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lunedì, 23 maggio 2005
Sul Viaggiare

Proprio Dominique Lapierre, citato nel post precedente.

Da un intervista a L'Espresso del 5 maggio 2005 dal titolo "Calcutta brucia".

"I viaggi sono stati il detonatore della mia vita. Grazie al viaggio che feci in America, all'età di 17 anni, ho aperto gli occhi sul mondo. Fu uno choc che mi permise di scoprire che non ero solo sulla Terra. Mi resi conto che, invece di diventare un funzionario di Stato come mio padre, potevo vivere in un altro modo, facendo del mondo il mio campo di attività. Grazie ai viaggi, potevo vivere come volevo, scoprire infinite realtà diverse dalla mia e incontrare persone affascinanti che avevano sempre qualcosa da insegnarmi."

Il viaggio come iniziazione alla vita?

"All'epoca mi ripetevo di continuo un vecchio motto dei boy scout: "Se la strada ti manca, allora falla, trovala, inventala". Oggi viaggiare è facile, ci sono le carte di credito, i cellulari, i club Mediterranèe. Cinquant'anni fa era sempre un avventura che ti forgiava. Il viaggio è la migliore scuola che io abbia mai frequentato."

Quest'ultima frase... non posso che sottoscriverla in pieno.

Postato da: nicoway a 18:48 | link | commenti (6)
sul viaggiare

La terra vista dall'alto

La terra vista dall'alto è veramente magnifica. Se fossi un poeta probabilmente potrei descriverla nel miglior dei modi, ma non lo sono... mi limito a dire che quando sono in volo vorrei essere sempre lato finestrino e avere sempre appiccicato il naso al vetro per guardare giù o all'orizzonte, o l'azzurro del cielo. 

Osservarla dall'alto, vedere le catene montuose, i ghiacci, laghi, foreste, la neve, i deserti, il mare. Le città, i paesini minuscoli, cercare di immaginare la vita di chi in quel momento stà la sotto. Un gruppo di case in mezzo al deserto del Sahara, delle lucine nella congelata Siberia, un villaggio isolato nel Kurdistan... e comincio a sognare... di poter un giorno metterci i piedi.

Ho deciso di cominciare a mettere qualche foto che ogni tanto mi capita di fare dall'alto.

Comincio con queste due scattate pochi giorni fa.

Inserirò altre in una cartella apposita in:  

http://www.nicogallery.com/Foto-dall-alto

 

Per chi volesse cercare di indovinare... può essere un bel giochetto.

La "chiave" si può trovare vedendo la proprietà della foto... 

Postato da: nicoway a 15:58 | link | commenti (3)
terra dall alto

sabato, 21 maggio 2005
Delhi... che caldo...

Qui in questo momento sono sono le 15,15 e fuori da questo internet cafe' fa veramente un caldo torrido.

Ieri sera all'arrivo, ore 22, la temperatura era a 39 gradi! ora siamo intorno ai 43... mi han detto che e'  la settimana piu' calda dell'anno, negli ultimi giorni sempre sopra i 40.

Ho fatto una passeggiata di tre orette, grazie al fatto che il caldo non e'  umido si resiste ma... dopo un po' mi e' venuto un gran mal di testa, meglio fermarsi... di quelle tre orette parlo fra un attimo, se fra un attimo avro' ancora voglia e forze, ora mi preme un'altra cosa...

NON PRENDETEMI TROPPO SUL SERIO SU CIO' CHE DICO.

Mi riferisco soprattutto alle sensazioni che metto nel blog. Mi spiego... in seguito al post sul Venezuela mi ha scritto per mail un amico che ha trascorso un paio di mesetti in quel paese e non l'aveva percepito particolarmente pericoloso, salvo forse Caracas... la sua esperienza e' sicuramente piu'  completa della mia e quindi piu' autorevole. Pur rimanendo soggettiva ha molto piu' materiale e questo conta!  Io a volte scrivo cose che sono frutto di sensazioni e "sentito dire" di chi la' vive. Non per questo cio' che dico corrisponde alla realta, soprattutto quando tocca temi sensibili come la percezione della sicurezza. Io per primo ho tanti esempi di luoghi che mi vennero descritti come terribili per poi scoprire che non lo erano affatto.

Insomma, chi mi legge mi prenda con le pinze, cerco sempre di specificare quando una cosa e'  frutto di una sensazione personale ma talvolta puo' scapparmi... e non vorrei far "crollare" il turismo venezolano ... o dell'India, con cio' che posto. So bene che non crollerebbe!!! ma mi spiacerebbe condizionare le persone che vengono qui a leggere, negativizzandole su un paese. Cio' che dico spesso e' frutto delle mie percezioni. Guardatevene!!!

Come per esempio dell'India...

O... io in sto' posto non ci vivrei mai!

