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giovedì, 30 novembre 2006
#...

Vorrei chiarire il motivo per cui nel post precedente ho inserito un simbolo al posto di una "a" per indicare un paese. L´ ho fatto per prudenza...   Alcuni mesi fa un caro amico che stava viaggiando in I#an e di cui ho linkato il blog ha avuto una brutta sorpresa. Ha scritto un paio di post in cui parlava di cio´ che sentiva dire dalle persone che incontrava in quel paese in merito al loro governo. Parlava dell´ odio del popolo verso chi li stava governando, della voglia di liberta´, della difficolta´ di riconoscersi con quelle politiche e quelle regole imposte. Ha inserito i nomi per intero dei protagonisti di quella dittatura. Il giorno dopo i suoi due post sono spariti, puff...  aveva salvato i post nella sua mail, spariti anche da li, puff...  i censori avevano fatto una ricerca con alcune parole chiave, sono arrivati al suo blog, non hanno gradito. Sono entrati nel suo blog e nella sua casella di mail, hanno cancellato i pezzi che non gradivano. Da quel momento la sensazione di essere osservato e forse perseguitato. Si trovava ad 8 ore dalla frontiera piu´ vicina, cominciava a vedersi come il protagonista del film "fuga di mezzanotte", un po´ di panico. In quei giorni ci siamo sentiti spesso via mail cercando di fare il punto e capire quali potevano essere da quel momento i rischi che correva continuando a stare nel paese. Arriva il consiglio di un amico ir#niano, tenere un basso profilo, non parlare piu´ di politica ne con le persone, ne nel blog. Puntare l´ attenzione solo sulle bellezze naturali e artistiche del paese.

Visto che vorrei tornare in quel paese non voglio esporre le mie considerazioni rischiando di essere inserito in una eventuale lista nera che poi potrebbe crearmi problemi quando mi dovessi trovare la.

Nelle scorse settimane mi trovavo a Buenos Aires, si parlava spesso di I#an. La procura argentina aveva appena chiuso le indagini sull'attentato all'associazione mutualistica ebrea (Amia) del 1994 accusando formalmente il governo i#aniano e l´Hez#ollah. Un funzionario del governo Kirchner, Luis Angel D´Elia, ex piquetero e definito un "deficiente" da 9 argentini su 10 (chi e´ interessato puo´ leggere la sua "bella" biografia facendo una ricerca con google),  parlava di  un´ accusa frutto di una cospirazione contro quel paese da parte di USA e Israele. D´Elia, si viene poi a sapere, aveva frequenti incontri con l´ambasciatore venezuelano e avevano concordato una linea pro i#aniana. Si creava un asse con la politica venezuela che prevede di appoggiare tutti quei paesi o fazioni politiche che, non importa se sanguinari, dittatoriali, antidemocratici, sembrano avere come scopo principale una lotta contro gli US o Israel. Potrei apparire con queste posizioni un neocon, acritico verso questi paesi. Non e´ assolutamente cosi. Sono critico. Ma lo sono ancora di piu´ verso quei governi dittatoriali, antidemocratici, populisti, demagogici che "torturano" il proprio popolo e lo alimentano di odio antiamericano o antiisraeliano. Ma come ci si fa a fidarsi di un I#an con l´ atomica? ma scherziamo?  chi lo governa non e´ affatto stupido... manda letterine agli americani sapendo di imbonirsi una parte dell´ opinione pubblica occidentale che non aspetta altro che poter dimostrare che il tipo e´ buono, e´ per il dialogo, per il compromesso. In casa sua invece scalda gli animi con una propaganda fatta di odio. Il tipo e´ doppiogiochista, per me nemmeno tanto abile... ma tant´ e´che anche da noi c´ e´chi gli da credito e piuttosto che riconoscere che gli US e Israele hanno stavolta sante ragioni per preoccuparsi, avallano la sua falsissima bonta´ e disponibilita´al dialogo. Ma come ci si puo´ fidare di quel tipo, di quel governo? Governano con la censura, i servizi segreti, l´intimidazione. Da una parte pe me c´e´ un pessimo presidente, Bush, che governa una nazione democratica in grado di disfarsi di lui nel tempo, una nazione che ha anticorpi. Dall´altra parte c´e´ una nazione retta da un regime intollerante e totalitario, in cui l´opposizione non e´prevista, una dittatura religiosa che schiaccia il proprio popolo. Un popolo ancora incapace di innescare una "primavera" che lo liberi. 

Io per prima cosa condannerei senza riserve, isolerei, chi opprime il proprio popolo e puo´ senza dubbio rappresentare una seria minaccia per altri stati. Chi puo´ destabilizzare apocalitticamente l´intero pianeta. 

Il  che non esclude affatto dal poter fare una critica pesante a chi si sta dimostrando nei fatti un pessimo presidente degli Stati Uniti, uno che con New Orleans ha dimostrato quanto poco vale, che ha toppato enormemente in Iraq. Non puo´non sorprendere quanto sia bravo ad  alimentare antipatie in giro per il mondo e presti il fianco a chi non aspetta altro che dimostrare gli errori che sta facendo E´ una sua grande dote.

 

 

 

 

Postato da: nicoway a 13:50 | link | commenti (2)

mercoledì, 29 novembre 2006
Un nuovo cammino

Volevo tranquillizzare chi ogni tanto passa da questo blog e non trova aggiornamenti.

Sto bene, sono vivo e vegeto. Ho avuto un illuminazione e ho deciso di intraprendere un nuovo cammino, spirituale. Sto facendo pratica nelle strade di San Paolo. Tutti mi trovano invecchiato, coi capelli bianchi, c´e´ chi mi osserva incuriosito, chi mi chiede di cosa mi "faccio". Io mi vedo normale. Secondo me sono gli altri quelli "fumati" che mi vedono un po´ pazzo. Inserisco un video in cui sono stato filmato...

http://www.youtube.com/watch?v=U711t-wXmZs

L´altra sera ad un compleanno ho filmato una scena bellissima. Una bambina stupenda di nome Mel che ballava in braccio alla madre. Per me e´ carica di significati di cio´che il Brasile e´ al di la dei tanti banali e superficiali stereotipi.

http://www.youtube.com/watch?v=vf64aHYeI3U

Segnalo l´ imminente uscita (1 dicembre negli USA) di un film da denunciare: Turistas. Si pensa addirittura possa pregiudicare il turismo. Offre l´immagine di un paese pericolissimo. Ad un gruppo di turisti US ne succedono di tutti i colori, cose orrende come sequestro e espianto degli organi. E´ vero che il crimine e´ presente in Brasile, impossibile negarlo. In molti luoghi occorre tenere gli occhi aperti. Ma da li a farne un film che rischia di dipingerlo come un inferno... Un po come se Hollywood facesse un film dipingendo la storia di ragazzi stranieri che arrivati in Italia, vengono ingannati da un taxista dinonesto che li porta in  stazione,  assaltati appena scesi dal mezzo, in seguito sequestrati e sciolti nell´acido da parte un clan mafioso. Beh, credo ci sarebbe un intervento del governo. Auspico che il governo brasiliano intervenga.

Mi hanno raccontato di uno studente US venuto in intercambio a Campinas, citta´ vicina a San Paolo. Il ragazzo era arrivato con grande competenza su usi e costumi del paese che lo avrebbe ospitato.... aveva infatti fatto arrivare scorte di acqua minerale in un container perche´ pensava che in Brasile l´acqua non fosse minerale e potabile!!!!!!!!!

Nelle scorse settimane mi trovavo a Buenos Aires e mi colpiva la poca informazione corretta che circolava in ambienti culturalmente preparati in merito all´Ir#n.  Piu´ o meno questa: paese pericoloso, gente di cui non fidarsi, terroristi. Scambiavano il popolo con il loro governo. I media parlano solo del governo,  l´Ir#n viene nominato solo per le nefandezze di chi lo governa,  spesso l´unica cosa che passa in video e´ il film "mai senza mia figlia". Da li´, chi non ha motivo, tempo, voglia o interesse di approfondire si crea un immagine fatta spesso di stereotipi e pregiudizi. Per questa ragione i media e l´industria cinematografica dovrebbero essere attenti a non alimentare gli stereotipi. Dovrebbe essere loro compito romperli, INFORMARE.  Ma che discorsi faccio... e´utopia pura.

