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martedì, 13 dicembre 2005
Bogota`

 

 (Plaza Bolivar)

Nel titoletto ho messo Bogota´ perche` in realta` della Colombia non conosco altro. Beh, non che di questa citta` ne capisca poi tanto... E` la seconda volta che ci vengo. La prima, nell' autunno del 2003, rimasi una settimana "blindato" in citta' senza trovare il coraggio di uscirne a causa del potenziale pericolo legato ai sequestri. Ascoltavo i consigli di amici, molto premurosi e protettivi, forse troppo...   Avevo comunque la possibilita` in quell' occasione di rompere decisamente tanti stereotipi che avevo sulla Colombia. Lo vedevo come un paese pericolosissimo, con gente troppo passionale e violenta, con un'economia fondata sulla cocaINA (specifico INA perche' la foglia di coca e` addirittura benefica e sacra per tante popolazioni, e` la INA che puo`essere una merda!!!). Di questo paese conoscevo molto poco e quel poco era assolutamente "stereotipato". Bastarono un paio di giorni per cambiare la mia visione della Colombia e darmene una piu´ veritiera. Il paese ha cominciato ad apparirmi solo "loco", nel senso di strano, anomalo...

Come dicevo...Bogota`.

Citta` a 2600 metri slm. Si estende da nord a sud seguendo una catena montuosa che diventa un gran punto di riferimento negli spostamenti in citta`,  guardando a destra o sinistra sai se stai andando verso sud o nord, non e` male...  fra l` altro la catena montuosa e` spettacolare, verdissima, nei rari momenti di cielo azzurro illumina la citta` e ricorda che non solo siamo in montagna ma che siamo in un  paese tropicale con una vegetazione lussureggiante, un verde che lascia a bocca aperta.

Circa 6500000 di abitanti, normale per una capitale latinoamericana. Ma veniamo alla prima cosa che mi sorprende e che ha a che fare con nord-sud...

 

Nord-Sud... e centro "cuscinetto"

                            (nord)                                                 (sud)

Come ogni citta'  latina ha zone ricche e zone povere ma a differenza delle altre qui c' e'  una spaccatura geografica molto evidente. La parte sud e `vasta e non ci sono quartieri "bene". La zona nord e'  altrettanto vasta e i quartieri assomigliano a quelli di Cambridge, Massachussets.

                                                                                                                (nord)

Sono kilometri e kilometri di quartieri di classe media o alta, eleganti ed ordinati. Ieri all' ora di pranzo ero a sud per comprare alcuni dvd di cinema colombiano (chiaramente roba non "pirata"...), caos e disordine tipicamente latini. Alla sera ero nella zona nord, ordine, pulizia, lusso, ambiente da "primissimo" mondo. Due citta` collegate ma completamente divise da un punto di vista sociale ed economico.

 

(sud)

Nel mezzo, fra le due realta', il centro. La piazza principale, Plaza Bolivar, i centri del potere. Il quartiere storico coloniale della citta`, la Candelaria. Infine un area che definisco di frontiera, sporca, pericolosa, piena di traffici e commerci illegali, prostituzione di bassa lega, "transitabile" con molta cautela di giorno, da evitare di notte. Il cuore di questa zona di frontiera era il Cartucho, una zona di cui parlero` piu' avanti.

 

(centro)

Le abitazioni e le zone sono classificate in "estratos". La scala va da 1 a 6, dal piu ' povero al ricco... senti quindi dire "quelle case sono estrato 6", "quel quartiere e` estrato 2". Impossibile trovare uno strato 6 a sud, possibile trovare uno strato 1 a nord, ma lo vedrai arrampicato sulla montagna... come sui morros di Rio.

 

                      (estrato 6)                                       (estrato 1)

Nella zona nord ho visto cose che mi hanno colpito in quanto a sviluppo tecnologico e servizio, cose che, forse per distrazione, non avevo visto in nessun altro luogo, Giappone e USA inclusi. Ad esempio il servizio bancomat drive trhu, fai bancomat senza scendere dall'auto. Un altro, entri in uno sportello bancomat e ti ritrovi, al lato delle macchine dispensatrici di banconote, due telefoni collegati con la banca 24 ore su 24 e dei pc con cui comunicare con la stessa sempre che tu sia loro correntista, tutto questo anche alle 3 del mattina.