Ora saro' anche offuscato e confuso dal calore ma quello in cui mi sono trovato poche ore fa assomigliava ad un inferno piu' che all'India mistica, relax, yoga, ayurveda...

Mi sono messo nel mezzo di un incrocio clou, di fronte al Forte Rosso e osservavo la viabilita'. Fatico a descriverla, proviamo...  Pedoni, biciclette, rikshaw, autorikshaw, auto, camion, carretti, tutti a tagliarsi la strada e a strombazzarsi. Certo i pedoni e i ciclisti faticavano a strombazzare, subivano e basta. La legge del piu' forte, il ciclista sempre tagliato fuori, il pedone zigzaga pericolosamente, tutti i  motorizzati a strombazzare, continuamente, in mezzo al caldo. Chi e' piu' grande passa, non guarda se ci sono altri che avrebbero la precedenza, la regola non e' quella infatti, ha a che vedere invece con la grandezza e la prepotenza.

 Qui un breve clip...  spero si apra...

http://www.nicogallery.com/albums/Delhi/Del_traf.avi

per vedere il video occorre installare il programma (rapido da scaricare) divx:  http://www.divx.com/divx/download/

Questo e' un aspetto dell'India, il microcosmo delle grandi citta' indiane, in un incrocio delicato. L'India e' tanto altro, certo... ma in quei gesti e in quel modo di spostarsi io avverto parte dei meccanismi della societa' indiana.

La societa'  e' divisa, per caste, per classi, per sesso... Qui chi ha un nome, un etichetta di potere datagli dalla casta di appartenenza o da una condizione economica e' PIU' di un altro, vale piu' di un altro, puo' umiliarlo, schiacciarlo, non considerarlo...  un po' come avviene nel traffico automobilistico.

L'India e'  interessantissima, un altro mondo, realmente, storia millenaria, cultura, paesaggi, tutto e di piu'... ma se mi chiedono se la societa'  indiana mi piace rispondo: NO

Non voglio con questo dare un giudizio, l'importante e' che vada bene a loro. Se io vedo ingiustizie le vedo con il mio metro di valutazione, con i miei valori. Se gli indiani stanno bene cosi', se questo e'  il loro equilibrio, in fondo sono una democrazia, io non ho nessun diritto di giudicare dicendo che quel mondo e'  sbagliato. Posso dire... a me non piace, mi fermo qui.

In India si trova tanta umanita' come dice lo stimatissimo Dominique Lapierre... ma ce vo' na pazienza... Andai a Calcutta per cercare di sentire quella umanita'. In effetti c'era, sicuramente, ma per arrivarci dovevo attraversare e vedere delle cose che mi facevano spesso arrivare stanco, impaziente, in quei luoghi. Fermarsi a Calcutta ad osservare il traffico e'  ancor peggio che a Delhi o Mumbai. La presenza degli "uomini cavallo" fa fare un tonfo verso un altro girone...  gli esili e sciupati uomini cavallo quando scatta il verde sono in pole position, pronti a scattare, ma dopo un paio di metri vengono sorpassati dalle auto che scaricano tutto il loro gas malefico sul viso del poveraccio. Questi si muovera' poi fra strombazzate, tagli di strada subiti, l'assoluta mancanza di rispetto da parte di chi e'  piu' grande di lui... lui, a piedi nudi sull'asfalto rovente. Una volta a settimana andra' poi a donare il poco sangue che gli e' rimasto, per poche rupie.

L'India delle campagne e' altra cosa, gli indiani sono simpatici, gente semplice, curiosi, buoni... ma io considero anche questa parte dell'India, quella delle metropoli, e qui a volte mi sembra possa essere dipinto un girone dantesco.

Vale anche per l'India il detto "O l'ami o l'odi"? Beh, io non la amo di certo... mi interessa, vorrei conoscerla meglio, mi puo' piacere e stimolare ma... non la amo. Rimaniamo sul soggettivo...  

 E' un luogo da conoscere, ne vale tremendamente la pena. Poi ognuno se ne torna con le proprie idee ed emozioni. L'importante e' comunque che gli indiani stessi lo considerino un bel luogo in cui vivere.

Un appunto... Alcuni anni fa leggevo sul libro "India, culture shock" che nella sola delhi c'erano 9000 casi all'anno  di incidenti domestici. La donna moriva... di solito la cucina prendeva fuoco. Questi episodi non venivano denunciati. L'autore o il mandante era/e' sempre il marito il quale si vuole disfare della moglie e "genera" un bell'incidente in cucina. Chiaramente il marito non veniva accusato... questa era una devastante ipocrisia, tutti sapevano che era lui il colpevole e non era un semplice incidente. Un gruppo femminista ha cominciato a denunciare la cosa... non so com'e' attualmente la situazione. In questa fattispecie mi sembra impossibile non giudicare come bestiale questo fatto. Fara' parte della tradizione nei rapporti fra sposi? E allora se e' una tradizione per i miei valori e' una tradizione bestiale. Penso lo sia anche per gran parte degli indiani e infatti le donne si sono mosse per combattere il fenomeno...