Postato da: nicoway a 17:54 | link | commenti (1)
america latina

giovedì, 04 maggio 2006
nico3d.blogspot.com

Sono qui di nuovo per fare un altro invito...  un altro globetrotter, il caro Nicolas di Baires, ha cominciato il suo viaggio. E' partito un po' piu' di un mese fa dall'Argentina. Dopo un periodo trascorso da un amico a Chicago e dalla sorella a Montreal si e' messo "sulla strada", quella vera...  Pochi giorni fa e' arrivato con un volo da Montreal, via Parigi, a TEHRAN. da li comincia il viaggio che lo portera' fra qualche mese in Cina, via terra, lungo una parte della via della Seta.

Ha un blog              http://nico3d.blogspot.com/   e posso dire che dal primo post dall'Iran si capisce che riesce a descrivere benissimo cio' che incontra, bravissimo nei dettagli, grande osservatore. Ne straconsiglio la lettura. Unico piccolo eventuale problema, il testo e' in spagnolo. Io seguiro' i suoi racconti. Viaggia vecchia maniera, pochi soldi, tanto spirito di adattamento, on the road, mai per aria...  io invece ho messo su il vizietto delle comodita', degli aerei, degli alberghetti a 2/3 stelle... se non torno alla vecchia maniera mi perdo qualcosa...

Buon viaggio a Nicolas, buona lettura a chi come me lo vorra' seguire

Postato da: nicoway a 22:34 | link | commenti (2)

mercoledì, 05 aprile 2006
Viajar na viagem

Gli appuntingiro questa volta sono di altri. Io sono inchiodato qui in un piccolo paesino. "Ecco il paese...Ecco il piccolo mondo di un mondo piccolo piantato in qualche parte dell"italia del nord. La in quella fetta di terra grassa e piatta che sta fra il fiume e i monti, tra il Po e l'Appennino. Nebbia densa e gelata la opprime d'inverno. D'estate un sole spietato picchia martellate furibonde sui cervelli della gente...". Queste sono le parole d'inizio del film "Don Camillo e Peppone" di Giovannino Guareschi. Il paesello cui fa riferimento e' Brescello, a una ventina di kilometri da qui, dall'altro paesello, quello in cui sono inchiodato, Massenzatico.

Da 3 mesi ormai sono fermo, dopo tanti anni di vagabondaggio per piacere e lavoro mi sono fermato e mi sto assaporando queste terre, le sto riapprezzando, valorizzando come forse mai avevo fatto prima. E' il tornare a "casa" dopo tanti anni...  e' un piccolo, bel mondo...

Scrivo questo post perche' recentemente ho avuto ospite una cara amica di origine brasiliana. Alla sua "prima" in Italia. Un mesetto di permanenza qui. Ho cercato di fare del mio meglio per introdurla al nostro paese, per darle cio' che tante volte mi e' stato dato durante i miei viaggi, ospitalita', disponibilita', attenzione, informazioni. Alla fine del viaggio ho cercato di convincerla a mettere online il diario di viaggio che stava scrivendo, metterlo a disposizione di tutti come importante e interessante testimonianza di una brasiliana in giro. Serve ai brasiliani per vedere  l'Italia con gli occhi di una di loro e a noi per capire come una di loro ci guarda... Ha accettato l'invito, ha messo in piedi un blog di nome "viajar na viajem", viaggiare nel viaggio. Fernanda vive da 3 anni in Giappone, e' professoressa di cultura e storia brasiliana all'Universita' Gaidai di Osaka. Nel 2005 e' uscito il suo primo libro dal titolo  "6 de Agosto de 1945: um Clarão no Céu de Hiroshima".

E' un bel libro in cui si parla dell'esplosione della prima bomba atomica e ci sono toccanti testimonianze degli hibakushas, i sopravvissuti alla catastrofe. Sarebbe stato veramente un peccato se una come lei non avesse cominciato a mettere in rete i suoi racconti di viaggio e le sue considerazioni. Ha cominciato dall'Italia. Nei prossimi giorni comincera' a mettere on line le tante cose scritte in questi anni sul Giappone, su quella per noi stranissima societa'. Credo sia interessantissimo cio' che ne uscira'. Io stesso sono stato tentato a scrivere un post su cio' che lei mi raccontava del Giappone... molto meglio lo faccia lei, scrive fra l'altro molto bene, manco a dirlo molto meglio di me... Peccato sia solo in portoghese. Nessun problema per chi lo capisce, per gli altri occorrera' fare un piccolo sforzo se ritengono il materiale interessante...

In quanto a me... mi e' toccato parlare di Italia, non facile...  piu' facile parlare di Emilia. Grazie a lei ho avuto modo di tornare in luoghi della mia infanzia. Ne ho approfittato, nei rari momenti liberi, per accompagnarla in luoghi assai poco turistici ma che per me avevano un valore. Ho riscoperto le campagne, l'Appennino emiliano, il Po e Brescello... ho recuperato tutti i film di Don Camillo e Peppone, per me dei veri e propri capolavori per quei tempi e anche oggi. Sono passati quasi 60 anni ma le passioni politiche, mi accorgo, ci sono ancora. A ridosso delle elezioni mi ha fatto bene riguardare quei film.

 

Il blog di Fernanda: 

http://viajarnaviagem.blog.terra.com.br/

Aggiornamento:

Fernanda ha spostato i suoi scritti su splinder, il blog di terra le dava qualche problema. Posso garantire che le cose che sta scrivendo sono interesantissime per chi ami conoscere culture diverse. In questo momento sta scrivendo del paese in cui vive da straniera, attenta osservatrice, il Giappone. Consiglio vivamente la lettura. Solito problema, e' in portoghese. Avrei la tentazione di tradurlo all'italiano per consentire ai non conoscitori della lingua di capire, ne varrebbe la pena ma in questo momento mi manca il tempo. Spero piu' avanti...

http://viajarnaviagem.splinder.com/

Postato da: nicoway a 23:39 | link | commenti (3)

giovedì, 19 gennaio 2006
Massenzatico, Reggio Emilia

Massenzatico, inutile cercarlo nelle cartine, raramente compare...

Piccola frazione a 5 kilometri da Reggio Emilia, vicinissimo al paese in cui sono cresciuto, Bagnolo in Piano. Bassa emiliana... presente Radiofreccia? Terra contadina. Un accento, a detta di tanti, simpatico. Cucina grassa e buona. Ritmi traquilli, buona qualita' della vita. Nebbia. Dialetto e bestemmie. Comunisti che non hanno mai mangiato i bambini e mai hanno desiderato vivere come nella vecchia URSS. Se se fossero chiamati socialdemocratici sarebbe stato molto meglio. In fondo quello erano e sono. Qui ci sono gli asili piu' studiati e apprezzati al mondo... arrivano anche dalle socialdemocrazie scandinave per studiarli.

Sono tornato qui, a casa. E sono contento di essere tornato. Alcuni mesi fa ho deciso di cambiare molte cose. Lavoro, luogo in cui vivere, ritmi di vita. L'ultimo viaggio ha fatto da spartiacque fra questa "vita" e quella precedente.

Per 7 anni ho lavorato per la compagnia di bandiera come assistente di volo. Ho fatto un bilancio di quell'esperienza. Estremamente positiva. Per 6 anni ho fatto quel lavoro con spirito positivo, mi piaceva il lavoro, la vita che mi faceva fare, le opportunita' che mi dava. L'ultimo anno avvertivo che non mi dava piu' quasi niente, che era ora di cambiare, di liberarsene. Quella bella esperienza di lavoro era terminata. Si presentava un'altra opportunita', quella di aprire una gelateria nella mia citta', un "ritorno". Da circa 10 anni, io e il mio amico e ora anche socio Max, ci dicevamo... dobbiamo aprire una gelateria... ma non lo dicevamo ancora convinti o forse semplicemente non avevamo ancora raggiunto la convinzione e la maturita' per buttarci in questa cosa. Nel giugno del 2005 gli astri decidono di far incastrare tutto. Un locale disponibile e noi due desiderosi di cambiare vita e lavoro. Ci abbiamo pensato 3 giorni, per capire che era quello il momento, che dovevamo coglierlo.