 

 

Nella zona sud, nell'altro mondo, ho visto una cosa che in nessun altra citta` del mondo latino avevo visto: un numero impressionante di vagabondi e "barboni" (che brutto termine...).

 

 

Ce ne sono in una quantita` assolutamente spropositata e in condizioni penosissime, neri come il carbone, drogati da quella merda ancor piu'  merda di droga che e'  il locale basuco ( intruglio di scarti di sostanze quali cocaina, eroina, allucinogeni, calce), una vera bomba. Una droga molto economica, la droga degli indigenti. 

 Mi chiedevo come fosse possibile accettare questa indigenza, poter convivere con questi esseri umani che assumono contorni piu'  animaleschi e infernali che umani... mi dicevano che qui non ci sono strutture che aiutano questi uomini, forse in fondo non vogliono neanche essere aiutati , soffocati dalle droghe, ormai caduti troppo in basso. La polizia... li tratta malissimo, ieri ne ho avuto una prova con un signore molto malandato caduto per terra, ai bordi della strada. Il trattamento non e` stato fine...   Non e` difficile parlare con loro, sono contenti di dirti il nome, da dove provengono, il difficile per me e`star loro vicino piu` di 2 minuti, il loro odore e` veramente "pesantissimo", stringer loro la mano... lo fai, ma porca puttana, non riesci a non avvertire una sensazione sgradevole, stai toccando prima della mano uno strato di sudiciume che ti fa "senso". Insomma e` duretta per me rapportamici, niente comunque rispetto alla loro vita, quella si`, non si puo` nemmeno definire dura. Non ho un termine per definirla... indegna?  si puo' definire indegna una vita che un'altra persona vive? boh... probabilmente con il mio metro si...

Mi sono stampato la foto di Manuel Luis Sanchez Rincon, cartonero... forse qualcuno lo ricorda, dal blog di Enzo Baldoni http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_2.html#cartonero .  Volevo passargli la foto che gli aveva scattato Enzo, passargli qualche banconota dicendo che proveniva da quell' omone italiano che lo flashio' di notte. Chiedergli se si ricordava di quell' episodio, di quel granduomo... ho chiesto  a dei suoi colleghi se  conoscevano Manuel , ad alcuni dei tantissimi che fanno il suo  stesso lavoro e che hanno sembianze spesso incredibilmente simili. Il nero del corpo, i vestiti, i capelli...

 

 

Tutti mi dicevano di conoscerlo, che probabilmente l'  avrei trovato in certe vie, in certi orari...  dubito che realmente lo riconoscessero dalla foto, anche se da quella foto sembrerebbe inconfondibile, gli occhi...  ma fatti di basuco, stanchi, spiritati, tutti e tutti molto simili. Facile confondersi guardando un foto. Addirittura una donna che vende mais in Piazza Bolivar mi diceva che sara´ un impresa molto ardua riconoscerlo...  parecen todos iguales, mi dice, ed e'  relativamente vero.

 

(Luis)

             (Victor Herman)                                        (Jaime)

Enzo Baldoni... 

Mi sono riletto il suo blog Locombia http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_1.html. Mi e` servito. Mi da tanti spunti, lo trovo un documento eccezionale. Ho parlato dell'omone ad alcuni amici colombiani. Lo ritengono un mezzo pazzo. Uno che sta per essere sequestrato, poi "salvato" dall' alcalde indigeno in una "brillantissima" trattativa con i sequestratori... beh che l' Enzo scriva una lettera al Comandante che lo stava sequestrando per chiedergli di prendere un caffe'  insieme...  le facce dei colombiani al racconto sono eloquenti...

 

(ho rubato questa foto dal suo blog, spero non se ne voglia...)

 

...ma Baldoni, non lo sanno, dovrebbero leggersi tutto cio' che ha scritto, era veramente speciale. Lui certe cose poteva farle, aveva un coraggio straordinario, un sesto senso sviluppatissimo  o forse semplicemente come dice lui nel blog... O forse, come dice Jacopo Fo, la mia salvezza è che non capisco bene cosa mi succede intorno, e passo attraverso la vita come un sonnambulo sul cornicione, senza farmi male. Chi lo sa.

