Appuntingiro in (macca) english
Bairesblog
Enzo Baldoni
Foto in giro
I viaggi di Luca
Irantrip
La torre di Babele
america latina
istanbul
japan
latinoamericana 2005
marcha por la vida
mumbai e delhi
nordamerica
sul viaggiare
tehran
terra dall alto
thailandia
varie
visitato *loading* volte

Tutto e´ cominciato per caso, circa 4 anni fa, io lo mangiavo e non sapevo nemmeno si trattasse di un frutto, di un frutto di tale importanza...
San Paolo... per caso un giorno, passeggiando in centro, sulla 24 de março, dove c´ e´quello che qui viene chiamato il povao, il popolone, persone di tutti i tipi, di tutti gli strati sociali (considerando che siamo in Brasile...), vedevo una lancheria-succheria con su scritto: Super Bomba(energetica)-Guaraçai, un intruglio di açai, guarana´, proteinato di calcio, latte in polvere...

Lo assaggiai... inizialmente il gusto non mi entusiasmo´, arrivato pero´ in fondo al beverone avevo in bocca un sapore delizioso e a distanza di pochi minuti percepivo in me un aumento di energia. Tutte le volte che in seguito ho messo piede in citta´ per lavoro o piacere non ho mai mancato un appuntamento col succone energetico, andavo in centro a passeggiare e non me lo facevo mai mancare. Ancora non sapevo che il sapore di fondo, quello importante, veniva dato dal frutto dell´açai. Due anni senza riconoscerlo...
Nel 2003 faccio un viaggio nel Nord Amazzonico del Brasile, tocco Belem (patria del frutto). Non mi accorgo di niente, non percepisco la sua esistenza. Solo ora capisco meglio il perche´, ne parlero´in seguito. Scendo a Maraba´, citta´del Sud dello stato, luogo di latifondo, fazendeiros, pistoleros, sem terra e residui di schiavitu´ insomma un posto carino e tranquillo... In citta´non c´ era molto da fare, luogo caldo e sonnolento. Vedo in una piazzetta una succheria con tante persone che si bevono un succo con un colore per niente invitante, un violaceo che mi ricorda i colori di questa terra, lo associo a qualcosa di molto selvatico. Chiedo... si tratta di succo di Açai... non riesco ancora ad associarlo al vitaçai paulistano. Decido di provarlo. In poche ore mi son fatto 3 succhi, equivalenti a oltre 1 litro di prodotto. Un gusto di cui mi sono innamorato. Nei due anni successivi ogni volta che mettevo piede in Brasile un must era matar a saudade per questo frutto e farsi una bella scorpacciata.
Nell´ estate di quest´ anno mi trovavo a San Paolo con un bel tazzone di açai davanti e pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto poterlo avere in Italia. Si accende una lampadina nella testa... lavorero´ con gelati in futuro, pensavo... perche´ non inserire anche un succo come l´açai nella gelateria? Era un piccolo sogno... tornato in Italia mi muovo per vedere se si riesce ad importare, nel giro di una settimana il piccolo sogno e´ realta´, proprio da pochi mesi un giovane brasiliano ne aveva cominciato l´ importazione per il mercato italiano, altri della stessa societa´ erano gia´presenti in altri stati europei per lanciare l´açai e altri frutti brasiliani, molti dei quali presenti solo in Amazzonia.Nomi sconosciuti al di fuori del Brasile. E pensare che fino al 1999 l´açai era conosciuto solo in Amazzonia, a Rio o San Paolo molti non l´avevano nemmeno sentito nominare... Dal 1999 in poi una crescita straordinaria in tutto il paese, ora e´ il frutto piu´ ricercato ed apprezzato sulle spiagge brasiliane e tutte le palestre del paese lo forniscono in alternativa ad integratori "artificiali". Oltre ad avere un gusto per molti delizioso ha caratteristiche salutistiche che lo rendono estremamente attraente. Molti studi sono stati fatti per comprovare le caratteristiche benefiche ed energetiche del frutto.
Mi chiedo come si sia "scoperto" solo nel 2000... bastava venire qui nel Para´ e percorrere i fiumi amazzonici, far caso all´alimentazione di chi vive sul fiume, i ribeirinhos, gli indios... chiedersi come facesse questo frutto ad essere assolutamente basico per queste popolazioni, equivalente al nostro pane o piu´... i bambini piccoli dopo il latte materno passano all´ açai, sostituisce addirittura il latte grazie all´alto contenuto di ferro e altre sostanze. I ribeirinhos (quelli che vivono, spesso in capanne, in riva ai fiumi amazzonici), vivono basicamente di due prodotti, açai e pesce. I restanti cibi sono un eventuale complemento.