Perche' la gelateria nel mio caso? Perche' e' un'attivita' "stagionale". Nei piani fatti io lavorero' 6 mesi e mezzo all'anno (come un mulo...), negli altri 5 e mezzo sara' tempo libero. Tempo da dedicare ai viaggi, alle passioni. Tempo per inventare altre cose, per fare tutto cio' che avro' voglia di fare, compatibilmente, chiaro, con il mio portafoglio... Farmi massaggiare nel Kerala, scorrazzare in Iran, starmene giornate intere davanti ad un camino a leggere, frequentare persone care, aprire una gelateria in Giappone o a Jose C. Paz.... chissa' cosa faro'. Mi piace pensare cosi', avere mesi liberi da gestire come meglio credo senza l'incombenza e la schiavitu' del lavoro per "dovere" e necessita'. Questo solo 6/7 mesi all'anno, ben volentieri, anche 7 giorni a settimana e 14 ore al giorno se necessario... ma dopo... libero...!

Questo blog forse chiudera' per ferie fino al 15 settembre 2006, o forse aprira' per qualche flash passato. Per anni sono stato in giro e non ho scritto, non tenevo un diario, non avevo un blog. Chissa' che mi venga la voglia di scrivere proprio in questi mesi qualche appunto relativo a vagabondaggi del passato. Vediamo come butta...

 

 

Una cosa che mi e' sempre risultata difficile sul blog e' scrivere del passato. Se passano anche pochi giorni dall'episodio di qui voglio parlare non riesco piu' a far niente. Devo essere ancora caldo, sentire ancora forte l'emozione o la passione del momento in cui sto per scrivere.

Questo blog, mi sono accorto nel tempo, e' letto soprattutto da amici. Molti erano vecchi amici, mi conoscevano prima di crearlo, altri li ho conosciuti proprio grazie al blog, di alcuni conosco solo il nome. Chiaramente mi auguro che tutti mi vengano a trovare in gelateria, anche chi finora e' stato solo un nome o chi mai ha messo un nome. Bastera' entrare in gelateria e dire "appuntingiro"... gelato offerto, dopo aver letto i miei sfoghi e le mie paturnie sul blog credo sia meritato! Se poi il gelato non dovesse essere dei migliori non preoccupatevi, in fondo e' "a gratis"... e poi vi potro' consigliare il meglio. In zona ci sono delle gelaterie eccezionali. Non e' per campanilismo, ve lo assicuro, di gelati in giro per l'Italia ne ho assaggiati tanti. In Emilia c'e' decisamente uno dei gelati migliori del paese. Noi cercheremo di fare un buon gelato, ce la stiamo mettendo tutta per fare bene, ma non e' detto che ci si riesca.

Quindi, e parlo per chi non ha il mio numero di telefono e magari non e' reggiano... se per caso doveste passare da Reggio Emilia, che so state transitando sull'A1... mandatemi prima una mail nrre@yahoo.com, usciti dal casello autostradale sono solo 7 minuti di auto... anziche' fermarvi all'autogrill venite a prendere un gelato.

Il nome della gelateria. Guarda caso ha a che fare con l'America Latina... Il logo e' stato creato dall'amico Nicolas di Baires. Dalla prossima primavera avremo succhi tropicali brasiliani... Saremo probabilmente la prima gelateria in Italia ad avere il succo di acai, proveremo anche a farne un gusto di gelato. Mi piace avere questo legame con il continente latino nel luogo in cui passero' cosi' tante ore della mia giornata.

 

Inaugurazione il 28 gennaio 2006

Via Beethoven 83/B  - Massenzatico - Reggio Emilia

Distanze: Bagnolo in Piano 3km ; Correggio 6 km ; casello autostradale Reggio Emilia 5 km

Postato da: nicoway a 23:35 | link | commenti (11)

venerdì, 23 dicembre 2005
Appunti sparsi...

Qualche appunto dal Brasile, cose che mi passavano per la testa pochi minuti fa davanti ad una bella "fetta" di picanha.

La moneta brasiliana, il real, si e´ svalutata del 9% in una settimana rispetto al dollaro US. Quando ieri ho letto il titolo sul giornale mi ha fatto piacere. Credo sia frutto di una giusta strategia del governo. Cominciano le vacanze estive in America Latina, il Brasile e´ decisamente piu´ caro dei vicini, Argentina, Uruguay etc. A novembre Buenos Aires era invasa da turisti brasiliani assatanati negli acquisti. In quel momento pensavo a quanto bene stia facendo all´Argentina il cambio "svalutato" rispetto  alle monete forti. Mantenendo il valore del peso molto basso hanno fatto si che il paese sia diventato una destinazione turistica gettonatissima e alla portata di tutti. Il turismo sembra fare da traino per molti settori. A Baires stanno ristrutturando vecchi edifici per farne hotel di lusso. Nella zona di Puerto Madero mi pare di aver capito che verra´ costruito il piu´grande hotel di tutto il Sud America, 1500 camere.

E il Brasile, mi chiedevo... continueranno gli argentini ad andare a Florianopolis per le vacanze di gennaio? Il paese e´ caruccio in questo momento prendendo come riferimento standard latinoamericani. Per fare qualche esempio, la benza costa 90¢ di euro, un biglietto di metropoitana a San Paolo 80¢, di autobus 75¢, il taxi costa il triplo rispetto all´Argentina. Gli hotel sono decisamente piu´cari... spesso mi chiedo come facciano i brasiliani a starci dentro... il turista comunque e´ altra cosa, un´altro tipo di bestia... da spennare... Biglietti aerei cari alla follia, anche rispetto a standard europei.

I pc... cosa che mi fa molto incazz... costano circa un 50-75% in piu´ rispetto all´Europa. E´ uno scandalo... tutta l´elettronica ha prezzi esagerati e che non so come giusticarli, un imposizione fiscale esagerata? dazi? non so.... in un paese con cosi tante persone con basso salario lo vedo come uno sciacallaggio.

Il Brasile svaluta, mi pare saggio... in questo momento dovrebbe comunque dare un ulteriore colpetto alla sua moneta.

 

Il brasiliano che lavora nel settore dei servizi ed ha un contatto col pubblico sorride 9 volte su 10... e´ gia´ sorridente e ben disposto ancora prima che tu ti presenti davanti a lui... lavora col sorriso, semplice. E da noi???

Alcuni mesi fa sono capitato in un ristorante di Milano il cui proprietario voleva solo camerieri brasiliani, scelta azzeccatissima, direi... L´attenzione che ti da chi eroga un servizio da queste parti? avanti anni luce rispetto a noi, un altro pianeta. Questa non e´assolutamente una mia scoperta recente... da sempre mi colpisce questo fatto in Brasile.

 

Evo Morales, neoeletto Presidente della vicina Bolivia. Ieri mi pare abbia definito Bush, in un´intervista ad Al Jazeera, un "terrorista". Per me ha sbagliato, di grosso. Sbagliato per me usare quella parola con tale facilita´, pericoloso... Ci sono tanti altri possibili attributi con connotati negativi che si possono usare. Spero che non crei un asse con altri due personaggi latini che non hanno per niente chiaro il concetto di democrazia, demagogici e poco amati dal loro stesso popolo... mi par meglio lavorare in asse con un Lula... un Lula che ieri ha dichiarato che 4 anni di governo, per cambiare un paese, son pochi. Lo dice da sempre, come dargli torto... ma i brasiliani cio´che non sembrano proprio perdonargli e´ la mancanza d´etica del suo staff. Per decenni hanno predicato bene e quando sono arrivati al potere hanno razzolato male, come tutti gli altri che li hanno preceduti.

