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giovedì, 15 dicembre 2005
Colombianos...?

Un titoletto molto impegnativo...  descrivere un po'  i colombiani. Sarebbe troppo presuntuoso poter dire come sono, descriverli, dopo aver trascorso in questo paese solo un paio di settimane. Oltre che presuntuoso sarebbe sbagliato perche' si rischia al solito di generalizzare. Ma facciamo cosi', ne parlo come ne parlerei ad un amico che al ritorno mi chiedesse "come sono i colombiani"? Quindi in modo molto semplicistico... e le colombiane? questo lo raccontero' solo personalmente, confermo comunque gia`da ora la "fama" che hanno: belle.

Perche' voglio parlare un po' dei colombiani? primo perche' fuori piove a dirotto (come quasi tutti i santissimi pomeriggi) ed e' quindi un buon momento per investire il tempo scrivendo. Secondo e piu' importante, perche' credo di Colombia si sappia ben poco da noi, io per primo mi sono accorto di essere estremamente ignorante in materia. La mia immagine della Colombia prima di piombarvi? un paese di persone pericolosette, trafficanti di droga, inaffidabili. Pochi episodi mi riportavano al paese, attraverso le news, in questi ultimi anni. Un terremoto devastante ad Armenia; un vulcano che seppelisce un intero paese, Armero; un pazzo che all'uscita da una discoteca uccide un calciatore reo,  mi pare (il calcio non lo seguo...), di aver sbagliato un rigore al mondiale. Pablo Escobar...  il cartello di Medellin, quello di Cali... Sempre notizie e immagini di "piacere" vero? E' forse questa l'immagine anche per chi  legge questi appunti? (per me lo era...)

Vorrei ridimensionare un po' questa immagine. Vediamo...

Medellin. Era capitale del narcotraffico negli anni '80 e inizio '90, non era certo un idillio di luogo...   da quando e'  caduto Pablo Escobar ed e' stato smantellato il suo impero, la citta' ha recuperato in pochi anni terreno ricominciando a dedicarsi ad attivita' "pulite". I paisas, gli abitanti di Medellin e della regione di Antioquia, sono notoiper essere ottimi commercianti, preparati, gran lavoratori. Cosi' come furono dei grandi nel commercio "sporco", sono dei grandi in quello pulito. A Bogota' molti dei commercianti sono di origine paisa e, l'ho sperimentato in diversi settori, sono ottimi. In tutto il paese gli riconoscono questo spirito, un po' come per noi i milanesi... con la differenza che qui tutti ti fanno un gran sorriso e ti conquistano con i loro gradevoli e accomodanti modi...

Mi ricordo di Valderrama, il calciatore con quella chioma stravagante... o Asprilla, considerato pazzerello a Parma...  di loro mi ricordo bene di altri non sapevo granche' prima di venire qui, per mia ignoranza. Fernando Botero, Gabriel Garcia Marquez... e poi, Shakira, Juanez e Montoya (che per arrivare dove sono arrivati si son fatti un bel culo, partendo dal basso...). Si dice che i genitori di Montoya chiedevano un passaggio negli aerei cargo che trasportavano l'auto del figlio per poterlo seguire negli USA, il biglietto aereo rappresentava un costo elevato per loro...

Le Universita' di Bogota' sono numerose e di alto livello. Mi sembra che la preparazione che forniscono e l'impegno che pretendono mediamente dagli studenti sia decisamente superiore al nostro. Tutte le famiglie con un minimo di possibilta' cercano di mandare i figli all'Universita', danno gran valore all'istruzione e sanno che e' forse l'unico per garantire al figlio una vita dignitosa. Si verifica pero' un paradosso. Sono talmente tanti gli studenti con buona preparazione  e voglia di spiccare che il mercato locale non riesce assolutamente ad assorbirli. Pochi posti qualificati per tanti competitivi laureati. Chi "conquista" un lavoro cerca di tenerselo stretto perche' sa che fuori c'e' la fila di persone ugualmente preparate e pronte a sostituirlo. Questo fa si che il gli imprenditori si approfittino dei dipendenti, sottopagandoli, chiedendo prestazioni fuori orario, non pagate. Se non ti sta bene e "scoppi", nessun problema, c'e' la fila di persone disposte ad accettare quella condizione e quella forma di mobbing. Paradossalmente ora e'  piu' facile trovare un lavoro non qualificato che uno che lo sia. Il tasso di disoccupazione e' alto e tanti colombiani cercano prospettive di vita fuori dal paese. Negli Stati Uniti sono riconociuti come gran lavoratori, affidabili, seri. In tv hanno intervistato una signora colombiana che fa la taxista a Tokyo...  diceva di essere andata in Giappone in cerca di nuove prospettive di vita, parlava perfettamente il giapponese... 