Il mio appartamentino e'  in una casa coloniale nel cuore della Candelaria, a 5 quadras dalla piazza Bolivar, 500 metri in discesa e si arriva al cuore della Colombia, al suo kilometro zero.

(calle 10)

Il primo giorno scendo questa strada, la calle 10, e appena prima di arrivare alla piazza mi blocco, alla mia destra c'e'  L´Hotel de la Opera, quello che Baldoni considerava la sua casa a Bogota`. Un bellissimo hotel, con molto charme. Solo alla sera mi decido ad entrarvi e fare il suo nome a chi sta alla reception. Chiaramente lo ricordano molto bene, si emozionano. Mi ricordano di quando lessero della sua morte su El Tiempo, lo chock per tutti loro. Evidentemente anche la´ aveva lasciato un segno.

                                             (Hotel de la Opera)

Guerriglia

La Colombia e` un paese estremamente complesso ma a quanto pare solo per chi non lo vive. I colombiani conoscono bene i metodi, le strategie del governo, il ruolo della guerriglia, i codici. Il dove poter andare con una certa sicurezza e tranquillita'  nel paese. Per questo tutti ti dicono di chieder ai locali  prima di incamminarti in una certa area... la situazione sicurezza cambia con una certa frequenza.

La prossima volta che ad un banchetto di una festa di Liberazione vedo una raccolta fondi in favore delle FARC mi fermo e chiedo spiegazioni. Chiedo a chi c'e' dietro il banco se e` mai stato da queste parti, se ha mai parlato con i colombiani per sapere cosa ne pensano di questi guerriglieri. Quando ho detto ad alcuni colombiani che da noi c' e'  chi raccoglie fondi per questi signori hanno fatto facce veramente incredule e incazzate. Questi signori 50 anni fa avevano un' ideologia e lottavano per un ideale, ora sono solo dei banditi che creano tanto dolore alla popolazione, sequestrano terreni cacciando i contadini che li' vivono, commerciano in coca, uccidono, fanno attentati alla popolazione civile E da noi c'e' chi gli manda finanziamenti?  Chavez, il presidente venezuelano, e' stato beccato dall'intelligence colombiana ad inviare fondi e probabilmente armamenti alla guerriglia. Quando Chavez ha scoperto di esser stato "beccato" ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche (cosa che sembra essergli quasi riuscita ora con il Messico per aver umiliato il presidente Fox alla cumbre di Mar del Plata) con la Colombia. Mi chiedo il perche' questo passo non sia stato fatto dalla Colombia verso di lui.

Alcune decadi fa vennero create milizie paramilitari per contrastare la guerriglia. Nel tempo sono diventati banditi che non solo contrastavano le FARC ma facevano i loro sporchi interessi economici ormai slegate dal controllo goverantivo. La Colombia si ritrovava ora con altri gruppi di guerriglieri,  schegge impazzite che attuavano nello stesso modo delle FARC, scacciando, sotto la minaccia di morte, i contadini dalle loro terre, sequestrando, commerciando in droga. Nel mezzo, il popolo, vittima di movimenti guerriglieri ormai privi di qualsiasi ideologia, criminali organizzati in bande, cartelli della droga, operazioni del governo per contrastare gli uni o gli altri con operazioni di guerra. Insomma un bel casino povera Colombia. Un paese stupendo ma con una grande sfiga... essere un potenziale produttore di un prodotto molto richiesto sui nostri mercati, la foglia di coca e, da li, la cocaina. Chiaro che non tutti problemi originano da li... ma se non ci fosse questo "bene prezioso" probabilmente non si formerebbero tanti interessi che poi generano violenza e morte.

La Colombia non e` solo coca... c' e'  tanto di piu'. Industrie manifatturiere, prodotti agricoli, un potenziale turistico enorme vista la bellezza del paese, un popolo altamente alfabetizzato e ben istruito. La coca e' apparentemente un fenomeno marginale, che tocca poche persone nel paese, ma e' quello che ha maggior incidenza negli equilibri del paese. L'immagine della Colombia nel mondo e' pessima, di questo i colombiani ne sono consapevoli e ne soffrono. La realta'  e' veramente molto diversa...