Ora cominciano le vacanze, estate... spiaggia, divertimento, carnevale... i brasiliani si distrarranno per un paio di mesetti. L´allegria prendera´ il posto delle eventuali difficolta´, della vita non facile. Il Carnevale per alcuni giorni fara´sentire importanti gli ultimi... sfileranno nel sambodrono a testa alta, protagonisti, applauditi e ammirati per un giorno all´anno.

(appunti scritti il 21/12, postati il 23/12)

 

La bambina nella foto sopra ballava samba, a San Paolo, domenica sera, nell'ensaio della scuola di samba "Mocidade". E' la preparazione per sfilare nel sambodromo, a Carnevale. 

La bambina sotto ballava carimbo', danza tipica dello stato di Para' (foto fatta un mese fa a Belem).  Entrambe si muovevano in modo veramente incantevole.

 

Postato da: nicoway a 12:50 | link | commenti (8)
america latina

domenica, 18 dicembre 2005
Aggiustamenti

Ho deciso di togliere alcune foto dai post precedenti. Foto assolutamente non necessarie che puntavano l´attenzione su scene non proprio "allegre". Mi sono sentito in difficolta´ riguardando il blog e gli ultimi post, spiaccicavo immagini forti, davo un immagine troppo pesante di un paese. Fornivo quasi solo quelle... Non lo ritengo giusto verso un paese pieno di persone splendide e che mi ha accolto benissimo.
Purtroppo chi mi conosce sa che vado a parare spesso la´, vengo attratto da scene di emarginazione, le fisso. Mi concentro su di esse. Questo non giustifica che poi le possa mettere sul blog, magari turbando proprio chi tanto bene mi ha accolto. Sono forse caduto in un tranello, quello di passare della Colombia un immagine troppo pesante. Non e´ quella l´immagine che ho avuto, e non e´quella reale. Le foto che rimangono postate sono solo una picolla parte della realta´. Per una mia mancanza non ho postato le foto di allegria, gioia, colori... e si che c´erano...  ma non mi ci sono concentrato e non ho fatto scatti al "bello".

Per questo ieri sera ho deciso di lasciare la Colombia. Il mio occhio cercava piu´ i suoi drammi che i suoi piaceri. Non mi piaceva viverla cosi´... e´ un mio limite, mi metto in gabbia da solo, spesso. Tornero´in Colombia rielaborandola un po´e cercando di non cadere nell´attrazione legata solo alle sue problematiche ma cercando di vivere anche i suoi tanti piaceri. Me tapino. Non e´detto che non cancelli altre foto...

Posizione attuale: Sao Paulo

Postato da: nicoway a 00:49 | link | commenti (2)

venerdì, 16 dicembre 2005
Davanti ad un tinto...

Ieri ho avuto una versione negativa dell’operato del Presidente. Davanti ad un tinto... A quanto pare rimane molto apprezzato dalla popolazione perche’ ha impegnato quasi tutte le  energie e le risorse nella lotta alla guerriglia, per dare un maggiore sicurezza ai cittadini. La preoccupazione principale dei colombiani e’ infatti probabilmente legata alla sicurezza, sono stanchi di violenza e di attentati operati dai gruppi guerriglieri, FARC, paramilitari e altri gruppuscoli che seminano il terrore. Ha cercato quindi di soddisfare questa richiesta forte del popolo e ha potuto anche scatenare la sua guerra personale contro chi gli ha ucciso padre e fratello . Ma, a quanto mi e’ stato riferito oggi, e sono comunque pareri, ha tralasciato quasi totalmente i temi economici e sociali. La sanita’ pubblica e’ decisamente peggiorata, l’industria pure. Industriali colombiani hanno disinvestito prevedendo un peggioramento economico nel medio periodo.

 La campagna e l’agricoltura si sono indebolite molto. Tanti contadini sono stati cacciati dalle loro terre in questi decenni, e’  stato un processo continuo. Guerriglieri e paramilitari li espropriavano senza risarcimento e sotto minaccia di morte. I terreni facevano comodo, allargavano l’influenza sul territorio a scapito degli altri gruppi, e aumentavano il coltivo di coca su queste terre...

 

A proposito. Fra i tanti casi di violenze subite dai contadini ce ne sono alcuni che fanno veramente raccapricciare per violenza e sadismo. Un episodio noto a tanti colombiani. Una famiglia di contadini e’ stata scoperta a rifornire di cibo un gruppo di guerriglieri, al solito sotto minaccia di questi. I paramilitari appostati proprio li vicino vedono la scena, accusano la famiglia di essere collaborazionista, sapendo bene che questi dovevano collaborare, sotto minaccia. Entrano in casa, tagliano i testicoli del capofamiglia, lo fanno morire dissanguato, gettano i testicoli in faccia alla moglie.

 

Chiedo lumi sulla zona nord. Come si spiegano i tanti e lussuosi centri commerciali, i numerosi ristoranti di lusso della zona nord. Mi spiegano da dove arrivano gran parte dei capitali, ingenti capitali...  dal narcotraffico, lavaggio di denaro. Il mercato della cocaina mi dicono rimane floridissimo. Paradossalmente secondo loro era meglio quando a capo di tutto c’era Pablo Escobar, almeno c’era un controllo, una cupola. Con la sua morte il mercato si e’ cannabalizzato, infiniti gruppi in lotta e competenza fra loro se lo contendono.

Elimini il capo... ma se nei nostri paesi rimane la domanda stai pur certo che il modo per soddisfare questa domanda lo trovano. In un paese con forte disoccupazione, tanti poveri e poche prospettive...  Occorrono un paio di misure, utopistiche. Ridurre drasticamente la domanda da noi o creare benessere generalizzato qui. La prima e’ pura utopia, la seconda e`una speranza, un po’ lontana forse...

 

 La poverta’ e’  aumentata, il crimine metropolitano cresce di pari passo al peggioramento delle condizioni delle classi svantaggiate. Ha fatto molto scalpore la vendita a stranieri della piu’ importante industria del paese, la Cerveceria Bavaria. I soci, colombiani, hanno deciso di disinvestire, sfiduciati per il futuro del paese... e’ stato un brutto segnale. Mi segnalano che e’ la Colombia e’ una bomba “sociale” che potrebbe esplodere se non si investe nel sociale, se non si presta maggiore attenzione al mercato del lavoro, se non si prendono misure per incrementare l’occupazione, se non si fa in modo di dare un nuovo impulso all’economia e allo stato sociale, al welfare. La disoccupazione e’ a livelli veramente allarmanti.

Postato da: nicoway a 16:48 | link | commenti

giovedì, 15 dicembre 2005
Colombianos...?

Un titoletto molto impegnativo...  descrivere un po'  i colombiani. Sarebbe troppo presuntuoso poter dire come sono, descriverli, dopo aver trascorso in questo paese solo un paio di settimane. Oltre che presuntuoso sarebbe sbagliato perche' si rischia al solito di generalizzare. Ma facciamo cosi', ne parlo come ne parlerei ad un amico che al ritorno mi chiedesse "come sono i colombiani"? Quindi in modo molto semplicistico... e le colombiane? questo lo raccontero' solo personalmente, confermo comunque gia`da ora la "fama" che hanno: belle.

Perche' voglio parlare un po' dei colombiani? primo perche' fuori piove a dirotto (come quasi tutti i santissimi pomeriggi) ed e' quindi un buon momento per investire il tempo scrivendo. Secondo e piu' importante, perche' credo di Colombia si sappia ben poco da noi, io per primo mi sono accorto di essere estremamente ignorante in materia. La mia immagine della Colombia prima di piombarvi? un paese di persone pericolosette, trafficanti di droga, inaffidabili. Pochi episodi mi riportavano al paese, attraverso le news, in questi ultimi anni. Un terremoto devastante ad Armenia; un vulcano che seppelisce un intero paese, Armero; un pazzo che all'uscita da una discoteca uccide un calciatore reo,  mi pare (il calcio non lo seguo...), di aver sbagliato un rigore al mondiale. Pablo Escobar...  il cartello di Medellin, quello di Cali... Sempre notizie e immagini di "piacere" vero? E' forse questa l'immagine anche per chi  legge questi appunti? (per me lo era...)

Vorrei ridimensionare un po' questa immagine. Vediamo...