Sono un popolo molto creativo. Inventano piccoli business, escogitano infiniti modi per sopravvivere guadagnando da commerci mai visti prima. Creativita` spiccata... per necessita'...  mi chiedo come popoli altrettanto "necessitati" non sviluppino la stessa vena creativa. Dipendera' dal clima gradevole? da una certa storia? boh...   Qui hanno inventato la "vendita del minuto". Ci sono persone per strada che ti offrono il minuto al cellulare, sono in tanti, spesso giovani disoccupati con un paio di telefonini in mano. Dove sta il business? questi ragazzi comprano pacchetti di minuti dalle compagnie telefoniche, diciamo che comprano i minuti all'ingrosso, ottenendo tariffe molto convenienti. E cosa fanno? semplice, rivendono ai passanti il minuto ad una cifra inferiore a quella che paga un semplice utente. Si verifica che tante persone, pur dotate di telefonino, usino questo servizio perche' costa meno di quello che pagherebbero con il loro. E allora perche' tutti comunque si comprano il cellulare? per ricevere le chiamate, principalmente...  che arrivano da chi vende "il minuto". Chiaro che uno puo' starci anche venti minuti al telefono...  "minuto" e' simbolico.  Il costo di un minuto varia dai 200 ai 300 pesos, corrispondenti a 75cent di€ o 1,15 €...  puo' servire come idea per qualche disoccupato del Belpaese?

Hanno inventato modi geniali per trasportare la cocaina  fuori dal paese. Presente i colletti delle camicie duri? si usa una sostanza particolare per indurirli... qui alla sostanza aggiungevano cocaina...  arrivati a destinazione, spesso negli USA, applicavano un processo da loro "brevettato" per sciogliere la polvere bianca dal resto...  

I Presidenti della Repubblica  precedenti a Uribe usavano un aereo presidenziale piuttosto vecchiotto e superato, i colombiani sono arrivati a chiamarlo "cafetera"...  e' stato scoperto che in un vano dell'aereo addetti dell'aeroporto infilavano polvere bianca e a destinazione l'aereo veniva revisionato da "amici". Chi poteva sospettare che addirittura l'aereo presidenziale potesse caricare polvere??? ad insaputa chiaramente di presidente, scorta, piloti...  e chi si poteva permettere all'estero di fare un ispezione sull'aereo presidenziale. Il tutto venne scoperto... ma solo pensare di poter escogitare un simile metodo di trasporto me li fa apparire addirittura piu' "brillanti" dei napoletani in quanto ad ingegno e creativita'. La stessa creativita' che hanno usato in attivita' illecite (una nettissima minoranza di colombiani si dedica a queste attivita'),  i colombiani (la stragrande maggioranza di loro )la usano nella vita quotidiana, in attivita' perfettamente legali.

 

Cambio un attimo discorso...  torno ad un tema triste, i recicladores.

L'altra sera ho conosciuto Carlos. Erano le 23,30lo vedevo al di fuori della mia finestra a dividere la monnezza, in ginocchio, con 4 sacchi neri. In uno metteva carta, nell'altro vetro, latine etc...  uno dei tanti "recicladores".

Sono uscito di casa inciabattato e mi sono avvicinato a lui. Ha comiciato a raccontarmi. Venezuelano, 44 anni, mal portati, direi...  e`scappato da Caracas 20 anni fa perche' ricercato dalla polizia, mi dice che era un "ladron y mas cosas...", insomma non era uno stinco d'uomo.  Arrivato in Colombia ha trovato un opportunita' di vita, ricilare dalla monnezza, questo gia' 20 anni... mi parla della Colombia come di un paradiso, un luogo che gli ha dato un'opportunita', un "lavoro" per vivere senza bisogno di rubare come era costretto a fare in Venezuela. Non e' mai piu' tornato nel suo paese... 

Guadagna circa 10000 pesos al giorno, circa 4€, la meta' la spende in basuco... gli chiedo perche'? me lo mostra, mi mostra la pipa... 5 pippate al giorno, 1000 pesos l'una. Che dire... arrivo alla conclusione che questa merda di droga gli consente di sopportare una vita tremenda, lo anestetizza la mondo, gli permette forse di avere allucinazioni positive. Che ne so...  consuma basuco da quando e'  arrivato, quindi da 20 anni. Mi dice che il segreto e' saperla usare bene, conescerla a fondo, dosarla, non esagerare. Se sbagli sei finito. Bisogna "pilotarla", mi dice. Sara' cosi'?

