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Hola Jacinto! Donde estàs?
Stanotte se n'è andato Giacinto, clochard milanese. Viveva nel piazzale della stazione centrale. Ci siamo conosciuti la scorsa estate. Aveva una birrozza in mano, era allegro... quando abbiamo cominciato a parlare in spagnolo non si è più tenuto, ha cominciato a ballare ad abbracciarmi e ridere. Mi ha raccontato la sua vita, la malattia... contagiato nel 1983 con una siringa scambiata, l'alcool, la droga, la separazione, la figlia che vedeva di rado e che amava... i dieci anni passati in Spagna... Che risate ci siamo fatti. Mi diceva che gli rimanevano non più di 6 mesi. Ci siamo conosciuti il 5 agosto 2004, sono passati 5 mesi e 25 giorni... ma se n'è andato sconfitto dal freddo. Povero, caro Jacinto. Conserverò un bel ricordo di te, loco de un hombre! Ahora estaras descansando... o a lo mejor nos estas mirando y estas bailando la salsa, un abrazo cabron!

Il mio amicone Andrea (borellino) sta bene, solo un gran mal di gola

25 gennaio, Bangkok
Non avevo intenzione di scrivere, non avevo granche' da dire, mi sto riposando e osservando gli altri viaggiare. Avrei solo considerazioni da fare su questo popolo, molto positive. Il resto sono pensieri miei, personali, che poco interessano e quindi inutili da mettere su questo blog.
Ma ora mi ritrovo a farlo... Mi e' appena arrivata una notizia da brivido. Poco fa ho sentito il mio amico Andrea con cui sono stato fino a due giorni fa a Koh Samui per una settimana di spiaggia e relax. Poi me ne sono andato, dopo alcuni giorni di mare sento sempre il bisogno di cambiare panorami...
C'era stata la tentazione di rimanere ancora un paio di giorni per partecipare ad un evento che si verifica una volta al mese, il "full moon party", sull'isola di fronte a Samui, Koh Phangan. Nella notte di luna piena una spiaggia di circa 400 metri si popola di festaioli, arrivano ad essere anche 8000 con una densita' impressionante. E' un enorme rave party che inizia poco dopo il tramonto e termina alle 11 del mattino del giorno dopo. Vi si recano thailandesi e turisti da tutti i lati del paese, in aereo, barca...
Mi sembrava un evento da non perdere, per curiosita'... nei rave parties e soprattutto di quelle dimensioni non mi sento particolarmente a mio agio, l'alcool che scorre a fiumi, le droghe... il tutto mi spaventa... fra l'altro per un astemio come me... ma per curiosita' in un certo momento l'avrei sicuramente fatto. Ora pero' non e' il momento della curiosita', anche lei sta riposando, devo dire, forse... per fortuna!!! E me ne sono tornato a Bangkok...
Andrea e' rimasto a Samui ed e' andato al full moon party. Partito in barca alle 21, il rientro era previsto sulla barca delle 4am. Andrea mi informa ora che quella barca e' affondata. Per fortuna aveva un forte mal di gola e quando doveva prenderla e' stato convinto da una ragazza di Phuket conosciuta al party di rimanere ancora un po', magari dormire li', sull'altra isola, gli faceva troppo male la gola e la traversata notturna di 30 minuti fra un'isola e un'altra lo avrebbe fatto stare ancora piu' male. Andrea accetta il consiglio, anche se combattuto. Quel consiglio forse gli ha salvato la vita. La barca si e' rovesciata, ci sono 7 morti, 3 thailandesi e 4 stranieri (uno, inglese, era nostro vicino di bungalow). Altre 9 persone sono ricoverate in ospedale, fuori pericolo.
La barca trasportava 40 persone, poteva portarne al massimo 25. I passeggeri a bordo erano tutti giovani... purtroppo sotto effetto dell'alcool...
Se fossi rimasto probabilmente avremmo preso quella barca, Andrea forse non avrebbe conosciuto la ragazza di Phuket. Forse salvato da lei... da una ragazza scampata allo tsunami...
L'episodio tragico si e' verificato alle 4,30 thai time, circa 11 ore fa.
Ora rimane da riflettere, Andrea sta riposando, ci sentiremo di nuovo stasera. Il destino...
17 gennaio, Bangkok
In vacanza.
Dopo forse anni mi concedo una vera vacanza, o almeno cerco. Gli ultimi "spostamenti" erano viaggi, tante tirate, fatiche, poco sonno, tante cose interessanti da fare e vedere, stimoli a non finire. Ora e' diversa, e ne avevo proprio bisogno...
Dopo 3 giorni qui mi accorgo di avere cominciato lo stacco, il ritmo e' piu' lento, rilassato... e in questo la Thailandia aiuta veramente tanto. Non me l'aspettavo. Pensavo di trovare un paese ancora preoccupato e cupo per la recente tragedia dello tsunami e invece qui ho trovato tanti sorrisi, pace, apertura. La cosa che piu' mi impressiona e' proprio questa pace... il vivi e lascia vivere. Un esempio per tutti. Ci sono una marea di lady boys, cioe' ragazzi trans, veramente tanti... e nessuno si interessa di loro, nel senso che sono liberi di essere cio' che vogliono essere, e' la loro vita. Vivono con questo spirito, niente bacchettoni... e ne esce una liberta' di esperimersi e di vivere in pace e rispetto che stupisce, in positivo.