Medellin. Era capitale del narcotraffico negli anni '80 e inizio '90, non era certo un idillio di luogo...   da quando e'  caduto Pablo Escobar ed e' stato smantellato il suo impero, la citta' ha recuperato in pochi anni terreno ricominciando a dedicarsi ad attivita' "pulite". I paisas, gli abitanti di Medellin e della regione di Antioquia, sono notoiper essere ottimi commercianti, preparati, gran lavoratori. Cosi' come furono dei grandi nel commercio "sporco", sono dei grandi in quello pulito. A Bogota' molti dei commercianti sono di origine paisa e, l'ho sperimentato in diversi settori, sono ottimi. In tutto il paese gli riconoscono questo spirito, un po' come per noi i milanesi... con la differenza che qui tutti ti fanno un gran sorriso e ti conquistano con i loro gradevoli e accomodanti modi...

Mi ricordo di Valderrama, il calciatore con quella chioma stravagante... o Asprilla, considerato pazzerello a Parma...  di loro mi ricordo bene di altri non sapevo granche' prima di venire qui, per mia ignoranza. Fernando Botero, Gabriel Garcia Marquez... e poi, Shakira, Juanez e Montoya (che per arrivare dove sono arrivati si son fatti un bel culo, partendo dal basso...). Si dice che i genitori di Montoya chiedevano un passaggio negli aerei cargo che trasportavano l'auto del figlio per poterlo seguire negli USA, il biglietto aereo rappresentava un costo elevato per loro...

Le Universita' di Bogota' sono numerose e di alto livello. Mi sembra che la preparazione che forniscono e l'impegno che pretendono mediamente dagli studenti sia decisamente superiore al nostro. Tutte le famiglie con un minimo di possibilta' cercano di mandare i figli all'Universita', danno gran valore all'istruzione e sanno che e' forse l'unico per garantire al figlio una vita dignitosa. Si verifica pero' un paradosso. Sono talmente tanti gli studenti con buona preparazione  e voglia di spiccare che il mercato locale non riesce assolutamente ad assorbirli. Pochi posti qualificati per tanti competitivi laureati. Chi "conquista" un lavoro cerca di tenerselo stretto perche' sa che fuori c'e' la fila di persone ugualmente preparate e pronte a sostituirlo. Questo fa si che il gli imprenditori si approfittino dei dipendenti, sottopagandoli, chiedendo prestazioni fuori orario, non pagate. Se non ti sta bene e "scoppi", nessun problema, c'e' la fila di persone disposte ad accettare quella condizione e quella forma di mobbing. Paradossalmente ora e'  piu' facile trovare un lavoro non qualificato che uno che lo sia. Il tasso di disoccupazione e' alto e tanti colombiani cercano prospettive di vita fuori dal paese. Negli Stati Uniti sono riconociuti come gran lavoratori, affidabili, seri. In tv hanno intervistato una signora colombiana che fa la taxista a Tokyo...  diceva di essere andata in Giappone in cerca di nuove prospettive di vita, parlava perfettamente il giapponese... 

Sono un popolo molto creativo. Inventano piccoli business, escogitano infiniti modi per sopravvivere guadagnando da commerci mai visti prima. Creativita` spiccata... per necessita'...  mi chiedo come popoli altrettanto "necessitati" non sviluppino la stessa vena creativa. Dipendera' dal clima gradevole? da una certa storia? boh...   Qui hanno inventato la "vendita del minuto". Ci sono persone per strada che ti offrono il minuto al cellulare, sono in tanti, spesso giovani disoccupati con un paio di telefonini in mano. Dove sta il business? questi ragazzi comprano pacchetti di minuti dalle compagnie telefoniche, diciamo che comprano i minuti all'ingrosso, ottenendo tariffe molto convenienti. E cosa fanno? semplice, rivendono ai passanti il minuto ad una cifra inferiore a quella che paga un semplice utente. Si verifica che tante persone, pur dotate di telefonino, usino questo servizio perche' costa meno di quello che pagherebbero con il loro. E allora perche' tutti comunque si comprano il cellulare? per ricevere le chiamate, principalmente...  che arrivano da chi vende "il minuto". Chiaro che uno puo' starci anche venti minuti al telefono...  "minuto" e' simbolico.  Il costo di un minuto varia dai 200 ai 300 pesos, corrispondenti a 75cent di€ o 1,15 €...  puo' servire come idea per qualche disoccupato del Belpaese?

Hanno inventato modi geniali per trasportare la cocaina  fuori dal paese. Presente i colletti delle camicie duri? si usa una sostanza particolare per indurirli... qui alla sostanza aggiungevano cocaina...  arrivati a destinazione, spesso negli USA, applicavano un processo da loro "brevettato" per sciogliere la polvere bianca dal resto...  

I Presidenti della Repubblica  precedenti a Uribe usavano un aereo presidenziale piuttosto vecchiotto e superato, i colombiani sono arrivati a chiamarlo "cafetera"...  e' stato scoperto che in un vano dell'aereo addetti dell'aeroporto infilavano polvere bianca e a destinazione l'aereo veniva revisionato da "amici". Chi poteva sospettare che addirittura l'aereo presidenziale potesse caricare polvere??? ad insaputa chiaramente di presidente, scorta, piloti...  e chi si poteva permettere all'estero di fare un ispezione sull'aereo presidenziale. Il tutto venne scoperto... ma solo pensare di poter escogitare un simile metodo di trasporto me li fa apparire addirittura piu' "brillanti" dei napoletani in quanto ad ingegno e creativita'. La stessa creativita' che hanno usato in attivita' illecite (una nettissima minoranza di colombiani si dedica a queste attivita'),  i colombiani (la stragrande maggioranza di loro )la usano nella vita quotidiana, in attivita' perfettamente legali.

 

Cambio un attimo discorso...  torno ad un tema triste, i recicladores.

L'altra sera ho conosciuto Carlos. Erano le 23,30lo vedevo al di fuori della mia finestra a dividere la monnezza, in ginocchio, con 4 sacchi neri. In uno metteva carta, nell'altro vetro, latine etc...  uno dei tanti "recicladores".

Sono uscito di casa inciabattato e mi sono avvicinato a lui. Ha comiciato a raccontarmi. Venezuelano, 44 anni, mal portati, direi...  e`scappato da Caracas 20 anni fa perche' ricercato dalla polizia, mi dice che era un "ladron y mas cosas...", insomma non era uno stinco d'uomo.  Arrivato in Colombia ha trovato un opportunita' di vita, ricilare dalla monnezza, questo gia' 20 anni... mi parla della Colombia come di un paradiso, un luogo che gli ha dato un'opportunita', un "lavoro" per vivere senza bisogno di rubare come era costretto a fare in Venezuela. Non e' mai piu' tornato nel suo paese... 

Guadagna circa 10000 pesos al giorno, circa 4€, la meta' la spende in basuco... gli chiedo perche'? me lo mostra, mi mostra la pipa... 5 pippate al giorno, 1000 pesos l'una. Che dire... arrivo alla conclusione che questa merda di droga gli consente di sopportare una vita tremenda, lo anestetizza la mondo, gli permette forse di avere allucinazioni positive. Che ne so...  consuma basuco da quando e'  arrivato, quindi da 20 anni. Mi dice che il segreto e' saperla usare bene, conescerla a fondo, dosarla, non esagerare. Se sbagli sei finito. Bisogna "pilotarla", mi dice. Sara' cosi'?

 

Poco prima, all'incrocio fra la Calle 10 con Carrera 4 avevo rivisto Luis, con molto piacere, ci siamo riconosciuti, una bella stretta di mano e un piccolo contributo che lo poteva aiutare... a mangiare spero, e a non comprare basuco.

