosa. Se si accetta non lo si rivelera`alla famiglia. Il trafficante comprera' alla persona il biglietto aereo andata e ritorno, gli dara' una somma che gli permetta di soggiornare alcuni giorni nel luogo di destinazione, l'indirizzo di un hotel e una minaccia...  se scappa con la droga le vittime saranno i famigliari rimasti in Colombia di cui hanno tutti i dati.  L'allenamento sara` fatto ingoiando grandi chicchi d'uva...  quando la gola sara` addestrata si potra'  procedere. La coca viene inserita in pacchettini fatti con il lattice di preservativi o con i guanti usati dai medici. Chi li ingoiera` osservera` con attenzione che siano chiusi bene, basta uno che si apra nello stomaco per provocare overdose e morte. La "vittima", cosi' la chiamo, ingoiera' dai 60 ai 100 pacchettini, dipendendo dal sesso e dal fisico (un uomo grande e grosso ne portera' un centinaio, una donna minuta una sessantina). Ma pensiamo... 60 pacchettini nel nostro stomaco...  L'operazione di ingoio sara'  fatta poche ore prima della partenza, da quel momento infatti la vittima non potra'  piu' mangiare ed entro 24 ore dovra' essere a destinazione, seduto su un water. Sempre che non si sia aperto niente, che le autorita' non abbiano nutrito sospetti (negli US in caso di sospetto ti possono sottoporre a raggi X all'interno dell'aeroporto stesso), e che tu abbia resistito dall'andare di corpo nelle 24 ore... se a destinazione manca qualche cosa i trafficanti lo comunicheranno ai colleghi colombiani e li scattano le ritorsioni sulle famiglie che probabilmente pensano il figlio sia andato alcuni giorni in vacanza a Cartagena a trovare un caro amico...   Non riesco proprio piu'  a provare  un sottile piacere sapendo che un mulo è "esploso", anzi mi  vergogno di aver sentito un piacere.

C'e' un film colombiano che mostra benissimo questa realta': "Maria llena eres de gracia", negli US il titolo e' "Maria full of grace". Per chi degli amici fosse interessato portero' con me in Italia il dvd...  uno di quelli comprati ieri nella zona sud.

Alvaro Uribe, Presidente della Colombia

Da quello che ho sentito il paese lo apprezza, sembra aver lavorato bene in questi 3 anni. Tutti dicono che da quando c'e' lui il paese e'  piu' sicuro. Questo non significa non vedere militari in giro...  sembra di essere in Israele, ci sono militari ovunque, nelle strade fuori citta' i controlli sono continui, pattuglie in ogni luogo lo stato si sia  riappropriato del territorio.

 

                            (sulla strada per Villavicencio)

Il padre di Uribe venne ucciso dalle FARC e ha quindi una rabbia particolare nei confronti della guerriglia. Recentemente e' stata cambiata la Costituzione, prima non era permessa la rielezione di un presidente, ora si. Sembra che verra'  rieletto. Il bilancio che ne fa la popolazione sembra positivo, puo' aver fatto alcune schifezze ma l'impegno e le cose buone sembrano superare quelle sporche (tipo possibili contatti con paramilitari per operazioni al "limite"...).  Ha fama di essere gran lavoratore, instancabile, lo vedono sciupato e invecchiato da questi 3 anni di governo. Al popolo piace l'impegno che ci mette...  Quando venne invitato alle nozze del principe Felipe di Spagna (e si sa che un paese come la Colombia tiene rapporti molto stretti con la Spagna) declino'   l'invito dicendo che aveva troppe cose da fare in quel momento in patria per potersi assentare.

 

Aborto

Ieri in piazza Bolivar c'era una manifestazione, erano per lo piu' donne...  pochi giorni fa e'  stata presentata una richiesta per depenalizzare l'aborto. Qui, come in Argentina, l'aborto e' ancora illegale. Qui come la' viene praticato "illegalmente" da cliniche che tutti conoscono. Come va a finire? chi ha i soldi va in una clinica di buon livello, con igiene, sicurezza e buoni medici, chi non ha i soldi va in fantacliniche improvvisate dove per pochi pesos puoi abortire. Purtroppo spesso succede che di vite se ne perdono due... che senso ha mantenere la condanna? che senso ha continuare a fare tutto nell'illegalita' quando tutti sanno che avviene come se fosse legale ma con grave pregiudizio per chi e'  piu' debole e povero? Che ipocrisia...

 

 

Nella proposta di revisione della legge veniva chiesto che l'aborto fosse depenalizzato in 3 casi specifici. In caso di violenza, di feto malformato e di... la terza non me la ricordo. Beh la legge non e'  stata portata in parlamento per la votazione perche' una corte ne ha riscontrato un vizio di forma. Un modo per non affrantare il problema probabilmente, per non rompere equilibri con la chiesa da parte di alcuni deputati... forse, a pochi mesi dalle elezioni.