Alcune zone del sud del Para´sono state colpite quest´anno da una terribile siccita´che ha sconvolto gli equilibri della regione. Poche precipitazioni causate dal disboscamento inarrestabile, incendi, fiumi in secca o quasi, riscaldamento delle acque rimaste, moria di pesci legata alla mancanza d´acqua e al riscaldamento dell´acqua rimasta. La penuria di pesce ha messo in ginocchio le piccole comunita´ indigene, e´intervenuto l´ esercito per portare alimenti e medicine... e´ stato veramente un momento difficile. Ai ribeirinhos rimaneva spesso solo l´açai... almeno questo per fortuna non li ha abbandonati. La pianta dell´açai e´ una palma particolare, l´açaiceiro, molto resistente, produce il frutto anche in momenti di siccita´. Il frutto in se, invece, simile ad una piccola ciliegina viola, e´ delicatissimo. Deve essere raccolto nel giusto momento di maturazione e in seguito consumato o congelato entro le successive 24/48 ore. Dopo le 48 ore si secca e non serve piu´a niente.
Il frutto e´ costituito per il 90% dal caroço, il nocciolo legnoso simile a quello presente all´interno di una ciliegia, e da solo un 10% di polpa e buccia!!! Ieri quando l´ho visto per la prima volta dal vero questo fatto mi ha colpito, la polpa e´ quasi impercettibile...

Ieri dicevo che l´avrei vista per la prima volta in polpa e noce perche´ la sua deperibilta´ e talmente rapida da non consentirlgi di arrivare sana e non seccata al di fuori dello stato del Para´. Beh in realta´si potrebbe fare... comprarla al mercato, correre in aeroporto e trasportarla a San Paolo, il tutto e´possibile, il giorno successivo pero´sara´ gia seccata e incommestibile. Per questa ragione al di fuori del Para´si trova solo la polpa di açai congelata, necessariamente...
La mia permanenza a Belem in questi giorni e´ legata ad approfondimenti su questo frutto. Devo essere sincero, non smette di stupirmi. In particolare a Belem si percepisce una quasi sacralita´ legata al frutto, guai a toccaglierlo, ad alterarglielo... come fanno a Rio, Salvador, San Paolo, Florianopolis... guai a chieder loro di metter dentro un po di sciroppo di guarana e farne un succo... sarebbe come chiedere a noi di mettere l´ananas o la nutella sulla pizza... de gustibus, come al solito...
Nei prossimi post credo mi dedichero´ a parlare ancora di açai, Belem, ribeirinhos, stato di Para´... mi auguro il tema non annoi, in fondo si tratta della mia promessa sposa... spero poi lo si possa provare e apprezzare a breve in Italia... non ne no sono affatto geloso.

Giusto per aggiornare un attimo... sono appena arrivato in uno dei luoghi "obiettivo" piu´importanti del viaggio. Fra poche ore incontrero´ personalmente e per la prima volta la mia promessa sposa. Si chiama Açai, non e´ fatta di carne e ossa ma di polpa e noce... i gusti son gusti...
Stamattina forse sarebbe stato meglio se avessi dormito qualche ora in piu'... non sarei stato tentato dal fare colazione con lettura del Corsera, dopo diversi giorni di distacco da cose italiche. Arrivo a pagina 5 e leggo, con sorpresa e divertimento, l'ultima esternazione dell'italico Premier, Berluhconi. "I media ce l'hanno con me. Mi sento un Santo". Ci mancava solo questa... Ma perche' non lo facciamo Papa? o Re? Silvio tutto quello che vuoi... prenditi quello che vuoi, sentiti il migliore, l'illuminato, il salvatore... basta che ci lasci in pace, basta che lasci governare un altro, va bene anche Bondibond! Pero' non si puo' non dire che sia quantomeno spiritoso e simpatico, almeno fa sorridere, e' folkloristico. La madre che pero' dice..."Prodi? Non lo posso proprio vedere...". Da una signora della sua eta' non trovo "gentile" fare certa affermazione, lo trovo di cattivo gusto. Dopo la lettura devo correre in bagno, non e´stato il giornale a smuovermi l'intestino... sicuramente e' stato il latte nel cortado. Domani il Corsera non lo compro, a scanso di equivoci...
A proposito di folklore, proprio ieri ho comprato questa rivista... si parlava anche li di santi, guarda caso...