Ue... ho messo cose negative, ma chiaramente c'e' anche tanto di positivo in questo sub-continente. A me e' venuto ora di rimarcare solo le cose che mi "infastidiscono". Da tener conto che mi fa mal la testa e tutto sto calore non mi mette di buonumore... 

Postato da: nicoway a 12:08 | link | commenti
mumbai e delhi

giovedì, 19 maggio 2005
Argi... optimismo en el aire

Il peggio è passato.

In Argentina va indubbiamente meglio, non per tutti sia chiaro, anzi forse per la metà della popolazione, per gli altri non va ne meglio ne peggio, va semplicemente male, come al solito, come da vent'anni e più a questa parte.

Il meglio è riferito a quella parte di classe media che non è mai sprofondata nell'inferno della miseria, quelli che malgrado tutto, le sofferenze, le incertezze e i momentacci recenti sono riusciti a mantenere il naso fuori dall'acqua.

In centro a Buenos Aires l'atmosfera è cambiata, c'è molta vitalità, frenesia, ottimismo. Con cautela però...

Sabato sera alle 23,30 ho fatto la coda per entrare al ristorante, tutti i ristoranti del centro erano pieni, dalle 21,30 in poi...  mi sono informato, gli hotel sono quasi tutti esauriti, per trovare una stanza occorre prenotare almeno una settimana prima. E sì che non siamo in periodo di vacanza, alta stagione turistica... è pieno autunno, periodo di lavoro e di affari. Segnali che l'economia è in movimento, gli argentini spendono di nuovo, gli stranieri fanno affari con i prodotti argentini grazie al basso prezzo dovuto ad un cambio estremamente favorevole.

Ho parlato con un signore di una certa età che ne ha viste tante di crisi argentine, di crolli e riprese (l'ultima è stata decisamente la più pesante). Sostiene che il merito non sia di questi politici, di questo Presidente... la classe dirigente continua a fare i propri interessi come sempre... il merito è degli argentini, del popolo, della capacità che hanno avuto di rimboccarsi le maniche aiutati da un cambio monetario (in questo il governo deve aver contribuito) che faceva da volano.

Quindi... ottimismo in giro.

Il grande problema sarà attirare investitori stranieri o concessori di crediti. E chi si fida più all'estero di un paese che ha dichiarato "fallimento" e restituirà le briciole di ciò che è stato prestato? Sarà difficile recuperare credibilità internazionale. L'Argentina negli ultimi 50 anni ha abituato il mondo a continui alti e bassi, gli stessi argentini sono ormai vaccinati e vivono alla giornata, domani non si sa come andrà... i due soldi che ho li spendo subito, in banca non metto niente. Se per caso ho la fortuna di avere un surplus momentaneo... lo porto all'estero, al sicuro in una banca a Miami, Montevideo o Ginevra. Per invertire questo meccanismo occorre... cosa??? Un decennio di governi virtuosi forse...

Vamos, vamos Argentina!   

 

Ah... ecco una chiave per veder crescere un Argentina diversa, più giusta, più stabile... i bambini...

Il 20 giugno centinaia di bambini ed educatori cominceranno una lunga marcia dal nord del paese (Tucuman) e arriveranno in Plaza de Mayo a Buenos Aires il 1° luglio in quella che viene chiamata la "Marcha por la vida". Dal sito web dell'organizzazione legata alla Marcha si possono leggere dati eloquenti ed inquietanti sulla situazione dell'infanzia in Argentina. Il discorso non cambia granchè se parliamo dell'infanzia in  Perù, Bolivia, Ecuador, Colombia etc....

http://www.pelotadetrapo.org.ar/   se la fortuna mi assiste mi aggregherò alla marcha negli ultimi 5 giorni. A scuriosare un po'.

 

Postato da: nicoway a 00:46 | link | commenti (1)
america latina

martedì, 10 maggio 2005
Que pasa en Venezuela?

Venezuela… un tempo questo nome lo associavo a paesaggio tropicale, terra di emigrazione, grandi fazendas, ricchezza. A me da bambino sembrava una terra di sogno, era così nel mio immaginario, avevo sentito i racconti di alcuni “grandi” che là avevano fatto fortuna, partendo da qui, per terre paradisiache.
 