 

Il cartucho

(cio' che rimane del Cartucho... 12 dicembre 2005)

Ne ho parlato a inizio post. Questo era un quartiere molto tristemente famoso del centro di Bogota'. Li viveano gli "scarti" della societa', da li venivano i sicari, i commerci piu'  sporchi, la polizia non ci metteva piede, ed era ad appena 800 metri dal palazzo presidenziale, dalla plaza Bolivar. Ora non c'e' piu', ne rimane solo un piccolo settore. Al suo posto e'  stato creato un parco il "Tercer Milenio".

 

 (Parque Tercer Milenio)

Diciamo che e' stata "bonificata" un' area creando un altro problema. Ora le persone che vivevano nel Cartucho, migliaia probabilmente, si sono disperse in citta' e non hanno cambiato attivita'...   prima era sicuramente un luogo che creava  fastidio e un senso di vergogna ai bogotanos ma almeno garantiva un controllo, ossia si poteva monitorare il luogo, seguire chi vi viveva,  seguirlo nel momento i cui usciva dalle sue "mura", ora non piu'. Non so qual'e' il male minore...

Si calcola che vivano in cio' che rimane del Cartucho circa 3000 persone, disperati che vivono dormendo sotto del cellophane o in tuguri malsani. Buona parte di loro sono drogati di basuco, vivono raccogliendo gli scarti degli altri, mangiando nei rifiuti.

 

Sono gli irriducibili. Il governo cerca di distruggere anche quest'ultima roccaforte anche se ora ci va piano...  durante gli sgomberi scoppiano sempre incidenti, ci scappa il morto, anzi i morti... Un altro motivo del rallentamento nel porre fine al Cartucho e' che i cartuchinos quando lasciano il loro territorio tendono a ricongiungersi in gruppo in altre zone della citta' alzando drammaticamente l'indice di violenza, smercio di droga etc... questo fa si che i comitati che si sono costituiti in quartieri vicini spingano per non disarmare totalmente il Cartucho. Fa riflettere... quelli che chiedono di arrestare la demolizione sono persone che vivono in zone gia' riconosciute come ad alta pericolosita' e malaffare, una lotta fra poverissimi!

 

 

Illuminazione natalizia

Mai visto niente del genere. La citta'  e' completamente illuminata con luminarie. Tutte le principali arterie hanno addobbi, le case hanno lampadine in tutto il loro contorno. Montserrate, il colle con la chiesetta che domina sopra Bogota' , e' pieno di lampadine colorate, le hanno piazzate su tutta la montagna. Bello, romantico, caratteristico... ma quanto spreco di energia...

Domani compio una settimana di permanenza in citta', dopodomani forse mi metto in marcia verso Medellin, vediamo... la Colombia e'  un paese che continua a mettermi un po' in difficolta'. Di oggettivo non c'e' ormai molto che mi freni dall'affrontarne il territorio, e' piu' un fattore interno, soggettivo, il paese e'  molto 'carico', emozionale, passionale... sara' per questo che mi "impantano" sempre a Bogota'?

 

Postato da: nicoway a 18:02 | link | commenti (3)
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giovedì, 24 novembre 2005
AÇAI. La mia storia d´amore con questo frutto...

Tutto e´ cominciato per caso, circa 4 anni fa, io lo mangiavo e non sapevo nemmeno si trattasse di un frutto, di un frutto di tale importanza...

San Paolo... per caso un giorno, passeggiando in centro, sulla 24 de março, dove c´ e´quello che qui viene chiamato il povao, il popolone, persone di tutti i tipi, di tutti gli strati sociali (considerando che siamo in Brasile...), vedevo una lancheria-succheria con su scritto: Super Bomba(energetica)-Guaraçai, un intruglio di açai, guarana´, proteinato di calcio, latte in polvere... 

Lo assaggiai...  inizialmente il gusto non mi entusiasmo´, arrivato pero´ in fondo al beverone avevo in bocca un sapore delizioso e a distanza di pochi minuti percepivo in me un aumento di energia. Tutte le volte che in seguito ho messo piede in citta´ per lavoro o piacere non ho mai mancato un appuntamento col succone energetico, andavo in centro a passeggiare e non me lo facevo mai mancare. Ancora non sapevo che il sapore di fondo, quello importante, veniva dato dal frutto dell´açai. Due anni senza riconoscerlo...