Mulas y Mulos

Questo termine definisce quelle persone che si riempiono lo stomaco di pacchettini con all'interno cocaina per portarla nei paesi "consumatori", superando i controlli antidroga con una certa facilita' ma non senza rischi, anche fatali.

Ricordo anni fa di aver letto di un colombiano a cui era esploso un pacchettino nello stomaco in un hotel mi pare di Roma. Avevo quasi gioito, devo riconoscerlo... in fondo lo vedevo come un delinquente che portava coca da noi. Ora non piu', e' spesso un pover uomo, una povera donna, senza prospettive economiche di vita qui in Colombia, uno che viene utillizzato come mulo, sapendo di rischiare la vita, con una paura folle, una grande sofferenza nel sottoporsi ad una prova fisica pesantissima, per una cifra che di certo non gli cambiera`la vita ma che se portata a buon fine gli consentira' di respirare un po' con 3000 US$ a disposizione.

Lo schema piu' meno e' questo. Persone di bella presenza, quindi meno sospettabili, vengono contattate attraverso una rete di conoscenze. Viene fatta la proposta, allettante per chi e' povero e senza lavoro, ma rischiosa e penosa. Se si accetta non lo si rivelera`alla famiglia. Il trafficante comprera' alla persona il biglietto aereo andata e ritorno, gli dara' una somma che gli permetta di soggiornare alcuni giorni nel luogo di destinazione, l'indirizzo di un hotel e una minaccia...  se scappa con la droga le vittime saranno i famigliari rimasti in Colombia di cui hanno tutti i dati.  L'allenamento sara` fatto ingoiando grandi chicchi d'uva...  quando la gola sara` addestrata si potra'  procedere. La coca viene inserita in pacchettini fatti con il lattice di preservativi o con i guanti usati dai medici. Chi li ingoiera` osservera` con attenzione che siano chiusi bene, basta uno che si apra nello stomaco per provocare overdose e morte. La "vittima", cosi' la chiamo, ingoiera' dai 60 ai 100 pacchettini, dipendendo dal sesso e dal fisico (un uomo grande e grosso ne portera' un centinaio, una donna minuta una sessantina). Ma pensiamo... 60 pacchettini nel nostro stomaco...  L'operazione di ingoio sara'  fatta poche ore prima della partenza, da quel momento infatti la vittima non potra'  piu' mangiare ed entro 24 ore dovra' essere a destinazione, seduto su un water. Sempre che non si sia aperto niente, che le autorita' non abbiano nutrito sospetti (negli US in caso di sospetto ti possono sottoporre a raggi X all'interno dell'aeroporto stesso), e che tu abbia resistito dall'andare di corpo nelle 24 ore... se a destinazione manca qualche cosa i trafficanti lo comunicheranno ai colleghi colombiani e li scattano le ritorsioni sulle famiglie che probabilmente pensano il figlio sia andato alcuni giorni in vacanza a Cartagena a trovare un caro amico...   Non riesco proprio piu'  a provare  un sottile piacere sapendo che un mulo è "esploso", anzi mi  vergogno di aver sentito un piacere.

C'e' un film colombiano che mostra benissimo questa realta': "Maria llena eres de gracia", negli US il titolo e' "Maria full of grace". Per chi degli amici fosse interessato portero' con me in Italia il dvd...  uno di quelli comprati ieri nella zona sud.

Alvaro Uribe, Presidente della Colombia

Da quello che ho sentito il paese lo apprezza, sembra aver lavorato bene in questi 3 anni. Tutti dicono che da quando c'e' lui il paese e'  piu' sicuro. Questo non significa non vedere militari in giro...  sembra di essere in Israele, ci sono militari ovunque, nelle strade fuori citta' i controlli sono continui, pattuglie in ogni luogo lo stato si sia  riappropriato del territorio.