Thai significa in lingua thai, liberta'... land e' terra... Thailandia, terra di liberta'.
E' tutto molto pacifico ed easy. Un posto ideale per rilassarsi e "liberarsi" un po'. L'Italia, i problemi e le preoccupazioni di vivere nel nostro mondo sono stemperate in questo momento... e ogni tanto questo distacco penso faccia proprio bene.
Non ho molto altro da dire, sono in vacanza e sto bene. Poco pc, macchina fotografica ancora nello zaino... un po di sano distacco...
Un abbraccio a tutti quelli che per caso passano dal blog. Peace and love. Ma sara' che sto buddhismo ha a che fare con tutto cio'??? In questo momento non voglio pensare neanche a questo, a riflessioni o approfondimenti, piu' avanti magari...
1 gennaio 2005, Tehran
Comincio da ieri notte , dalla mezzanotte...
Rientro in hotel dopo una serata di festa passata a casa di Samira, appena in tempo per festeggiare il capodanno italiano. Quando arrivo sono le 02,25, le 23,55 in Italia. Alle 24,00 in punto, collegati con la tv italiana si brinda… con gli europei presenti si fa un brindisi a base di the freddo. Iran, no alcool available (nell’hotel… ma fuori, nel privato, scorre a fiumi…).
Passa la mezzanotte e un italiano guarda fuori dalla finestra e dice “Chissà se il prossimo capodanno saremo ancora qui e se gli americani saranno già passati …”. Mi si è gelato il sangue. La sua affermazione aveva un collegamento con ciò che gli americani stanno facendo in Iraq, Tehran per lui poteva diventare come Baghdad… il senso era quello. Era un auspicio che passassero gli americani, lo avevo già percepito nei giorni scorsi sentendo alcuni suoi discorsi. Mi sono calmato e ho detto che in ogni caso occorreva fare distinzioni, che occorreva conoscere meglio la realtà iraniana prima di esporsi a parlare. Qui c’è gente straniera che arriva e a malapena mette fuori il naso dagli hotel…
Mi sono trattenuto dal chiedergli se direbbe la stessa cosa se abitasse a Tehran, se la sua famiglia fosse qui… e se all’improvviso venisse bombardata la sua casa, il suo quartiere… la guerra in casa sua. Facile parlare vivendo fuori dallo scenario, con che indelicatezza si dicono certe cose…
Io venivo da una festa in cui le persone erano allegre, sorridenti, pacifiche, mi ero sentito accolto come un figlio, trattato come un principino. La festa era stata organizzata soprattutto per me, si approfittava del fatto che stessi per entrare nel 2005, per loro non era invece capodanno… ma festeggiavano il mio, il nostro.
Balli, canti, foto, tanto cibo, niente velo… libertà all’interno delle 4 mura. Ragazze in minigonna, ragazzi con cravatta… persone assolutamente normali, ben lontani dall’idea di estremismo, fanatismo o addirittura terrorismo che associamo agli iraniani.
Dopo quell’affermazione pensavo a loro, se realmente scoppiasse qui una guerra tipo Iraq… per liberarli e portare la democrazia(?).
Il 90 % degli iraniani disapprova questo governo, molti lo odiano. I giovani che possono scappano, soprattutto quelli ben educati, un buon curriculum e via; molte menti lasciano il paese. Dove vanno? Vengono in Europa, o vanno negli Stati Uniti. Gran parte degli iraniani amano i nostri paesi… non ci vedono come persone ostili o civiltà da condannare, al contrario.
Il governo è altra cosa…
E allora noi per aiutare gli iraniani e cacciare i loro governanti dovremmo portare nel paese la guerra? Dovremmo attaccarli? Procurare la morte di molte di quelle stesse persone che la pensano come noi?
Che non ci sia un modo migliore per dar loro un mano che non sia quella delle armi? Prima di parlare impariamo a conoscerli, a riconoscerli. A distinguere fra popolo iraniano e governo iraniano…
E come provocazione metto questo…
Voi bombardereste queste pacifiche e allegre persone? Assicuro che almeno 9 iraniani su 10 sono come loro… stessa pacatezza… gran voglia di vivere in pace e libertà, come tanti di noi…

Evidenzio la scritta...


31 dicembre 2004, Tehran
Sulla neve, sopra la città. Ai piedi del Monte Tochal. Anche qui gran divertimento, risate, palle di neve e... coppiette abbracciate, al riparo dai "guardiani".
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30 dicembre 2004, Tehran
Ad una festa di matrimonio... tanta allegria, sorrisi e danze. E tanto divertimento!!! alla faccia di chi pensa che qui in Iran la gente passi il tempo a piangere, soffrire e flagellarsi nelle moschee...![]()
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