Nel 2003 faccio un viaggio nel Nord Amazzonico del Brasile, tocco Belem (patria del frutto). Non mi accorgo di niente, non percepisco la sua esistenza. Solo ora capisco meglio il perche´, ne parlero´in seguito. Scendo a Maraba´, citta´del Sud dello stato, luogo di latifondo, fazendeiros, pistoleros, sem terra e residui di schiavitu´ insomma un posto carino e tranquillo...   In citta´non c´ era molto da fare, luogo caldo e sonnolento. Vedo in una piazzetta una succheria con tante persone che si bevono un succo con un colore per niente invitante, un violaceo che mi ricorda i colori di questa terra, lo associo a qualcosa di molto selvatico. Chiedo... si tratta di succo di Açai... non riesco ancora ad associarlo al vitaçai paulistano. Decido di provarlo. In poche ore mi son fatto 3 succhi, equivalenti a oltre 1 litro di prodotto. Un gusto di cui mi sono innamorato. Nei due anni successivi ogni volta che mettevo piede in Brasile un must era matar a saudade per questo frutto e farsi una bella scorpacciata.

Nell´ estate di quest´ anno mi trovavo a San Paolo con un bel tazzone di açai davanti e pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto poterlo avere in Italia. Si accende una lampadina nella testa...  lavorero´ con gelati in futuro, pensavo...  perche´ non inserire anche un succo come l´açai nella gelateria? Era un piccolo sogno... tornato in Italia mi muovo per vedere se si riesce ad importare, nel giro di una settimana il piccolo sogno e´ realta´, proprio da pochi mesi un giovane brasiliano ne aveva cominciato l´ importazione per il mercato italiano, altri della stessa societa´ erano gia´presenti in altri stati europei per lanciare l´açai e altri frutti brasiliani, molti dei quali presenti solo in Amazzonia.Nomi sconosciuti al di fuori del Brasile. E pensare che fino al 1999 l´açai era conosciuto solo in Amazzonia, a Rio o San Paolo molti non l´avevano nemmeno sentito nominare... Dal 1999 in poi una crescita straordinaria in tutto il paese, ora e´ il frutto piu´ ricercato ed apprezzato sulle spiagge brasiliane e tutte le palestre del paese lo forniscono in alternativa ad integratori "artificiali". Oltre ad avere un gusto per molti delizioso ha caratteristiche salutistiche che lo rendono estremamente attraente. Molti studi sono stati fatti per comprovare le caratteristiche benefiche ed energetiche del frutto.

Mi chiedo come si sia "scoperto" solo nel 2000...  bastava venire qui nel Para´ e percorrere i fiumi amazzonici, far caso all´alimentazione di chi vive sul fiume, i ribeirinhos, gli indios... chiedersi come facesse questo frutto ad essere assolutamente basico per queste popolazioni, equivalente al nostro pane o piu´...  i bambini piccoli dopo il latte materno passano all´ açai, sostituisce addirittura il latte grazie all´alto contenuto di ferro e altre sostanze. I ribeirinhos (quelli che vivono, spesso in capanne, in riva ai fiumi amazzonici), vivono basicamente di due prodotti, açai e pesce. I restanti cibi sono un eventuale complemento.

 

Alcune zone del sud del Para´sono state colpite quest´anno da una terribile siccita´che ha sconvolto gli equilibri della regione. Poche precipitazioni causate dal disboscamento inarrestabile, incendi, fiumi in secca o quasi, riscaldamento delle acque rimaste, moria di pesci legata alla mancanza d´acqua e al riscaldamento dell´acqua rimasta. La penuria di pesce ha messo in ginocchio le piccole comunita´ indigene, e´intervenuto l´ esercito per portare alimenti e medicine... e´ stato veramente un momento difficile. Ai ribeirinhos rimaneva spesso solo l´açai...  almeno questo per fortuna non li ha abbandonati. La pianta dell´açai e´ una palma particolare, l´açaiceiro, molto resistente, produce il frutto anche in momenti di siccita´. Il frutto in se, invece, simile ad una piccola ciliegina viola, e´ delicatissimo. Deve essere raccolto nel giusto momento di maturazione e in seguito consumato o congelato entro le successive 24/48 ore. Dopo le 48 ore si secca e non serve piu´a niente.

Il frutto e´ costituito per il 90% dal caroço, il nocciolo legnoso simile a quello presente all´interno di una ciliegia, e da solo un 10% di polpa e buccia!!! Ieri quando l´ho visto per la prima volta dal vero questo fatto mi ha colpito, la polpa e´ quasi impercettibile...

Ieri dicevo che l´avrei vista per la prima volta in polpa e noce perche´ la sua deperibilta´ e talmente rapida da non consentirlgi di arrivare sana e non seccata al di fuori dello stato del Para´. Beh in realta´si potrebbe fare...  comprarla al mercato, correre in aeroporto e trasportarla a San Paolo, il tutto e´possibile, il giorno successivo pero´sara´ gia seccata e incommestibile. Per questa ragione al di fuori del Para´si trova solo la polpa di açai congelata, necessariamente...

