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mercoledì, 29 novembre 2006
Un nuovo cammino

Volevo tranquillizzare chi ogni tanto passa da questo blog e non trova aggiornamenti.

Sto bene, sono vivo e vegeto. Ho avuto un illuminazione e ho deciso di intraprendere un nuovo cammino, spirituale. Sto facendo pratica nelle strade di San Paolo. Tutti mi trovano invecchiato, coi capelli bianchi, c´e´ chi mi osserva incuriosito, chi mi chiede di cosa mi "faccio". Io mi vedo normale. Secondo me sono gli altri quelli "fumati" che mi vedono un po´ pazzo. Inserisco un video in cui sono stato filmato...

http://www.youtube.com/watch?v=U711t-wXmZs

L´altra sera ad un compleanno ho filmato una scena bellissima. Una bambina stupenda di nome Mel che ballava in braccio alla madre. Per me e´ carica di significati di cio´che il Brasile e´ al di la dei tanti banali e superficiali stereotipi.

http://www.youtube.com/watch?v=vf64aHYeI3U

Segnalo l´ imminente uscita (1 dicembre negli USA) di un film da denunciare: Turistas. Si pensa addirittura possa pregiudicare il turismo. Offre l´immagine di un paese pericolissimo. Ad un gruppo di turisti US ne succedono di tutti i colori, cose orrende come sequestro e espianto degli organi. E´ vero che il crimine e´ presente in Brasile, impossibile negarlo. In molti luoghi occorre tenere gli occhi aperti. Ma da li a farne un film che rischia di dipingerlo come un inferno... Un po come se Hollywood facesse un film dipingendo la storia di ragazzi stranieri che arrivati in Italia, vengono ingannati da un taxista dinonesto che li porta in  stazione,  assaltati appena scesi dal mezzo, in seguito sequestrati e sciolti nell´acido da parte un clan mafioso. Beh, credo ci sarebbe un intervento del governo. Auspico che il governo brasiliano intervenga.

Mi hanno raccontato di uno studente US venuto in intercambio a Campinas, citta´ vicina a San Paolo. Il ragazzo era arrivato con grande competenza su usi e costumi del paese che lo avrebbe ospitato.... aveva infatti fatto arrivare scorte di acqua minerale in un container perche´ pensava che in Brasile l´acqua non fosse minerale e potabile!!!!!!!!!

Nelle scorse settimane mi trovavo a Buenos Aires e mi colpiva la poca informazione corretta che circolava in ambienti culturalmente preparati in merito all´Ir#n.  Piu´ o meno questa: paese pericoloso, gente di cui non fidarsi, terroristi. Scambiavano il popolo con il loro governo. I media parlano solo del governo,  l´Ir#n viene nominato solo per le nefandezze di chi lo governa,  spesso l´unica cosa che passa in video e´ il film "mai senza mia figlia". Da li´, chi non ha motivo, tempo, voglia o interesse di approfondire si crea un immagine fatta spesso di stereotipi e pregiudizi. Per questa ragione i media e l´industria cinematografica dovrebbero essere attenti a non alimentare gli stereotipi. Dovrebbe essere loro compito romperli, INFORMARE.  Ma che discorsi faccio... e´utopia pura.

Postato da: nicoway a 17:54 | link | commenti (1)
america latina


Commenti
#1   03 Dicembre 2006 - 04:55
 
Vegeta? Mas os vegetais fazem a coisa certa...tiram toda a energia da terra, da nossa mãe natureza...Caminho espiritual em São Paulo? Só você mesmo, Nico...o rei do sertão na net...rss
Então: sobre o filme Turistas. Quando vi o anúncio do filme, mandei o link indignada para alguns amigos, que se demonstraram tão chateados como eu, mas o que fazer? Perigo há, mas o Brasil não é o único com problemas de criminalidade. Não sei o que é pior...ouvir do seu Brasil como sendo uma grande terra de prostituição, terra de ninguém, grande selva, lugar com perigosíssimas doenças tropicais... Mas o pior é que muitos fecham os olhos para esses estereótipos e pior, alimentam ainda mais essas imagens. Tô cansada de ficar de braços cruzados, tô cansada de ouvir de pessoas "cultas" que não podemos fazer nada...mas ainda acredito que deve ter alguma maneira de mudar isso tudo. Se pelo menos uma parte do brasileiros que mora fora do Brasil fizesse um esforço para mostrar coisas boas que o Brasil também tem, seria muito bom. Utilidade pública. Mas o pior é que muitos dos expatriados querem mais que o Brasil se exploda...Bem, sou brasileira, sonhadora, e amo meu país, apesar de não morar lá... Utopia? Talvez, mas se continuarmos nos chamando, a nós próprios como "utopistas", no fundo nós contribuimos também para a estagnação e a consolidação de tais conceitos. Não consigo ficar quieta e calma quando vejo coisas assim...a palavra é nossa arma. Sempre.
Um beijo do Japão...
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