Stava rovistando nella monnezza e mangiava rimasugli da arance spremute dal locale accanto, c'erano scatolette e verdura da cui aveva "spizzicato". Mi racconta di essere stato raccolto la sera prima dalla polizia, niente di nuovo, gli capita spesso. A tutti loro capita spesso, anche a Carlos. Rovistano nell'immondizia e spesso lasciano i pacchi neri aperti quando se ne vanno, il cibo e i rifiuti invadono i marciapiedi. Questo chiaramente non piace molto alla gente che vive in zona e la polizia quando passa e li vede rovistare li carica e li porta in una zona vicino al mataderos. Mi dicono che li vengono maltrattati e trattenuti 24 ore, senza poter toccare cibo. Quando escono sono affammati e senza soldi per compare, si buttano  sugli scarti degli altri...  ma che cazz di vita e'??? povera gente.

 

I colombiani sono un bel popolo, assolutamente sorprendenti, in positivo. Chiudo cosi', pochi spunti. Ho parlato di cose che mi sono state raccontate e spiegate da amici, conoscenti e, al solito... taxisti...  come a Baires molto desiderosi di chiacchiere e di spiegarti il perche' il loro paese e' ben diverso da come lo immaginiamo "fuori". Ieri uno di loro mi diceva di quando un gruppo di messicani gli chiedevano spaventati se era vero che sulle montagne che dominano Bogota' c'erano guerriglieri, e che da un momento all'altro potevano piombare in citta'...  un po' come a Fort Apache...  La mia amica Ale mi raccontava di quando e' andata ad accogliere amici spagnoli all'aeroporto, avevano solo "fruit e ciabattine infradito"... venivano in un paese tropicale, in fondo...Forse non avevano letto prima che la citta'  si trova a 2600 slm e che a queste altitudini anche all'equatore fa freddino. Sono qui da 8 giorni, la temperatura credo abbia superato i 20 gradi una sola volta. Alla sera esci con maglione e giacca, quasi tutto l'anno, con una temparura notturna mai superiore ai 12 graditos... quanto poco sappiamo di Colombia... non che sia fondamentale "sapere" della Colombia, sia ben chiaro, credo che tutti dormiamo bene lo stesso alla notte...

Ah, mi sono ricordato di una cosa che mi e' stata raccontata in Brasile da una ricercatrice universitaria di Campinas, Sao Paulo. Uno studente statunitense viene per un intercambio a Campinas. Al suo seguito arriva un carico di acqua minerale rigorosamente US, "potabile". Credeva di arrivare in un luogo in cui la gente beve acqua sporca dai fiumi, un luogo infestato dalla malaria e da malattie tropicali. Il professore si e' rifiutato di ospitarlo... non credo perche' sdegnato e offeso, credo invece perche' decisamente insofferente verso un tale livello di ignoranza. Questo e' capitato nel XXI secolo, esistono tanti mezzi per documentarsi prima di partire per trascorrere un anno nella "giungla" paulistana. Archi e frecce...

Postato da: nicoway a 21:16 | link | commenti (2)
america latina

martedì, 13 dicembre 2005
Bogota`

 

 (Plaza Bolivar)

Nel titoletto ho messo Bogota´ perche` in realta` della Colombia non conosco altro. Beh, non che di questa citta` ne capisca poi tanto... E` la seconda volta che ci vengo. La prima, nell' autunno del 2003, rimasi una settimana "blindato" in citta' senza trovare il coraggio di uscirne a causa del potenziale pericolo legato ai sequestri. Ascoltavo i consigli di amici, molto premurosi e protettivi, forse troppo...   Avevo comunque la possibilita` in quell' occasione di rompere decisamente tanti stereotipi che avevo sulla Colombia. Lo vedevo come un paese pericolosissimo, con gente troppo passionale e violenta, con un'economia fondata sulla cocaINA (specifico INA perche' la foglia di coca e` addirittura benefica e sacra per tante popolazioni, e` la INA che puo`essere una merda!!!). Di questo paese conoscevo molto poco e quel poco era assolutamente "stereotipato". Bastarono un paio di giorni per cambiare la mia visione della Colombia e darmene una piu´ veritiera. Il paese ha cominciato ad apparirmi solo "loco", nel senso di strano, anomalo...

Come dicevo...Bogota`.

Citta` a 2600 metri slm. Si estende da nord a sud seguendo una catena montuosa che diventa un gran punto di riferimento negli spostamenti in citta`,  guardando a destra o sinistra sai se stai andando verso sud o nord, non e` male...  fra l` altro la catena montuosa e` spettacolare, verdissima, nei rari momenti di cielo azzurro illumina la citta` e ricorda che non solo siamo in montagna ma che siamo in un  paese tropicale con una vegetazione lussureggiante, un verde che lascia a bocca aperta.

Circa 6500000 di abitanti, normale per una capitale latinoamericana. Ma veniamo alla prima cosa che mi sorprende e che ha a che fare con nord-sud...

 

Nord-Sud... e centro "cuscinetto"

                            (nord)                                                 (sud)

Come ogni citta'  latina ha zone ricche e zone povere ma a differenza delle altre qui c' e'  una spaccatura geografica molto evidente. La parte sud e `vasta e non ci sono quartieri "bene". La zona nord e'  altrettanto vasta e i quartieri assomigliano a quelli di Cambridge, Massachussets.

                                                                                                                (nord)

Sono kilometri e kilometri di quartieri di classe media o alta, eleganti ed ordinati. Ieri all' ora di pranzo ero a sud per comprare alcuni dvd di cinema colombiano (chiaramente roba non "pirata"...), caos e disordine tipicamente latini. Alla sera ero nella zona nord, ordine, pulizia, lusso, ambiente da "primissimo" mondo. Due citta` collegate ma completamente divise da un punto di vista sociale ed economico.

 

(sud)

Nel mezzo, fra le due realta', il centro. La piazza principale, Plaza Bolivar, i centri del potere. Il quartiere storico coloniale della citta`, la Candelaria. Infine un area che definisco di frontiera, sporca, pericolosa, piena di traffici e commerci illegali, prostituzione di bassa lega, "transitabile" con molta cautela di giorno, da evitare di notte. Il cuore di questa zona di frontiera era il Cartucho, una zona di cui parlero` piu' avanti.

 

(centro)

Le abitazioni e le zone sono classificate in "estratos". La scala va da 1 a 6, dal piu ' povero al ricco... senti quindi dire "quelle case sono estrato 6", "quel quartiere e` estrato 2". Impossibile trovare uno strato 6 a sud, possibile trovare uno strato 1 a nord, ma lo vedrai arrampicato sulla montagna... come sui morros di Rio.

 

                      (estrato 6)                                       (estrato 1)

Nella zona nord ho visto cose che mi hanno colpito in quanto a sviluppo tecnologico e servizio, cose che, forse per distrazione, non avevo visto in nessun altro luogo, Giappone e USA inclusi. Ad esempio il servizio bancomat drive trhu, fai bancomat senza scendere dall'auto. Un altro, entri in uno sportello bancomat e ti ritrovi, al lato delle macchine dispensatrici di banconote, due telefoni collegati con la banca 24 ore su 24 e dei pc con cui comunicare con la stessa sempre che tu sia loro correntista, tutto questo anche alle 3 del mattina.

 

 

Nella zona sud, nell'altro mondo, ho visto una cosa che in nessun altra citta` del mondo latino avevo visto: un numero impressionante di vagabondi e "barboni" (che brutto termine...).

 

 

Ce ne sono in una quantita` assolutamente spropositata e in condizioni penosissime, neri come il carbone, drogati da quella merda ancor piu'  merda di droga che e'  il locale basuco ( intruglio di scarti di sostanze quali cocaina, eroina, allucinogeni, calce), una vera bomba. Una droga molto economica, la droga degli indigenti. 

 Mi chiedevo come fosse possibile accettare questa indigenza, poter convivere con questi esseri umani che assumono contorni piu'  animaleschi e infernali che umani... mi dicevano che qui non ci sono strutture che aiutano questi uomini, forse in fondo non vogliono neanche essere aiutati , soffocati dalle droghe, ormai caduti troppo in basso. La polizia... li tratta malissimo, ieri ne ho avuto una prova con un signore molto malandato caduto per terra, ai bordi della strada. Il trattamento non e` stato fine...   Non e` difficile parlare con loro, sono contenti di dirti il nome, da dove provengono, il difficile per me e`star loro vicino piu` di 2 minuti, il loro odore e` veramente "pesantissimo", stringer loro la mano... lo fai, ma porca puttana, non riesci a non avvertire una sensazione sgradevole, stai toccando prima della mano uno strato di sudiciume che ti fa "senso". Insomma e` duretta per me rapportamici, niente comunque rispetto alla loro vita, quella si`, non si puo` nemmeno definire dura. Non ho un termine per definirla... indegna?  si puo' definire indegna una vita che un'altra persona vive? boh... probabilmente con il mio metro si...