La mia permanenza a Belem in questi giorni e´ legata ad approfondimenti su questo frutto. Devo essere sincero, non smette di stupirmi. In particolare a Belem si percepisce una quasi sacralita´ legata al frutto, guai a toccaglierlo, ad alterarglielo... come fanno a Rio, Salvador, San Paolo, Florianopolis... guai a chieder loro di metter dentro un po di sciroppo di guarana e farne un succo...  sarebbe come chiedere a noi di mettere l´ananas o la nutella sulla pizza...  de gustibus, come al solito...

Nei prossimi post  credo mi dedichero´ a parlare ancora di açai, Belem, ribeirinhos, stato di Para´... mi auguro  il tema non annoi, in fondo si tratta della mia promessa sposa...  spero poi lo si possa provare e apprezzare a breve in Italia... non ne no sono affatto geloso.

Postato da: nicoway a 16:51 | link | commenti (8)
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mercoledì, 23 novembre 2005
Belem/PA 01 28 03 Sud 48 29 18 West

Giusto per aggiornare un attimo... sono appena arrivato in uno dei luoghi "obiettivo" piu´importanti del viaggio. Fra poche ore incontrero´ personalmente e per la prima volta la mia promessa sposa.  Si chiama Açai, non e´ fatta di carne e ossa ma di polpa e noce... i gusti son gusti...

Postato da: nicoway a 12:07 | link | commenti (1)
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sabato, 17 settembre 2005
Un omaggio a sto' cefo...

 

Quando ho visto la mail che mi ha inviato, in cui mi faceva presente che aveva allegato le foto del giorno della laurea, non ci potevo credere...

E mi diceva...vedi qui in Argentina e' abitudine fare la doccia al laureato con ogni tipo di liquido, condimento, salsa, spezie... 

Oltre a vedere il Nicolas "architetto condimentato" mi stupivo dell'abbigliamento, notare la maglietta...  uno si va a laurerare con sta' "divisa", nella terra dei nostri cugini argi?  Maglietta megadeth, collanone tibetano e barbaccia incolta. Un giorno gli chiedero' spiegazioni, cioe' se e' usuale presentarsi di fronte al collegio accademico il giorno della propria laurea assolutamente per come si e', per come ci si sente, senza convenzioni. Nicolas in fondo e' quello. Cosi' e' come si veste tutti giorni, cosi' e come esce di casa dopo aver fatto una doccia in cucina...

Questo post vuole essere un omaggio a lui e un mio modo per fargli pubblicamente le congratulazioni.

Questo "argi" e' veramente interessante e mi va di raccontare i suoi prossimi passi, con stima e ammirazione, per il coraggio, la voglia di non essere legato a schemi, fare la sua vita.

NicoAR lavora gia' da tempo come "architetto", disegna progetti in 3D, nel suo campo e' gia' abbastanza conosciuto, suo e' il progetto di interni di un nuovo ed elegante edificio in centro a Bue. Diversi lavori gli sono stati commissionati dall'Europa, con pagamento in Euri che trasformati poi in pesos diventando dei bei gruzzoli. Uno potrebbe pensare che e' gia' ben avviato, che ha un futuro gia' spianato nel campo di quel settore dell'architettura e invece... "el lokooo" che fa? A meta' aprile del 2006 prende un aereo di sola andata per Istanbul, dopo 6 mesi di viaggio, attraverso la via della seta, arriva a Chengdu, Cina, citta' vicina al Tibet. Li si fermera' a vivere... Anni fa fece un lungo viaggio in Asia e rimase particolarmente affascinato dalla Cina e dal Tibet, da li' il desiderio  di andarci a vivere, un giorno... 

A Nico' ma che cce' vai affa en Cina? Vado ad insegnare l'inglese, gia' trovati i contatti giusti e poi chissa' cosa succedera' in Cina in fondo c'e' tanto da fare per un architetto.    In effetti...  Ma come? e lasci tutto? e vivrai tutta la vita li'?  E chi lo sa? ora vado a vivere la' ma in futuro chissa', forse dopo 2 anni decidero' di trasferirmi in altro luogo...  Maaaaa, maaaaa, ma come? Devo dire la verita'? so che qualcuno potrebbe ritenerlo un pazzo, io proprio no...

Ciliegina...

il NicoAR decide di lasciare la fidanzata dopo tanti anni, sa che e' impossibile far conciliare la cosa, mantenere la relazione, soffre ma non vede altra strada. Dopo un mesetto la ormai ex fidanzata lo convoca... Ma come, Nico tu mi hai lasciato perche' volevi andare in Cina, perche' volevi conoscere e vivere il mondo senza una meta certa? E chi ti dice che anche a me non interessi la cosa? Caro mio se mi hai lasciato per questo non hai capito niente, io ti seguo ben volentieri, l'idea mi piace tantissimo. Ti seguiro'... se vorrai. Nico non ci puo' credere, tocca il cielo con un dito...