La prima volta che sono andato, alcuni anni fa, ho avuto una “quasi” sorpresa, la terra non era affatto paradisiaca, forse lo era stata un tempo, ora non più.
Era una terra in qui stare molto attenti, pericolosa. Tutti a darti avvertimenti e a fornirti dati inquietanti sugli omicidi di un fine settimane “normale”… a tre cifre!
Per questa ragione in questo paese sono sempre andato coi piedi di piombo.
Ci sono tornato alcuni giorni fa e la sensazione è sempre la stessa, di essere in un paese estremamente pericoloso, quantomeno a Caracas e dintorni. Solo un paio di volte in passato mi sono azzardato ad andare in centro ed entrambe le volte avevo gli occhi davanti e dietro, la vista era periferica, cercavo di ostentare sicurezza, mai la cartina in mano, passo sicuro…  niente da fare, entrambe le volte ho visto avvicinarsi il pericolo. Una volta mi sono infilato sotto terra, nella stazione della metropolitana, l’altra volta in un taxi. Non ci sono mai più tornato… E’ in assoluto il paese dell’America Latina in qui mi sento più insicuro. L’insicurezza non sempre è oggettiva, spesso è soggettiva, dipende da noi, da come stiamo, da come ci sentiamo in un certo contesto non familiare a noi. A Caracas io mi sento insicuro, oggettivamente i dati confermano e mi consolano, non dovrei essere il solo… Di sentirmi così mi è capitato raramente in altri paesi “latini” visitati, forse solo nel Salvador degli anni ’90 avevo provato qualcosa di simile. Lì si usciva da una pesante guerra civile e poi… le gang espulse da L.A. dopo le sommosse seguite all’episodio di Rodney King si era ricostituite a San Salvador, una marea di armi in giro. C’era di che preoccuparsi.
Ma il Venezuela… maledizione. Paese ricchissimo di petrolio, una grande campagna agricola, turismo, nessuna guerra civile alle spalle.
 
Ultimamente di Venezuela si parla tanto, soprattutto in Sud America. Il motivo di tanto interesse è dato dal Presidente, Hugo Chavez.
 
E’ una figura bizzarra, nel ’92 quando era colonnello dell’esercito fece un colpo di stato, fallito. Venne imprigionato per un po’ di tempo. Uscito dal carcere si buttò in politica e democraticamente arrivo al potere. Da quel momento è diventato un personaggio “famoso”, di riferimento. In Argentina la sua immagine è positiva, Kirchner ne ha “ufficialmente” considerazione e stima. Si incontrano in grandi abbracci, Chavez, Lula, Kirchner, Maradona(!). E’ il protagonista di una rivoluzione che lui chiama neobolivariana, contraria alla politica nordamericana, vicina a Cuba. All’interno del paese la popolazione è estremamente divisa. C’è chi lo ama e c’è chi lo impiccherebbe… Io ne ho sentite di tutti i colori su di lui, certo è un personaggio da studiare, una politica e una situazione da approfondire. Ci sarebbe un unico modo per costruirsi una visione un minimo obiettiva sul fenomeno chavista: fermarsi un po’ di tempo nel paese e tastare personalmente…  altrimenti è quasi impossibile “capire” (parola grossa) il Venezuela attuale. Ciò che esce dal paese è spesso propaganda dell’una o dell’altra parte, io non riesco a farmi un’idea di come stanno le cose e mi sa che non me la farò mai… mi sentirei più tranquillo a passeggiare a Kabul (…non a Baghdad…!) rispetto a Caracas.
Una cosa che sicuramente preoccupa è che la gente quando ti parla male di Chavez o lo critica lo fa sottovoce… guardandosi da occhi indiscreti. Ahi ahi ahi… Que pasa en Venezuela?
 
Metto una foto della costa vicino all’aeroporto, purtroppo la zona non si è ancora del tutto ripresa dalla terribile inondazione del dicembre 1999 che praticamente rase al suolo tutto. Furono una decina di giorni di pioggia incessante, franarono pezzi di montagna e tutta questa gigantesca melma arrivò sulle spiagge e nei paesi costruiti sui pendii che danno sul mare. Fu un fenomeno catastrofico di qui rimangono i segni, forse per sempre. Le spiagge non sono tornate ad essere quelle di un tempo.
                (la costa vicino a La Guaira, pochi giorni fa)
 
Per chi volesse andare in Venezuela… questa è una mia visione, non voglio spaventare nessuno, prendetemi con le pinze! E poi… in certi angoli il paese rimane paradisiaco. Cautela nel percorso per arrivare a questi angoli…
 
                           (Cayo Pelon, maggio 2000)
 
Ho dato una visione personalissima e limitatissima del paese in questo post. Il tutto si basa su sensazioni e poca conoscenza del luogo. Se dovesse leggere questo post un qualche venezuelano  buon conoscitore del paese è autorizzato ad offendermi e a ribaltarmi questa immagine di paese “insicuro”… mi farebbe quasi un piacere…
 
                          (scolari a Coro, maggio 2000)

Postato da: nicoway a 14:26 | link | commenti (8)
america latina