Mi sono stampato la foto di Manuel Luis Sanchez Rincon, cartonero... forse qualcuno lo ricorda, dal blog di Enzo Baldoni http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_2.html#cartonero .  Volevo passargli la foto che gli aveva scattato Enzo, passargli qualche banconota dicendo che proveniva da quell' omone italiano che lo flashio' di notte. Chiedergli se si ricordava di quell' episodio, di quel granduomo... ho chiesto  a dei suoi colleghi se  conoscevano Manuel , ad alcuni dei tantissimi che fanno il suo  stesso lavoro e che hanno sembianze spesso incredibilmente simili. Il nero del corpo, i vestiti, i capelli...

 

 

Tutti mi dicevano di conoscerlo, che probabilmente l'  avrei trovato in certe vie, in certi orari...  dubito che realmente lo riconoscessero dalla foto, anche se da quella foto sembrerebbe inconfondibile, gli occhi...  ma fatti di basuco, stanchi, spiritati, tutti e tutti molto simili. Facile confondersi guardando un foto. Addirittura una donna che vende mais in Piazza Bolivar mi diceva che sara´ un impresa molto ardua riconoscerlo...  parecen todos iguales, mi dice, ed e'  relativamente vero.

 

(Luis)

             (Victor Herman)                                        (Jaime)

Enzo Baldoni... 

Mi sono riletto il suo blog Locombia http://www.balene.it/enzo/Colombia2/colombia2_1.html. Mi e` servito. Mi da tanti spunti, lo trovo un documento eccezionale. Ho parlato dell'omone ad alcuni amici colombiani. Lo ritengono un mezzo pazzo. Uno che sta per essere sequestrato, poi "salvato" dall' alcalde indigeno in una "brillantissima" trattativa con i sequestratori... beh che l' Enzo scriva una lettera al Comandante che lo stava sequestrando per chiedergli di prendere un caffe'  insieme...  le facce dei colombiani al racconto sono eloquenti...

 

(ho rubato questa foto dal suo blog, spero non se ne voglia...)

 

...ma Baldoni, non lo sanno, dovrebbero leggersi tutto cio' che ha scritto, era veramente speciale. Lui certe cose poteva farle, aveva un coraggio straordinario, un sesto senso sviluppatissimo  o forse semplicemente come dice lui nel blog... O forse, come dice Jacopo Fo, la mia salvezza è che non capisco bene cosa mi succede intorno, e passo attraverso la vita come un sonnambulo sul cornicione, senza farmi male. Chi lo sa.

Il mio appartamentino e'  in una casa coloniale nel cuore della Candelaria, a 5 quadras dalla piazza Bolivar, 500 metri in discesa e si arriva al cuore della Colombia, al suo kilometro zero.

(calle 10)

Il primo giorno scendo questa strada, la calle 10, e appena prima di arrivare alla piazza mi blocco, alla mia destra c'e'  L´Hotel de la Opera, quello che Baldoni considerava la sua casa a Bogota`. Un bellissimo hotel, con molto charme. Solo alla sera mi decido ad entrarvi e fare il suo nome a chi sta alla reception. Chiaramente lo ricordano molto bene, si emozionano. Mi ricordano di quando lessero della sua morte su El Tiempo, lo chock per tutti loro. Evidentemente anche la´ aveva lasciato un segno.

                                             (Hotel de la Opera)

Guerriglia

La Colombia e` un paese estremamente complesso ma a quanto pare solo per chi non lo vive. I colombiani conoscono bene i metodi, le strategie del governo, il ruolo della guerriglia, i codici. Il dove poter andare con una certa sicurezza e tranquillita'  nel paese. Per questo tutti ti dicono di chieder ai locali  prima di incamminarti in una certa area... la situazione sicurezza cambia con una certa frequenza.

La prossima volta che ad un banchetto di una festa di Liberazione vedo una raccolta fondi in favore delle FARC mi fermo e chiedo spiegazioni. Chiedo a chi c'e' dietro il banco se e` mai stato da queste parti, se ha mai parlato con i colombiani per sapere cosa ne pensano di questi guerriglieri. Quando ho detto ad alcuni colombiani che da noi c' e'  chi raccoglie fondi per questi signori hanno fatto facce veramente incredule e incazzate. Questi signori 50 anni fa avevano un' ideologia e lottavano per un ideale, ora sono solo dei banditi che creano tanto dolore alla popolazione, sequestrano terreni cacciando i contadini che li' vivono, commerciano in coca, uccidono, fanno attentati alla popolazione civile E da noi c'e' chi gli manda finanziamenti?  Chavez, il presidente venezuelano, e' stato beccato dall'intelligence colombiana ad inviare fondi e probabilmente armamenti alla guerriglia. Quando Chavez ha scoperto di esser stato "beccato" ha minacciato di rompere le relazioni diplomatiche (cosa che sembra essergli quasi riuscita ora con il Messico per aver umiliato il presidente Fox alla cumbre di Mar del Plata) con la Colombia. Mi chiedo il perche' questo passo non sia stato fatto dalla Colombia verso di lui.

Alcune decadi fa vennero create milizie paramilitari per contrastare la guerriglia. Nel tempo sono diventati banditi che non solo contrastavano le FARC ma facevano i loro sporchi interessi economici ormai slegate dal controllo goverantivo. La Colombia si ritrovava ora con altri gruppi di guerriglieri,  schegge impazzite che attuavano nello stesso modo delle FARC, scacciando, sotto la minaccia di morte, i contadini dalle loro terre, sequestrando, commerciando in droga. Nel mezzo, il popolo, vittima di movimenti guerriglieri ormai privi di qualsiasi ideologia, criminali organizzati in bande, cartelli della droga, operazioni del governo per contrastare gli uni o gli altri con operazioni di guerra. Insomma un bel casino povera Colombia. Un paese stupendo ma con una grande sfiga... essere un potenziale produttore di un prodotto molto richiesto sui nostri mercati, la foglia di coca e, da li, la cocaina. Chiaro che non tutti problemi originano da li... ma se non ci fosse questo "bene prezioso" probabilmente non si formerebbero tanti interessi che poi generano violenza e morte.

La Colombia non e` solo coca... c' e'  tanto di piu'. Industrie manifatturiere, prodotti agricoli, un potenziale turistico enorme vista la bellezza del paese, un popolo altamente alfabetizzato e ben istruito. La coca e' apparentemente un fenomeno marginale, che tocca poche persone nel paese, ma e' quello che ha maggior incidenza negli equilibri del paese. L'immagine della Colombia nel mondo e' pessima, di questo i colombiani ne sono consapevoli e ne soffrono. La realta'  e' veramente molto diversa...

Mulas y Mulos

Questo termine definisce quelle persone che si riempiono lo stomaco di pacchettini con all'interno cocaina per portarla nei paesi "consumatori", superando i controlli antidroga con una certa facilita' ma non senza rischi, anche fatali.

Ricordo anni fa di aver letto di un colombiano a cui era esploso un pacchettino nello stomaco in un hotel mi pare di Roma. Avevo quasi gioito, devo riconoscerlo... in fondo lo vedevo come un delinquente che portava coca da noi. Ora non piu', e' spesso un pover uomo, una povera donna, senza prospettive economiche di vita qui in Colombia, uno che viene utillizzato come mulo, sapendo di rischiare la vita, con una paura folle, una grande sofferenza nel sottoporsi ad una prova fisica pesantissima, per una cifra che di certo non gli cambiera`la vita ma che se portata a buon fine gli consentira' di respirare un po' con 3000 US$ a disposizione.