 

Poco prima, all'incrocio fra la Calle 10 con Carrera 4 avevo rivisto Luis, con molto piacere, ci siamo riconosciuti, una bella stretta di mano e un piccolo contributo che lo poteva aiutare... a mangiare spero, e a non comprare basuco.

Stava rovistando nella monnezza e mangiava rimasugli da arance spremute dal locale accanto, c'erano scatolette e verdura da cui aveva "spizzicato". Mi racconta di essere stato raccolto la sera prima dalla polizia, niente di nuovo, gli capita spesso. A tutti loro capita spesso, anche a Carlos. Rovistano nell'immondizia e spesso lasciano i pacchi neri aperti quando se ne vanno, il cibo e i rifiuti invadono i marciapiedi. Questo chiaramente non piace molto alla gente che vive in zona e la polizia quando passa e li vede rovistare li carica e li porta in una zona vicino al mataderos. Mi dicono che li vengono maltrattati e trattenuti 24 ore, senza poter toccare cibo. Quando escono sono affammati e senza soldi per compare, si buttano  sugli scarti degli altri...  ma che cazz di vita e'??? povera gente.

 

I colombiani sono un bel popolo, assolutamente sorprendenti, in positivo. Chiudo cosi', pochi spunti. Ho parlato di cose che mi sono state raccontate e spiegate da amici, conoscenti e, al solito... taxisti...  come a Baires molto desiderosi di chiacchiere e di spiegarti il perche' il loro paese e' ben diverso da come lo immaginiamo "fuori". Ieri uno di loro mi diceva di quando un gruppo di messicani gli chiedevano spaventati se era vero che sulle montagne che dominano Bogota' c'erano guerriglieri, e che da un momento all'altro potevano piombare in citta'...  un po' come a Fort Apache...  La mia amica Ale mi raccontava di quando e' andata ad accogliere amici spagnoli all'aeroporto, avevano solo "fruit e ciabattine infradito"... venivano in un paese tropicale, in fondo...Forse non avevano letto prima che la citta'  si trova a 2600 slm e che a queste altitudini anche all'equatore fa freddino. Sono qui da 8 giorni, la temperatura credo abbia superato i 20 gradi una sola volta. Alla sera esci con maglione e giacca, quasi tutto l'anno, con una temparura notturna mai superiore ai 12 graditos... quanto poco sappiamo di Colombia... non che sia fondamentale "sapere" della Colombia, sia ben chiaro, credo che tutti dormiamo bene lo stesso alla notte...

Ah, mi sono ricordato di una cosa che mi e' stata raccontata in Brasile da una ricercatrice universitaria di Campinas, Sao Paulo. Uno studente statunitense viene per un intercambio a Campinas. Al suo seguito arriva un carico di acqua minerale rigorosamente US, "potabile". Credeva di arrivare in un luogo in cui la gente beve acqua sporca dai fiumi, un luogo infestato dalla malaria e da malattie tropicali. Il professore si e' rifiutato di ospitarlo... non credo perche' sdegnato e offeso, credo invece perche' decisamente insofferente verso un tale livello di ignoranza. Questo e' capitato nel XXI secolo, esistono tanti mezzi per documentarsi prima di partire per trascorrere un anno nella "giungla" paulistana. Archi e frecce...

Postato da: nicoway a 21:16 | link | commenti (2)
america latina


Commenti
#1   15 Dicembre 2005 - 21:22
 
Ho appena terminato il post e sento un signore dire nel cyber... "Estuve trabajando en Venezuela con italianos y me enoje muchissimo con ellos... piensan que todas las colombianas son prostitutas". Mi sono alzato dal pc... gli ho chiesto di non andarsene, mi sono dichiarato italiano... gran risata. Ora si va a prendere un tinto (caffe colombiano) insieme.
Nico
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#2   16 Dicembre 2005 - 16:54
 
Ah per la cronaca. Le colombiane non sono affatto tutte prostitute. Ce ne sono ne piu' ne meno che in altri paesi latini con persone "necessitate". Il fatto e' che le colombiane sono belle, attraenti e sensuali. Da li l'omo italicus o il non latinoamericano le identifica come prostitute, forse semplicemente vorrebbe che tutte lo fossero... e' semplicemente un suo sogno...
Nico
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