Il 6 aprile 2006 Nico e Flo si sposano a Buenos Aires, dopo pochi giorni partono insieme, liberi, a vivere il mondo e la loro vita.

A me sembra una favoletta, ma e' tutto vero...

Dale Nicolas! tanto di cappello y suerte

Postato da: nicoway a 17:10 | link | commenti (4)
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domenica, 04 settembre 2005
Antibushismo o antiamericanismo?

Riprendo un tema trattato in argentina con la variegata compagnia al ristorante "22", zona Palermo Hollywood. A proposito, gran carne, frequentato da argentini, prezzi "politici".

Si e' parlato tanto di Bush e politica americana... figuriamoci, trovandosi allo stesso tavolo un argilatino, un euroita, un britishiran e due texasus...

La coppietta tex ci raccontava della loro realta', un paesino fra Dallas e San Antonio, zona agricola. Lei e' originaria di Seattle e per amore si e' trasferita in texas. Poco tempo fa hanno realizzato di voler cambiare aria e trasferirsi a vivere in Argentina dove dicono di trovarsi benissimo. Hanno maturato nel tempo una forte antipatia per Bush, per le menzogne che pensano abbia raccontato e per uno stile troppo texano di gestire le problematiche (detto da dei texani...).  Allo stesso tempo trovandosi in Sud America vivevano con un certo dispiacere il crescente malumore verso gli statunitensi, quasi fossero tutti allineati al presidente. Come loro una quota oscillante fra il 45 e il 55% degli statunitensi e' in disaccordo con le sue politiche. Non lo amano affatto e pagano sulla loro pelle (anche se spesso solo con scherno) il prezzo di una politica che loro stessi stracriticano.

Mi raccontavano di aver visto canadesi mettere ben in evidenza sui loro zaini la bandiera canadese, per non essere scambiati per US citizens. E ancor piu' triste, per loro, ma anche per noi, il fatto di aver visto US citizens con la bandierina canadese, per essere scambiati per canadesi... Ricordo del Che in Cile quando si spacciava per uruguayo...

Siamo ben chiari, credo nessuno tema di essere accoltellato per il fatto di essere cittadino US ma sono segnali di un disagio. Il mio caro vicino Eyal mi dice che  quando va in giro non sventola di certo la bandiera con la stella di David, non e' conveniente... si sa mai che incroci qualche pazzo fanatico. Spiace che cominci a succedere anche con la bandiera a stelle e striscie.

Usciamo dal ristorante, sono le 2 di notte. Fuori, seduti ai tavoli, un gruppo di giovani argentini che ci "scherniscono" un po' dicendo "Hamburgers, hamburgers". Niente di male, intendiamoci, roba quasi da stadio... basta non rispondere a quella che potrebbe diventare una provocazione, ma, lo devo dire, mi ha dato fastidio. Sono piccoli segnali. Occorre distinguere, non generalizzare, Bush e' una cosa, gli Stati Uniti un'altra. Bush e' una persona che puo' non piacere affatto, gli Stati Uniti son un gran paese con cui ci si puo' confrontare, con cui si puo' ragionare. Se io dovessi apostrofare un argi a Milano con un "hey, mister tango bond" mi meriterei in cambio un bel "Hola signor Buscetta". E via a far di tutt'erba un fascio, a generalizzare, a non vedere la diverse facce di una societa', di una realta', a non distinguere.

Siamo rimasti sconvolti dalla professione dell'amico texano... gioca a poker in rete! Guadagna bene, e' un buon giocatore. Del gioco ha fatto una porfessione, in rete ci sono tanti che si vogliono confrontare, lo vogliono sfidare, molti sono un po' inesperti. Ha capito di poter fare questo "lavoro" in qualsiasi posto del mondo, ai piedi dell'Himalaya, in Texas, a Buenos Aires. Per il momento gli piace vivere a Baires... Non mi e' parso affatto stupido! Potrebbe essere un'idea per gli esperti del gioco, qui sicuramente faremmo affaroni con le  3 carte on line...

Postato da: nicoway a 16:30 | link | commenti
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lunedì, 29 agosto 2005
Clero argentino e bandierina canadese

Recentemente rientrato da breve sosta a Buenos Aires vorrei relazionare su scandali sessuali che riguardano elementi del clero argentino, in particolare arcivescovi.

Ma...

in questi giorni sono molto stanco e quindi anche scrivere rappresenta un peso. Faccio un paio di nomi: Maccarone e Storni. Storie diverse, in uno omosessualità e congiura, nell'altro abuso. Per chi fosse interessato ad approfondire basta fare una ricerca su un motore qualsiasi, google o yahoo. Poi ognuno faccia le proprie riflessioni...  al momento io mi astengo. Al solito sono piuttosto schifato dall'istituzione chiesa cattolica, Vaticano etc...

