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Mi sento veramente in un altro mondo. Il Giappone. Non è la prima volta che ci capito ma non posso assolutamente dire o pensare di conoscerlo. Mi sembra di catapultarmi su un altro pianeta ogni volta che poggio qui i piedi.
Osservo e non ci capisco granchè, la cosa più banale da dire è che mi sembra di essere in un cartone animato, sembrano ai miei occhi tutti estremamente buffi al limite del ridicolo. Ma non lo sono, lo possono essere solo per chi non conosce come me questo mondo.
Tante cose ci sarebbero da dire, ne escerebbero solo degli stereotipi , tipo hanno stranamente le gambe storte, non dicono mai di no etc... tutto ciò che potrei dire sarebbe frutto di una visione superficiale e non ci sarebbe niente di male a farlo, lo farei ma... sono cotto, stracotto. Il fuso orario, la luce del sole al momento sbagliato, l'abbondanza di colori nei negozi, il tutto mi stordisce.
E quindi mi fermo qui... anzi... aggiungo che sto' posto mi incuriosisce molto e ... sono il popolo più cordiale e delicato che io abbia mai conosciuto. Anche questo è frutto di una visione superficiale ma condivisa da chi conosce un po' questo paese. Un giorno credo ci verrò con calma, per cercare di conscerlo un po', impresa impossibile poter dire anche dopo poche settimane, "lo conosco un po'". Troppo "altro pianeta".
Mi si incrociano gli occhi dalla stanchezza, ma la cosa pazzesca è che malgrado questo non ho sonno... è possibile? Si, il jet lag fa degli scherzetti incredibili.
Il capodanno in casa di Amir e Samira . Con tanta nostalgia per il loro paese.

Buon anno a chi lo festeggia e buona primavera a tutti oggi alle 13:33, inizia la primavera

Nowruz Haft Sin (Sette S)
Ogni iraniano, oggi in casa ha un tavolo apparecchiato con sette cose che cominciano con la lettera S (io ancora sto qui e devo ancora colorare le uova. Faccio sempre tutto all'ultimo minuto)
Sir: aglio
Serkeh: aceto
Sabzeh: un piatto di grano fatto germogliare
Samanù: mandorle cotte assieme al grano
Sekkè: una moneta possibilmente d'oro
Somagh: un frutto di bosco essiccato e consumato in polvere (che normalmente si usa per condire la carne alla brace)
Sib e Sorkh: le mele rosse
per sapere tutto sul Noruz cliccare qui
altri elementi necessari:
uova colorate (rappresentano la fertilità)
un pescolino rosso
uno specchio (messo al centro)
le candele
un libro sacro ( a scelta, tanto ce n'è per tutti i gusti da noi)
gli atei usano il libro di hafez (poesie)
un piatto di dolci e un bella arancia che galleggia in una ciotola d'acqua (facoltativo, dato che è un'usanza molto antica
Dopo aver lasciato la postazione di net connection in camera, riesveglio alle 6 am causa fuso... esco e con mia sorpesa vedo che ci sono gia' le canoe sul fiume. Malgrado il freddo e il fatto che parte delle acque siano ancora ricoperte di ghiaccio qui basta la giornata di sole per praticare sport. Tanti a fare footing in pantaloncini corti e in giro tante ragazze con infradito e chiaramente piedi 'nudi'. Stamattina qui c'erano comunque solo 3 gradi... hanno molta voglia di caldo mi pare...


Harvard... a couple of hours ago...


E ora... fine passeggiate, si va a lavorare... all night long...
Boston, qui sta finendo l'inverno, c'e' ancora un po di neve in giro e l'odore della primavera non e' ancora arrivato.
Questa non e' la mia citta' pereferita negli Stati Uniti ma le porto da sempre una grande ammirazione, rispetto. Fin dalla prima volta che sono venuto, una decina d'anni fa, a incontrarmi con una cara amica italiana, Chiara, che qui studiava, a Cambridge per la precisione, sobborgo di Boston.
Da sempre ho associato questa citta' allo studio, alle grande universita', a grandi menti e studiosi che da tutto il pianeta vengono qui, chi per insegnare, chi per imparare. Questa e' la veduta da dove mi trovo io, il fiume davanti. Boston in fondo e alla mia destra, non si vede, giusto 500 metri il MIT. Alle mie spalle, circa 3 km, il centro di Cambridge, con ...Harvard. Studio e ricerca... ricordo una volta di aver attraversato la strada sulle striscie pedonali e di fianco a me c'era l'ex ministro degli Esteri dell' ex URSS, 'era' di Gorbaciov. Passeggiava indisturbato e inosservato, mi colpi' la normalita'... qui probabilmente era uno fra i tanti, studiosi...
E poi... questa citta' e proprio il fiume qui sotto, quello che divide la city da Cambridge mi ricorda il film 'Love story'... le barchette, loro che remano, vabbe' ora la pianto senno' esce la parte romantica...