Lo schema piu' meno e' questo. Persone di bella presenza, quindi meno sospettabili, vengono contattate attraverso una rete di conoscenze. Viene fatta la proposta, allettante per chi e' povero e senza lavoro, ma rischiosa e penosa. Se si accetta non lo si rivelera`alla famiglia. Il trafficante comprera' alla persona il biglietto aereo andata e ritorno, gli dara' una somma che gli permetta di soggiornare alcuni giorni nel luogo di destinazione, l'indirizzo di un hotel e una minaccia...  se scappa con la droga le vittime saranno i famigliari rimasti in Colombia di cui hanno tutti i dati.  L'allenamento sara` fatto ingoiando grandi chicchi d'uva...  quando la gola sara` addestrata si potra'  procedere. La coca viene inserita in pacchettini fatti con il lattice di preservativi o con i guanti usati dai medici. Chi li ingoiera` osservera` con attenzione che siano chiusi bene, basta uno che si apra nello stomaco per provocare overdose e morte. La "vittima", cosi' la chiamo, ingoiera' dai 60 ai 100 pacchettini, dipendendo dal sesso e dal fisico (un uomo grande e grosso ne portera' un centinaio, una donna minuta una sessantina). Ma pensiamo... 60 pacchettini nel nostro stomaco...  L'operazione di ingoio sara'  fatta poche ore prima della partenza, da quel momento infatti la vittima non potra'  piu' mangiare ed entro 24 ore dovra' essere a destinazione, seduto su un water. Sempre che non si sia aperto niente, che le autorita' non abbiano nutrito sospetti (negli US in caso di sospetto ti possono sottoporre a raggi X all'interno dell'aeroporto stesso), e che tu abbia resistito dall'andare di corpo nelle 24 ore... se a destinazione manca qualche cosa i trafficanti lo comunicheranno ai colleghi colombiani e li scattano le ritorsioni sulle famiglie che probabilmente pensano il figlio sia andato alcuni giorni in vacanza a Cartagena a trovare un caro amico...   Non riesco proprio piu'  a provare  un sottile piacere sapendo che un mulo è "esploso", anzi mi  vergogno di aver sentito un piacere.

C'e' un film colombiano che mostra benissimo questa realta': "Maria llena eres de gracia", negli US il titolo e' "Maria full of grace". Per chi degli amici fosse interessato portero' con me in Italia il dvd...  uno di quelli comprati ieri nella zona sud.

Alvaro Uribe, Presidente della Colombia

Da quello che ho sentito il paese lo apprezza, sembra aver lavorato bene in questi 3 anni. Tutti dicono che da quando c'e' lui il paese e'  piu' sicuro. Questo non significa non vedere militari in giro...  sembra di essere in Israele, ci sono militari ovunque, nelle strade fuori citta' i controlli sono continui, pattuglie in ogni luogo lo stato si sia  riappropriato del territorio.

 

                            (sulla strada per Villavicencio)

Il padre di Uribe venne ucciso dalle FARC e ha quindi una rabbia particolare nei confronti della guerriglia. Recentemente e' stata cambiata la Costituzione, prima non era permessa la rielezione di un presidente, ora si. Sembra che verra'  rieletto. Il bilancio che ne fa la popolazione sembra positivo, puo' aver fatto alcune schifezze ma l'impegno e le cose buone sembrano superare quelle sporche (tipo possibili contatti con paramilitari per operazioni al "limite"...).  Ha fama di essere gran lavoratore, instancabile, lo vedono sciupato e invecchiato da questi 3 anni di governo. Al popolo piace l'impegno che ci mette...  Quando venne invitato alle nozze del principe Felipe di Spagna (e si sa che un paese come la Colombia tiene rapporti molto stretti con la Spagna) declino'   l'invito dicendo che aveva troppe cose da fare in quel momento in patria per potersi assentare.

 

Aborto

Ieri in piazza Bolivar c'era una manifestazione, erano per lo piu' donne...  pochi giorni fa e'  stata presentata una richiesta per depenalizzare l'aborto. Qui, come in Argentina, l'aborto e' ancora illegale. Qui come la' viene praticato "illegalmente" da cliniche che tutti conoscono. Come va a finire? chi ha i soldi va in una clinica di buon livello, con igiene, sicurezza e buoni medici, chi non ha i soldi va in fantacliniche improvvisate dove per pochi pesos puoi abortire. Purtroppo spesso succede che di vite se ne perdono due... che senso ha mantenere la condanna? che senso ha continuare a fare tutto nell'illegalita' quando tutti sanno che avviene come se fosse legale ma con grave pregiudizio per chi e'  piu' debole e povero? Che ipocrisia...

 

 

Nella proposta di revisione della legge veniva chiesto che l'aborto fosse depenalizzato in 3 casi specifici. In caso di violenza, di feto malformato e di... la terza non me la ricordo. Beh la legge non e'  stata portata in parlamento per la votazione perche' una corte ne ha riscontrato un vizio di forma. Un modo per non affrantare il problema probabilmente, per non rompere equilibri con la chiesa da parte di alcuni deputati... forse, a pochi mesi dalle elezioni.

 

Il cartucho

(cio' che rimane del Cartucho... 12 dicembre 2005)

Ne ho parlato a inizio post. Questo era un quartiere molto tristemente famoso del centro di Bogota'. Li viveano gli "scarti" della societa', da li venivano i sicari, i commerci piu'  sporchi, la polizia non ci metteva piede, ed era ad appena 800 metri dal palazzo presidenziale, dalla plaza Bolivar. Ora non c'e' piu', ne rimane solo un piccolo settore. Al suo posto e'  stato creato un parco il "Tercer Milenio".

 

 (Parque Tercer Milenio)

Diciamo che e' stata "bonificata" un' area creando un altro problema. Ora le persone che vivevano nel Cartucho, migliaia probabilmente, si sono disperse in citta' e non hanno cambiato attivita'...   prima era sicuramente un luogo che creava  fastidio e un senso di vergogna ai bogotanos ma almeno garantiva un controllo, ossia si poteva monitorare il luogo, seguire chi vi viveva,  seguirlo nel momento i cui usciva dalle sue "mura", ora non piu'. Non so qual'e' il male minore...

Si calcola che vivano in cio' che rimane del Cartucho circa 3000 persone, disperati che vivono dormendo sotto del cellophane o in tuguri malsani. Buona parte di loro sono drogati di basuco, vivono raccogliendo gli scarti degli altri, mangiando nei rifiuti.

 

Sono gli irriducibili. Il governo cerca di distruggere anche quest'ultima roccaforte anche se ora ci va piano...  durante gli sgomberi scoppiano sempre incidenti, ci scappa il morto, anzi i morti... Un altro motivo del rallentamento nel porre fine al Cartucho e' che i cartuchinos quando lasciano il loro territorio tendono a ricongiungersi in gruppo in altre zone della citta' alzando drammaticamente l'indice di violenza, smercio di droga etc... questo fa si che i comitati che si sono costituiti in quartieri vicini spingano per non disarmare totalmente il Cartucho. Fa riflettere... quelli che chiedono di arrestare la demolizione sono persone che vivono in zone gia' riconosciute come ad alta pericolosita' e malaffare, una lotta fra poverissimi!

 

 

Illuminazione natalizia

Mai visto niente del genere. La citta'  e' completamente illuminata con luminarie. Tutte le principali arterie hanno addobbi, le case hanno lampadine in tutto il loro contorno. Montserrate, il colle con la chiesetta che domina sopra Bogota' , e' pieno di lampadine colorate, le hanno piazzate su tutta la montagna. Bello, romantico, caratteristico... ma quanto spreco di energia...

Domani compio una settimana di permanenza in citta', dopodomani forse mi metto in marcia verso Medellin, vediamo... la Colombia e'  un paese che continua a mettermi un po' in difficolta'. Di oggettivo non c'e' ormai molto che mi freni dall'affrontarne il territorio, e' piu' un fattore interno, soggettivo, il paese e'  molto 'carico', emozionale, passionale... sara' per questo che mi "impantano" sempre a Bogota'?

 

Postato da: nicoway a 18:02 | link | commenti (3)
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