Altri temi affrontati in una cena a base di bife de chorizo con l'argentino Nicolas, il britannico-iraniano Pezh e due amici american-texani: l'antibushismo in alternativa all'antiamericanismo e il fatto che circolano in giro backpackers statunitensi con la bandierina canadese sullo zaino. Non perchè fanno il tifo per il Canada football team...

Ronf Ronf Ronf, torno in letargo.

Postato da: nicoway a 23:38 | link | commenti
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martedì, 16 agosto 2005
No meu país, nem o inverno consegue ser sério

Cominciamo ancora da qui... dal clima. Come dice Silvia "nel mio paese neanche l'inverno riesce ad essere serio". In effetti a San Paolo da diverse settimane non piove e la temperatura rimane intorno ai 30 gradi, clima secco, delizioso direi, ma... non "serio". L'inverno è inverno anche in parte del Brasile, pur  non essendo rigido come in Europa. San Paolo è di pocchissimo sotto la fascia equatoriale, tropico del capricorno, giace a 820 slm e nell'inverno australe dovrebbe fare prevalentemente freschino o tiepidino salvo alcune giornate fredde con temperatura vicina allo zero e alcune altre calde, intorno ai 30, questi dovrebbero essere i picchi estremi. Circa 4 settimane a 30 gradi sono un po' troppe. A ciò poi si aggiungono problemi di siccità e inquinamento... Ma comunque, questo per dire che là, manco l'inverno si comporta seriamente... fa ciò che vuole...

E adesso zac... vado al tema "serio".

LULA TA' IMPICCIATO

Sono arrivato poche ore dopo la dichiarazione televisiva di Lula, era l'ora di pranzo di venerdì quando il presidente compariva sugli schermi. Nelle case, nei ristoranti, nei centri commerciali, tutti fissano il televisore, in silenzio. Comincia a parlare  della situazione economica, dei piani, discorsi di routine... dopo un po' arriva al dunque. Con gli occhi lucidi chiede scusa al popolo brasiliano "non mi vergogno di dire che il mio partito e il governo devono chieder scusa ai brasiliani". Aggiunge che era all'oscuro di tutto, che e' stato tradito dai fedelissimi. Promette giustizia. Chiede perdono.

Ciò che è successo è veramente grave, i dirigenti del  PT (Partito dos Trabalhadores) hanno fatto delle gran porcate. Il tutto è cominciato alcuni mesi fa da un' inchiesta che smascherava cose sporche nelle Poste (un istituzione che in Brasile funziona molto bene), da lì in un baleno si è arrivati senza quasi rendersene conto ad indagare su temi molto vicini al governo e sono comiciati a venir allo scoperto fatti scandalosi, con cadenza quotidiana.

Alcuni fatti ormai accertati.

Il PT, nella campagna elettorale che ha portato Lula al governo, ha ricevuto finanziamenti da società con cui poi si è compromesso a "ritornare" l'aiuto sotto forma di leggi e provvedimenti che favorissero queste società...  come han fatto per far passare questi provvedimenti in parlamento? Dando mazzette ai deputati "indecisi" o riluttanti. Con quali fondi? Con alcuni conti segreti depositati in paradisi fiscali.

Il PT aveva un grande alleato in campagna elettorale, il Partido Liberal. Questa allenza è stata comprata profumatamente, il PT avrebbe versato 4 milioni di dollari US come "contributo" alla campagna. Con fondi "neri" presi sempre da questi conti occulti.

Insomma, un bello scandalo!

Con alcune scene quasi comiche...  un mesetto fa il Sig. José Adalberto Vieira da Silva, braccio destro di un parlamentare del PT, è stato beccato all'aeroporto di San Paolo con 200 mila reais (70 mila euro) nella valigia, i raggi x sul bagaglio a mano l'hanno smascherato. A quel punto  ha dovuto giustificare il perchè di tutto quel contante, ha detto che era frutto di una vendita di prodotti agricoli (è proprietario di un orticello a Fortaleza il tipo...). La risposta non ha convinto le autorità fiscali dell'aeroporto. Scatta una perquisizione personale, gli trovano 100 mila US$ nelle tasche(!!!!). Cosa ci faceva stò gentiluomo, con tutto stò cash, in procinto di salire su un aereo che avrebbe fatto scalo a Brasilia?