A Boston tanto pesce, salmone, aragosta e immancabile la zuppona, la clam chawder...

Fra le stradine di Beacon Hill...

Ora una nuotata, colazione e una passeggiata nel centro di Cambridge, ad Harvard, a sognare di essere studente fra quelle mura...
Brrrrr... fa ancora un freddo cane da queste parti... quella sotto e' la costa nord della Nova Scotia, Canada, 340 km a nord est di Halifax, ieri mattina. Il ghiaccio che si vede non e' su un lago ma sul mare. Ancora poche settimane comunque poi anche qui avverra' il disgelo. Mi piacerebbe fare un salto giu' e vedere come si vive in queste picolle cittadine del nord Canada in inverno.

Da oggi, nel tempo libero sul net, cerchero' di 'collegarmi' con i bloggers iraniani. Ieri sono cominciate le festivita' che precedono il capodanno persiano. Volevo scrivere qualcosa in merito ma penso sia molto meglio seguire cio' che dicono loro, gli iraniani, su questa loro 'sentitissima' festa, laica e pagana. Gli iraniani in questi giorni sono in fibrillazione, allegri... che bello sentirli cosi'...
Comicio facendo un copia incolla dal blog di lilit http://lilit.ilcannocchiale.it/
15 Marzo 2005
Aspettando il nuovo anno...
Da oggi cominciano i festeggiamenti. Dopo aver finito con le pulizie primaverili e dopo aver fatto germogliare e crescere un bel piatto di grano ( che adesso è quasi pronto e ornato con un bel fiocco rosso), gli iraniani in tutto il mondo da stanotte festeggiano, accendendo sette fuocherelli. Si salta sussurrando al fuoco questa frase: il tuo rossore a me, il mio pallore a te.
E' una festa che piace soprattutto ai bambini. Una volta, i più piccoli, andavano avvolti da un pezzo di stoffa o il chador della nonna, in giro per le case e battendo con un cucchiaio su una pentola chiedevano frutta secca e dolci dai vicini. Oggi si usa meno anche perchè per molto tempo ci hanno impedito di festeggiarla questa festa, i mullah. Vi lascio con qualche notizia poi vi farò vedere le foto intanto vado a rimediare qualche ramoscello secco. ciao :)






opsss, mi sono dimenticata di precisare che: l'anno nuovo(Now Ruz) sarà il 20 marzo:
NoRuz 2564 (1384) begins at 04:03:24 PM Tehran time on Sunday March 20, 2005
- at 07:33:24 AM New York time on Sunday March 20, 2005
- at 04:33:24 AM LA time on Sunday March 20, 2005
- at 12:33:24 PM London time on Sunday March 20, 2005
- at 01:33:24 PM Paris time on Sunday March 20 2005
-at 09:33:24 PM Tokyo time on Sunday March 20, 2005
-at 11:33:24 PM Australia/Newzeland time on Sunday March 20, 2005
questa festa invece si chiama "Charshanbe Suri" ed è la notte dell'ultimo mercoledì dell'anno
Dal Carnevale... o meglio un festival latino.
Ieri in calle ocho c'era veramente il "mondo latino" della città. Tutti i paesi, dal Rio Negro alla Patagonia, erano ben rappresentati. Colori, musica e cibo. I colori, vivaci, delle bandiere e della gente.