 

                            (sulla strada per Villavicencio)

Il padre di Uribe venne ucciso dalle FARC e ha quindi una rabbia particolare nei confronti della guerriglia. Recentemente e' stata cambiata la Costituzione, prima non era permessa la rielezione di un presidente, ora si. Sembra che verra'  rieletto. Il bilancio che ne fa la popolazione sembra positivo, puo' aver fatto alcune schifezze ma l'impegno e le cose buone sembrano superare quelle sporche (tipo possibili contatti con paramilitari per operazioni al "limite"...).  Ha fama di essere gran lavoratore, instancabile, lo vedono sciupato e invecchiato da questi 3 anni di governo. Al popolo piace l'impegno che ci mette...  Quando venne invitato alle nozze del principe Felipe di Spagna (e si sa che un paese come la Colombia tiene rapporti molto stretti con la Spagna) declino'   l'invito dicendo che aveva troppe cose da fare in quel momento in patria per potersi assentare.

 

Aborto

Ieri in piazza Bolivar c'era una manifestazione, erano per lo piu' donne...  pochi giorni fa e'  stata presentata una richiesta per depenalizzare l'aborto. Qui, come in Argentina, l'aborto e' ancora illegale. Qui come la' viene praticato "illegalmente" da cliniche che tutti conoscono. Come va a finire? chi ha i soldi va in una clinica di buon livello, con igiene, sicurezza e buoni medici, chi non ha i soldi va in fantacliniche improvvisate dove per pochi pesos puoi abortire. Purtroppo spesso succede che di vite se ne perdono due... che senso ha mantenere la condanna? che senso ha continuare a fare tutto nell'illegalita' quando tutti sanno che avviene come se fosse legale ma con grave pregiudizio per chi e'  piu' debole e povero? Che ipocrisia...

 

 

Nella proposta di revisione della legge veniva chiesto che l'aborto fosse depenalizzato in 3 casi specifici. In caso di violenza, di feto malformato e di... la terza non me la ricordo. Beh la legge non e'  stata portata in parlamento per la votazione perche' una corte ne ha riscontrato un vizio di forma. Un modo per non affrantare il problema probabilmente, per non rompere equilibri con la chiesa da parte di alcuni deputati... forse, a pochi mesi dalle elezioni.

 

Il cartucho

(cio' che rimane del Cartucho... 12 dicembre 2005)

Ne ho parlato a inizio post. Questo era un quartiere molto tristemente famoso del centro di Bogota'. Li viveano gli "scarti" della societa', da li venivano i sicari, i commerci piu'  sporchi, la polizia non ci metteva piede, ed era ad appena 800 metri dal palazzo presidenziale, dalla plaza Bolivar. Ora non c'e' piu', ne rimane solo un piccolo settore. Al suo posto e'  stato creato un parco il "Tercer Milenio".

 

 (Parque Tercer Milenio)

Diciamo che e' stata "bonificata" un' area creando un altro problema. Ora le persone che vivevano nel Cartucho, migliaia probabilmente, si sono disperse in citta' e non hanno cambiato attivita'...   prima era sicuramente un luogo che creava  fastidio e un senso di vergogna ai bogotanos ma almeno garantiva un controllo, ossia si poteva monitorare il luogo, seguire chi vi viveva,  seguirlo nel momento i cui usciva dalle sue "mura", ora non piu'. Non so qual'e' il male minore...

Si calcola che vivano in cio' che rimane del Cartucho circa 3000 persone, disperati che vivono dormendo sotto del cellophane o in tuguri malsani. Buona parte di loro sono drogati di basuco, vivono raccogliendo gli scarti degli altri, mangiando nei rifiuti.

 

Sono gli irriducibili. Il governo cerca di distruggere anche quest'ultima roccaforte anche se ora ci va piano...  durante gli sgomberi scoppiano sempre incidenti, ci scappa il morto, anzi i morti... Un altro motivo del rallentamento nel porre fine al Cartucho e' che i cartuchinos quando lasciano il loro territorio tendono a ricongiungersi in gruppo in altre zone della citta' alzando drammaticamente l'indice di violenza, smercio di droga etc... questo fa si che i comitati che si sono costituiti in quartieri vicini spingano per non disarmare totalmente il Cartucho. Fa riflettere... quelli che chiedono di arrestare la demolizione sono persone che vivono in zone gia' riconosciute come ad alta pericolosita' e malaffare, una lotta fra poverissimi!