Lula si è sentito di dover parlare alla nazione. Il popolo non mi è parso propenso alle scuse e al perdono. Lo shock è stato grande, il presidente  dice che non sapeva. Il popolo sa che che non poteva non sapere. Quasi metà della popolazione provava a dir poco fastidio al nominare "Lula", la classe alta e medio borghese lo riteneva inadatto, incapace, impresentabile, non all'altezza di governare il Brasile. L'altra metà aveva speranza. Si sperava che quest'uomo venuto dal basso, umile, "popolare", potesse portare quei cambiamenti che tanti nell'ingiusto Brasile si aspettano. La lotta alla fame, diminuzione delle disparita', un mondo piu' giusto ed equilibrato, la lotta alla pesantissima corruzione... Lula era l'uomo che dava speranza. I risultati, a distanza di due anni e mezzo, erano ancora poco visibili e tanti se ne lamentavano, ma veniva perdonato... ci si rendeva conto che non era facile cambiare un paese ultracomplesso come il Brasile in pochi anni. Si chiedeva pazienza, il popolo sembrava provare, a pazientare. La democrazia brasiliana e' giovane, ha 20 anni. Alla dittatura sono seguiti governi corrotti, poco propensi o incapaci di cambiare le cose. Occorreva dare una chance a questo nuovo soggetto politico totalmente diverso dai precedenti.

I brasiliani si sentono traditi. Difficilmente perdoneranno. Lula ha perso autorevolezza, appoggio e stima. Sabato mi si parlava di un popolo "depresso", triste. E c'e' da capirli... Peccato. Credo che difficilmente riuscirà  a sottrarsi alle dimissioni, se dovesse percepire che il popolo non lo sostiene più  credo si dimetterà, ancor prima che venga chiesto, eventualmente, l'impeachment. Non so cosa lo possa salvare. Di certo non l'appoggio di Chavez che in visita a Brasilia nel fine settimana l'avrebbe definito in gran forma e forte come vai l'aveva visto prima. A vedere i suoi occhi non direi...

 

 

DASLU

Il mese scorso mi aveva attirato molto l'attenzione un articolo di Rocco Cotroneo, corrispondente del Corsera da Rio de Janeiro. Si parlava di Daslu, un centro commerciale paulista per ultraricchi. Mi ero ripromesso di andarci alla prossima occasione... così è stato.

Mi son fatto scarrozzare da un paio di amiche, Silvia, la mia "guida" paulistana, e Rita, brasiliana con sangue al 100% livornese, più italiana che brasiliana direi...

Alla mia richiesta sono rimaste un po' colpite, come facessi a sapere del Daslu...  non erano mai andate ma anche per loro la curiosità  era forte.

Il Daslu è il centro commercale più lussuoso di tutta l'America Latina, forse addirittura del mondo intero. E' in una struttura in stile neoclassico nella zona sud ovest della città.

 

 

Alle sue spalle uno dei quartieri più lussuosi di San Paolo, di fronte un tratto di fiume putrido e una favela di nome Coliseum(!). E' stato inaugurato un paio di mesi fa, ad inizio giugno. Si sviluppa su 20.000 metri quadrati, 4 piani. Ai primi 3 tutte le griffe più importanti della moda mondiale, al 4° eliporto e grande salone di feste. Tanti ascensori, 87 bagni (!). La struttura e' anomala, non ci sono grandi corridoi con ai lati le vetrine dei negozi. Ci sono invece stanze comunicanti fra loro, un grande labirinto in cui è facilissimo perdersi. Se cominci a camminare sei obbligato ad entrare nei "negozi", ad attraversarli e quindi a guardare e comprare... se hai i soldi... I prezzi sono altissimi, un paio di scarpre difficilmente lo potrai comprare a meno di 800 euro. Prada ha 420mq di superficie per esporre in quattro spazi. Chanel, Armani, Ferragamo, D&G, Gucci, Valentino Louis Vuitton etc si spartiscono gli altri 114 spazi. Tanti i pezzi da collezione. Fra una stanza e l'altra, nel labirinto, ci sono spazi con divanetti e camino in cui rilassarsi e sorseggiare un coppa di champagne o un buon caffè Illy.

Arriviamo in auto, solo un "plebeo" potrebbe venire qui a piedi !

                                    (ultima foto prima della censura...)

L'altra opzione per molti può essere l'elicottero. La prima ora di parcheggio costa 12 euros. All'ingresso ti chiedono il documento e ti registrano, obbligatoriamente. Mi fanno presente che è assolutamente vietato scattare foto, se non voglio passare qualche brutto momento (me lo dicono proprio così...), peccato!!!  Nei tanti ascensori chi ti accoglie e ti porta su e giù sono persone di colore, tutti rigorosamente vestiti di bianco immacolato e con un copricapo di altri tempi... Chi all'interno ti potrà dare indicazioni sono donne mulatte vestite come probabilmente vestivano nell'800, le donne di servizio nelle fazendas. Le commesse sono tutte bianche ed estremamente belle, modelle, figlie della buona società locale... sembra che il loro stipendio possa arrivare ai 5000 euro al mese. La figlia del governatore dello stato lavora qui...