La musica... a dire il vero mi aspettavo più salsa, merengue, samba, tango etc... invece tanto rap latino, aggressivo nelle parole come quello anglofono. Il cibo, tacos mexicanos, arepa venezuelana, carne colombiana e cubana, churrasco brasileiro, choripan e asado argentino... etc...
La cosa veramente latina, originale (nel senso di "come nella terra madre"), erano proprio i sapori dei cibi. Tutto il resto era un connubio fra latino e US. L'abbigliamento delle persone, i tagli di capelli, lo stile. Una originale via di mezzo. Tante le magliette NBA e il richiamo allo stile rap. Ahimè tanti anche i rappresentanti di gangs violente, Miami ne è infestata.


Mi è rimasto impresso un gruppo che suonava musica cubana... ci saranno state 15 persone a seguirlo, al contrario dove veniva sparato il rap... la calca...


La foto che segue è un po' simbolica, il tema US-Cuba meriterrebbe tante considerazioni, tanti discorsi...

Aggiornamento.
Mi trovo a Miami. Oggi qui giornata di festa a Little Habana, in calle ocho. E' il carnevale latinoamericano.

Miami e' citta' latina, si parla piu' lo spagnolo che l'inglese. Tanti i cubani ma tanti anche i nica, gli argi, i brasi, i salva, i colombia e venezuelo etc... Malgrado questo, malgrado siano in tanti... non riescono a trasformare l'atmosfera, per me e' l'america latina di plastica.
Non ho mai sentito nessuno di loro dirmi che e' realmente felice di stare qui. Si potrebbe pensare che questo e' normale, tutti sentono la mancanza del loro paese di origine, ma qui a Miami c'e' qualcosa di diverso, diverso anche dall'altra metropoli latina, Los Angeles... E' questione di percezioni. Per me e' uno strano ibrido non mi piace. Certo le spiagge, le palme, la luce tropicale... queste mi piacciono, eccome!
Ma...essere in mezzo a una marea di latini e non avvertire la loro energia ed allegria. A Milano ce ne sono molti meno ma avverto molta piu' possibilita' di costruire una loro atmosfera originale. Discorso complesso... lo so... e poi va a sensazioni...
Ieri ho parlato con una nicaraguense qui da 4 anni e 3 brasiliani... mi dicono che si sono "abituati" a vivere qui, ma... non sono felici, ne allegri.
Perche' allora stanno qui? Dollaro e lavoro, stop.
E ora vediamo il carnavale di Calle Ocho. Come sara' l'atmosfera? La giornata e' stupenda, gran sole e cielo azzurro.

“Le persone per le quali ciò che è nuovo in viaggio diventa subito
familiare e amico e che hanno occhi per le cose autentiche e preziose, sono le
stesse che hanno trovato un senso nella vita e sanno seguire la loro stella.
Una forte nostalgia per le fonti della vita, l’esigenza di sentirsi amici e
partecipi con tutto ciò che c’è di vivo, che crea, che cresce, è la chiave per i
segreti del mondo che essi inseguono desiderosi e felici non solo durante i
viaggi in terre lontane, ma in egual misura nel ritmo della vita e delle esperienze
quotidiane.”
[...]
“Ah, la vera voglia di viaggiare non è altro che quella voglia
pericolosa di
pensare senza timori di sorta, di affrontare di petto il mondo e di
voler avere
delle risposte da tutte le cose, gli uomini gli avvenimenti. Una
voglia che non
può essere placata con progetti e dai libri, che esige sempre di più
e costa
sempre di più, in cui bisogna mettere il cuore e il sangue.
Davanti alla mia finestra il dolce, tiepido vento d’occidente fruga
nel lago
negro, senza nessuno scopo, infuriando nella sua passione e
consumandosi,
selvaggio e insaziabile.
Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare, lo
stimolo di
conoscere e sperimentare cose nuove, che nessuna conoscenza e nessuna
esperienza
riescono a saziare. Uno stimolo che è più forte di noi e di tutte le
catene, che
vuole sempre più sacrifici da chi ne è dominato.
Non ci sono forse uomini che vanno a caccia di denaro, e del favore
delle donne
e di principi in maniera selvaggia e oltre ogni limite, fino ala
rovina? Ecco
così andiamo a caccia noi, noi patiti di viaggi, di ciò che si può
prendere
dalla madre terra, con il desiderio di essere un tutt’uno con lei,
possederla e
abbandonarsi a lei, in una misura che non si può ottenere, ma solo
sognare,
desiderare, agognare.” [...]
Herman Hesse 
(Gentilmente passatami da Kore.a)