 

 

Illuminazione natalizia

Mai visto niente del genere. La citta'  e' completamente illuminata con luminarie. Tutte le principali arterie hanno addobbi, le case hanno lampadine in tutto il loro contorno. Montserrate, il colle con la chiesetta che domina sopra Bogota' , e' pieno di lampadine colorate, le hanno piazzate su tutta la montagna. Bello, romantico, caratteristico... ma quanto spreco di energia...

Domani compio una settimana di permanenza in citta', dopodomani forse mi metto in marcia verso Medellin, vediamo... la Colombia e'  un paese che continua a mettermi un po' in difficolta'. Di oggettivo non c'e' ormai molto che mi freni dall'affrontarne il territorio, e' piu' un fattore interno, soggettivo, il paese e'  molto 'carico', emozionale, passionale... sara' per questo che mi "impantano" sempre a Bogota'?

 

Postato da: nicoway a 18:02 | link | commenti (3)
america latina


Commenti
#1   13 Dicembre 2005 - 21:37
 
Ma possibile che dopo oltre un anno di blog non sono ancora capace di usarlo bene??? mettere le foto, inserire le diciture sotto, son diventato stupido (non che prima non lo fossi) nel farlo e malgrado questo il risultato non e` dei migliori. Al rientro andro' a lezione. Ecco, un po' come con la macchina fotografica...
Altra cosa, ho riletto il testo, ci sono tanti errori, tempi e ortografia. Non mi metto a correggere senno' sballo tuttoil testo di nuovo. Spero il senso delle cose si capisca, credo di si...
Nico
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#2   13 Dicembre 2005 - 21:41
 
Da El Tiempo...

En Italia, 'La camisa negra' de Juanes les sonó a fascismo y se armó la polémica

Difícil pensar esa situación para un tema que comenzó su camino por el mundo con un sencillo tarareo como: "tiruturatarita tera".

En su forma de componer, contó Fernán Martínez, el manejador del artista, siempre saca la melodía a punta de tarareos y la primera frase que salió fue "Tengo la camisa negra", de ahí en adelante, encaminó el texto hacia el luto por un amor.


Es fácil de entender para quien hable español. Pero las cosas son diferentes en países que no lo hablan.


"‘Tengo la camisa negra y debajo tengo el difunto, para enterrártelo, mamita, cuando tú quieras" ¿Eso es fascismo?’ –pregunta Martínez– A raíz de que es número uno en Italia, hay oportunistas políticos tratando de sacarle provecho. Antes, a Juanes le tocaba explicar, primero qué era guasca, qué era la camisa negra, qué era ‘el difunto’ y por qué se lo quería enterrar. Ahora, imagínate el lío tan complicado, explicar ahora que no es fascista, sino que simplemente es un luto de amor".


El hecho es que la canción resucitó en las discotecas el saludo clásico romano, emblema del régimen de Mussolini y prohibido hasta ahora. Y esto ha irritado a políticos y medios de comunicación. "Hay que prohibirla, porque viola el estatuto político que prohibe toda propaganda fascista", sugieren allá.


Sin embargo, la canción sigue sonando, está próximo su lanzamiento en Francia y otros países de Europa que no han sido conquistados por ella.

Da qué hablar

Desde que La camisa negra vio la luz, en el disco Mi sangre, editado en el 2004, se impuso como éxito natural. En ese periplo no solo le ha dado grandes satisfacciones a Juanes, sino que le ha dado algunas polémicas. Fue prohibida en República Dominicana, por la Comisión Nacional de Espectáculos Públicos, por ser un "atentado a la moral y buenas costumbres del pueblo dominicano". Sin embargo, Juanes la cantó allá en vivo y antes de hacerlo dijo: "Espero que no me metan a la cárcel".


Después, se dijo en Chile que oyéndola al revés, en algún aparte, tiene un mensaje satánico que dice: "Soy el simple Luzbel". Su manager responde: "Polémicas como estas, son cosas naturales del éxito. No tienen asidero real".

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#3   15 Dicembre 2005 - 00:02
 
Ho saputo oggi che il film di cui parlavo nel post e' uscito anche in Italia... non so se e' uscito con nome in inglese o in italiano. In caso potrebbe essere "Maria piena di grazia"...
Nico
utente anonimo

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