L'ambiente è quasi surreale... ma esiste, è vero, e funziona. Sabato pomeriggio era affollato, persone che facevano acquisti per migliaia di euro senza batter ciglio. In Brasile l'1% della popolazione detiene ricchezze straordinarie, quasi tutto il paese è loro... nella graduatoria mondiale di concentrazione della ricchezza il Brasile è al secondo posto, solo la Sierra Leone riesce a far meglio! Una triste graduatoria... l1% possiede un reddito equivalente al 50 per cento dei più miserabili, cioè 86 miolioni di persone.

L'1% della popolazione significa circa 1,7 milioni di persone, una città come Milano per intenderci, tutta di stramiliardari. Molti di loro vivono a San Paolo. Non è sicuramente un problema per quelli che vivono a Manaus o Brasilia, un paio d'ore di jet privato e sei nella fortezza del lusso, senza necessità di fare una decina d'ore d'aereo per andare a Milano, Parigi o Miami. Tutto concentrato qui. Ti vendono dalla maglietta di D&G all'elicottero (su commissione questo), una Maserati, uno yacht.

In base a ricerche di mercato sembra che il paulistano di classe media si rechi in uno shopping centre classico una volta ogni 21 giorni, qui il paulistano ricco viene una volta ogni 7 giorni e quando viene compra... e ci lascia belle cifre. Il business mi sembra azzeccatissimo. Probabilmente questo luogo attirerà già a breve anche i ricchissimi di Argentina, Chile, Ecuador, Colombia. Questi signori potranno trovare, concentrati in un unico luogo, "fortificato" e impermeabile rispetto all'esterno, tutte le griffe e i prodotti presenti fra Via Montenapoleone e Via della Sfiga a Milano, o a Rodeo Drive a LA... Una grande idea commerciale.

Se non fosse che siamo in Brasile... chiaramente nel paese se n'è parlato tanto, l'hanno fatto soprattutto i bloggers brasiliani. Il paese in fondo è caratterizzato da enormi contraddizioni sociali e il Daslu non fa che rimarcarlo ulteriormente. Alla proprietaria del Daslu (costato circa 50 milioni di US$), signora Eliana, e' stata spesso rivolta la domanda sull'etica della cosa, se avesse intenzione di aiutare ad esempio la vicina favela con progetti mirati. Ha risposto che lei fa già tanto per il paese generando lavoro, dando impiego... certo, la figlia del governatore!

             (foto rubata dal web di proprietaria e braccio dx... si vedono gli interni...)

Ma io mi dico... stì qua hanno tanto, veramente tanto... posso trovare non immorale che uno desideri una bella casa, una bella auto, una barca,  se vuoi ti diamo pure un titolo, che so', Conte di Ipanema, Marchese di Vila Olimpia... ma perchè non riservano una buona parte di tutto ciò che rimane loro ad investimenti per creare migliori condizioni per i poveri? perche' non generano anche occupazione fra i settori marginali? Non si chiede loro di fare beneficienza o di dissanguarsi ma solo di adoperarsi anche dove ci sarebbe maggior bisogno. Non sarebbero ancor più felici? Non arrivano a pensare che la loro stessa vita avrebbe ancor più valore?

La signora Eliana ha rischiato grosso il mese scorso, è arrivata la finanza e ha scoperto che aveva evaso per 10 milioni di euro. In prigione ci sono finiti però i suoi contabili, ma giusto per una notte... si sa come vanno le cose no? Ma è inutile che faccio quello che si stupisce per ciò che accade oltreoceano. Proprio qui da noi lo stratega contabile della Parmalat, colui che ha contribuito con l'inganno a far perdere pacchi di soldi a migliaia di risparmiatori, non sono non è in cella, ma ha già di nuovo un lavoro!!! Proprio vicino a casa... Collecchio. Ma in fondo lui eseguiva solo degli ordini che gli impartiva il capo supremo. Anche in Argentina e' andata cosi'. Facevano sparire, uccidevano ma... eseguivano degli ordini. Non responsabili quindi, non punibili.

Argentina, Brasile, Italia... in ordine alfabetico...

 

CARANDIRU'

Avevo gia' parlato in un post di alcuni mesi fa del carcere più' tristemente famoso di San Paolo  http://appuntingiro.splinder.com/post/4023529

Nei giorni scorsi ci sono ripassato, la metropolitana proprio in quell'area esce dalla terra ed è stato facile fare un'altra foto.

Il carcere non esiste più, è stato quasi interamente demolito, nell'area verrà costruito un grande parco ricreativo. Il carcere non esiste più ma i carcerati purtroppo ci sono ancora, trasferiti in altro luogo. La violenza in Brasile non è diminuita. Le condizioni dei carceri non so se siano migliorate rispetto ai tempi del Carandirù.

Lo stile era "neoclassico", i piani erano 4 anche là...

Carandiru, Daslu... in ordine alfabetico...

Postato da: nicoway a 00:49 | link | commenti (1)
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